Sere, la brezza del vento, alimenta il primo grande parco eolico del Sudafrica
Nel 20008, con l' inaugurazione della prima wind farm del paese, situata a Darling e costituita da solo 4 turbine con una potenza complessiva di 5,2 megawatts, il Sudafrica aveva fatto capire che c'era nell' aria un' inversione di rotta per il paese, la volontà e la voglia di abbracciare in pieno le energie rinnovabili. Per altri 25 anni sarà possibile sfruttare le attuali riserve di carbone, il petrolio ha prezzi sempre più alti, e le fonti fossili sono sempre più scarse.
L' obiettivo per il paese è quello di ridurre dal 90 al 65% la dipendenza dal carbone entro il 2030.
(la prima wind farm in sudafrica)
I NUMERI
Parte così Sere (termine in lingua Nama, che tradotto vuol dire "brezza fresca"), vicino a Koekenaap, nel Western Cape. Sarà la Siemens, a consegnare e ad installare 46 aerogeneratori del tipo SWT-2,3-108, con potenza pari a 2,3 MW e diametro rotore di 108 metri. Siemens si occuperà inoltre della gestione degli aerogeneratori per un periodo di 5 anni.
Il parco, costerà circa 258 milioni di dollari e sarà in grado di produrre 100 MW di elettricità. Per 20 anni produrrà mediamente 233.000 MWh all' anno, asssicurando il rifornimento di energia a ben 97.000 abitazioni, tutto questo porterà alla riduzione di 4,7 milioni di tonnellate di gas serra. Una bella vittoria per Eskom, la compagnia elettrica pubblica, che si è aggiudicata l'appalto dal National energy regulator of South Africa (Nersa).
La fine dei lavori è prevista per la fine dell' anno 2014.
I FINANZIATORI
Sono un gruppo di istituzioni finanziarie per lo sviluppo, quali la Banca mondiale, il Clean technology fund, la Banca africana di sviluppo, e L'Agenzia francese per lo sviluppo.
I PROTAGONISTI
Primo fra tutti la Eskom, che ha già un impianto solare, con potenza di 100MW, nel Northen Cape, oltre ad aver installato pannelli solari per le sue sedi e per le sue centrali elettriche a carbone. L' intenzione è quella di abbandonare lo sfruttamento di carbonio per assicurare alle popolazioni un mondo più pulito, come spiega l' amministratore delegato Brian Dames: «...Sere è il nostro primo grande progetto di energia rinnovabile. Ciò dimostra il nostro impegno a ridurre la nostra impronta di carbonio e ad investire in un futuro energetico sostenibile.»
Portavoce della Siemens è Felix Ferlemann, CEO della Divisione eolica di Siemens Energy, che si dice orgoglioso di portare la tecnologia dell' azienda in un progetto tanto importante basato sullo sviluppo delle energie rinnovabili.
(turbine eoliche della Siemens)
IL PROGRAMMA DI PRETORIA
Il progetto si inserisce all' interno della nuova politica del governo sudafricano, che porterà alla produzione di 3.725 MW di energia pulita, ottenuta da impianti soprattutto eolici e solari, secondo quanto stabilito dal programma Renewable energy independent power producer (Reipp). Insomma il Sudafrica stà recuperando, perchè se si pensa ai ritardi registrati nell' iniziare i programmi nazionali per l' energia pulita, si deve anche dire che già nel 2012 il settore solare aveva registrato 4,3 miliardi di dollari, un' altro miliardo di dollari per l' eolico. Un bel passo avanti se si pensa che nel 2011 nel G-20 il paese, aveva "conquistato" l' ultimo posto.
Questa svolta ecologica di Pretoria percorre due diversi binari: il primo è quello di incanalarsi in un settore di crescita nuovo, l'altro più ambizioso riguarda la sua espansione economica verso l'esterno, con una certa preferenza verso i capitali dell'asse Sud-Sud.
E anche se guardata con sospetto dal suo stesso continente, il Sudafrica ha dalla sua parte più possibilità, che intralci.
L' EOLICO NEL RESTO DEL MONDO
Secondo i dati forniti dalla World Wind Energy Association in un decennio l' eolico è passato da una potenza di circa 30 GW a oltre 282 GW, di cui 45 sarebbero solo quelli installati nel 2012. Le nazioni con più impianti al momento sono Cina, Usa, Germania, Argentina , mentre in Italia i dati sono abbastanza modesti. Nel 2012, il solo settore dell'eolico ha fornito a livello mondiale più del 3% della domanda di elettricità, portando con sè un fatturato di 60 miliardi di euro. Sempre secondo la WWEA nel 2020 la potenza installata arriverà a 1.000 GW.

















