Settimana bianca? Con lo Slow Ski anche lo sci diventa ecosostenibile
Il conto alla rovescia per la fine del 2013 e l'inizio del 2014 è ormai partito e in molti hanno deciso di festeggiarlo in montagna, immersi nella neve e pronti a salutare vecchio e nuovo anno con ai piedi un paio di sci. Non tutti, però, sanno che lo sci non è esattamente un'attività ecosostenibile.

(Non tutti sanno che anche sciare può avere un impatto sull'ambiente)
Prima di tutto, cerchiamo, quindi, di capire come e perché sciare può avere un impatto non esattamente positivo sull'ambiente.
Punto 1: avete mai riflettuto sul fatto che là dove ora sciate, un tempo era una zona boschiva? Per creare un impianto sciistico è, infatti, praticamente impossibile non disboscare la zona interessata.
Punto 2: una volta costruiti, gli impianti tradizionali producono una grande quantità di emissioni nocive per ambiente e atmosfera, a cui si aggiunge l'inquinamento acustico prodotto dagli sparaneve in funzione (mediamente 70 DbA a 50 m).
Punto 3: la neve artificiale. Per produrne 2 m3 sono necessari circa 1000 litri di acqua (provate anche solo a immaginare quanto ne è necessaria per una pista di dimensioni medie), per non parlare dell'energia elettrica per i cannoni, dell'inquinamento dei camion per trasformarla e degli additivi inquinanti utilizzati per la produzione della neve.

(La neve artificiale con gli additivi ha un inevitabile impatto sull'ambiente)
Cosa fare, allora? Rinunciare alle tradizionali sciate di fine o inizio anno? Questo non è strettamente indispensabile.
Intanto perché molti impianti sono stati progettati con metodi sempre più eco-compatibili, per alterare il meno possibile l'ecosistema. Per questa ragione, numerose stazioni consumano e producono energia in maniera ecosostenibile; come? Attraverso turbine eoliche, ridotte emissioni di CO2 e servizi come il car-sharing e le navette.
L'impegno e la buona volontà dei gestori degli impianti, da soli, possono, però, ben poco senza un uguale impegno da parte delle migliaia di amanti della montagna che, soprattutto in questi giorni, si stanno riversando sulle discese di ogni parte del mondo.

(Molte stazioni sciistiche, in ogni parte del mondo, si sono dotate di turbine eoliche per produrre l'energia elettrica in maniera ecosostenibile)
Ecco, allora, qualche consiglio per essere degli sciatori green.
- Prediligete gli impianti che hanno mostrato un occhio di riguardo per l'ambiente; Internet può essere una miniera di informazioni al riguardo. State attenti ai servizi che offrono (come il car-sharing e le navette) e buttate un occhio al modo in cui si producono l'energia o al fatto che usino o meno neve artificiale.
- Mettetevi una mano sulla coscienza e rinunciate a qualche comodità, come arrivare all'impianto direttamente con la vostra auto. Prediligete, invece, mezzi di trasporto pubblici (treno, autobus, navetta).
- Noleggiate le attrezzature direttamente sul posto e se proprio ci tenete ad averle personali, optate per le ultime novità in materia di ecosostenibilità: tavole da snowboard in bamboo e tute da sci a pannelli solari con led incorporati (per sciare anche al buio).
- Per mangiare, preferite ristoranti rigorosamente a Km 0, così da consumare prodotti locali ed evitare i consumi e le emissioni legate ai trasporti.
- Infine, pensate "slow ski", una formula che come l'analogo "slow food", intende un concetto più lento del vivere la montagna, assaporandone lentamente le bellezze. Largo, allora, a ciaspolate, passeggiate e visite a borghi storici lungo itinerari naturalistici, culturali e gastronomici, per vivere appieno e in relax la neve e la montagna.




