Sos clima: che l'Europa risponda. Associazioni in piazza a Roma
"Chiediamo all'Europa e all'Italia di battersi per contrastare la grave emergenza climatica globale in atto. Non ci sono più margini per le mezze misure". Sono queste le parole scelte dal Wwf per lanciare SOS Clima, la manifestazione che il 28 febbraio ha portato in piazza a Roma tutti coloro che vogliono chiedere all'Italia e all'Europa una riduzione importante e urgente delle emissioni di Co2, attraverso un investimento decisivo nelle energie rinnovabili in nome di un futuro sostenibile. Si tratta di un'iniziativa in vista di quanto il 20 e 21 marzo dovrà decidere il Consiglio europeo, che stabilirà gli obiettivi più o meno lungimiranti che gli stati membri dovranno raggiungere entro il 2030. A promuoverla oltre al Wwf, Legambiente, Greenpeace, Kyoto Club, Coordinamento Free, Si alle Energie rinnovabili No al nucleare, Assorinnovabili, Ater e Msa.
"È un appuntamento fondamentale – dichiarano gli organizzatori - per affrontare la drammatica emergenza climatica dichiarata a chiare note nell'ultimo rapporto del Panel intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici dell'Onu: ci stiamo avventurando verso un surriscaldamento del pianeta di oltre 4°C con scenari apocalittici, è necessario invertire la rotta, ora. Il 28 febbraio, insieme a un vasto cartello di associazioni, scendiamo in piazza per chiedere all'Unione Europea e all'Italia di assumere un ruolo realmente incisivo nella lotta ai cambiamenti climatici ma anche di cambiare prospettiva di sviluppo puntando verso innovazione e green economy".

La manifestazione, dove e quando...
L'appuntamento è per venerdì 28 febbraio alle 11:30 in piazza Montecitorio. La richiesta è chiara: "l'Unione Europea e l'Italia devono assumere un ruolo realmente incisivo nella lotta ai cambiamenti climatici e puntare di più su innovazione e green economy, dato che gli obiettivi proposti dalla Commissione europea". In discussione ci sono gli obiettivi finora ventilati a Bruxelles e considerati insufficienti e assurdi. La riduzione solo del 40 percento delle emissioni di Co2 e l'aumento non vincolante del 27 delle rinnovabili, che per questa cordata di associazioni sono decisamente "poco ambiziosi" e pericolosi.
Perché...
La pretesa è che "l'Unione Europea confermi il suo ruolo da leader nella lotta ai cambiamenti climatici. Gli obiettivi comunitari al 2030 proposti dalla Commissione europea - riduzione del 40 percento delle emissioni di CO2 e aumento non vincolante del 2 per le rinnovabili - non consentono all'Europa di mettere in campo una forte e coerente azione di contrasto ai cambiamenti climatici in grado di invertire la rotta e contribuire ad un accordo globale ambizioso e giusto. L'Unione Europea potrà svolgere un ruolo decisivo nella trattativa internazionale solo se avrà definito obiettivi più ambiziosi per la riduzione dei gas-serra, per lo sviluppo delle fonti rinnovabili ed interventi di efficienza energetica attraverso target legalmente vincolanti". Il prossimo appuntamento è alla Conferenza delle Nazioni Unite a Parigi nel 2015. "Che l'Italia si impegni per un Europa leader nella sfida di una economia e una società low-carbon – riprendono il Wwf e le altre associazioni spiegando il perché scenderanno in piazza -. Il ruolo dell'Italia sarà fondamentale per raggiungere un accordo europeo più ambizioso e necessario per contrastare i mutamenti climatici, per creare nuova economia, per superare la crisi, garantire ai cittadini e all'ambiente il futuro. Noi chiediamo al Governo italiano di battersi per questo".

E quali sono i target minimi a cui aspirano gli ambientalisti per invertire la rotta del surriscaldamento globale e della dipendenza energetica da fonti non rinnovabili
"Un meno 55 percento di emissioni, il 40 per cento meno di consumo energetico e il 45 in più di energia rinnovabile". È quanto ha precisato Legambiente. "Il libro bianco Clima-Energia 2030 adottato dalla Commissione europea – recita in un comunicato - rappresenta una preoccupante e pericolosa retromarcia rispetto agli impegni assunti finora dall'Europa per mantenere il riscaldamento globale sotto i 2°C ed evitare la catastrofe climatica. Gli obiettivi comunitari al 2030 proposti oggi [il 22 gennaio 2014 ndr.] non consentono all'Europa di mettere in campo una forte e coerente azione climatica in grado di invertire la rotta".

















