Stapelia, il lampione fotovoltaico a diretta imitazione della natura

Stapelia è il nome generico di una pianta dell'Africa meridionale che comprende oltre sessanta specie diverse. È una pianta succulenta, molto simile alle piante grasse, perché in grado di accumulare all'interno di foglie e petali delle grandi quantità d'acqua per poter crescere e resistere ai grandi caldi.

Stapelia non passa inosservata perché ha cinque grossi petali triangolati, dei veri e propri lobi, che possono assumere colorazioni diverse, dal bianco al rosso, oltre che a venature di superficie molto particolari.

Da qui parte un progetto tecnologico sviluppato dal gruppo ENEA, agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo tecnologico sostenibile, precisamente dal Centro di Ricerche di Portici, in collaborazione con Schuco, una ditta molto importante specializzata nella produzione di sistemi di alto livello tecnologico per porte, finestre e facciate architettoniche.

Stapelia da pianta diventa, quindi, un lampione fotovoltaico. Il lampione prende spunto dalle forme naturali per configurarsi a sua immagine. Lo scopo principale della scelta dei progettisti nasce con l'idea di avvicinare il più possibile i centri urbanizzati alla natura, riprendendo, appunto, le sue forme.

Stapelia lampione fotovoltaico

(Stapelia lampione fotovoltaico)

In questo progetto la componente dell'integrazione architettonica ha avuto un ruolo fondamentale perché il valore naturalistico del prodotto doveva andare di pari passo con le componenti tecnologiche.

Stapelia è un prototipo di illuminazione pubblica che sfrutta le tecnologia fotovoltaica e un sistema di lampade a basso consumo.

Nello specifico, i progettisti si sono concentrati sulla testa del lampione, partendo ad imitazione del fiore. Stapelia riproduce i lobi naturali per mezzo di grossi triangoli, cinque petali in vetro semitrasparente. Ogni modulo contiene 21 celle solari dalla struttura tradizionale, ovvero silicio monocristallino di colore blu scuro. Le celle producono una potenza di 28 Wp, per un totale di potenza elettrica disponibile di 140 Wp.

Questi petali trasformano l'energia solare in energia elettrica che va ad alimentare il sistema direttamente sottostante, formato da un'altra serie di panelli dalle dimensioni leggermente inferiori. In questo caso, si è fatto riferimento alla base del fiore, che, nel lampione, diventa una case per le lampade LED a risparmio energetico.

Questa seconda serie di moduli è chiusa da fogli di plexiglass opalino per permettere un'illuminazione stradale morbida e diffusa per un raggio maggiore rispetto ai tradizionali lampioni da strada.

Stapelia lampione fotovoltaico

(Stapelia lampione fotovoltaico)

Stapelia

Tutto il sistema, fra moduli fotovoltaici e lampade LED, è tenuto insieme da una struttura compatta in metallo, a sua volta sostenuta da uno stelo sempre in metallo dall'altezza di 6 metri da terra. La struttura resiste alle intemperie e alle spinte del vento mentre la corolla ha un'inclinazione ottimale pari a 30 gradi.

Il lampione può essere collegato direttamente alle rete dell'illuminazione pubblica generale ma può anche funzionare in maniera autonoma, perché fornito di batterie interne, che rilasciano LED l'energia accumulata durante il giorno dai pannelli solari. In questo secondo caso, la gestione è più autonoma e fa riferimento a contesti locali di distribuzione.

Infine il lampione Stapelia è dotato anche di particolari dispositivi e sistemi tecnologici che ne permettono di regolare il flusso luminoso durante le ore crepuscolari.

AutoreDott.ssa Chiarina Tagliaferri


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