Risparmiare e socializzare grazie alle case e ai chioschi dell'acqua
Parlare di impatto ambientale e di sostenibilità non significa soltanto pensare a strumenti da impiegare per attingere a fonti rinnovabili e ad energia pulita. Vuol dire anche pensare in termini di riciclaggio e di riduzione dei consumi. In questo senso, uno degli aspetti da non sottovalutare, spesso ignorato, è quello del consumo dell'acqua potabile. È di uso comune e quotidiano comprarla nei supermercati, dove è possibile trovarla come più ci aggrada. Spesso, tuttavia, non si riflette sul fatto che viene consumato petrolio e acqua nella produzione delle bottiglie di plastica, a cui si aggiungono idrocarburi, anidride carbonica, monossido di carbonio, ossidi di zolfo e azoto rilasciati nell'atmosfera. L'acqua prelevata dal rubinetto non solo è a chilometro zero, ma non necessita di essere imbottigliata né trasportata.
(Impiegando l'acqua potabile del rubinetto si risparmierebbe sulle bottiglie di plastica - Credit Foto:greekgod)
Seguendo questo principio molti comuni italiani hanno adottato i Chioschi e Case dell'Acqua. Sempre più città, nell'ottica di una riqualifica ambientale e di una sensibilizzazione verso un responsabile consumo, stanno installando queste strutture. Tecnologicamente avanzati, questi chioschi danno la possibilità di erogare acqua potabile refrigerata, gassata e talvolta affinata. Essi, infatti, hanno un sofisticato sistema di affinazione organolettica, utile a migliorare colore, odore e sapore dell'acqua distribuita tramite acquedotto, rimuovendo nello stesso tempo l'eccesso di cloro attraverso semplici trattamenti.
Altro aspetto positivo di questi spazi è l'occasione offerta per socializzare. Luoghi di aggregazione cittadina, di dialogo tra amministrazioni e tra abitanti, in alcuni casi possono essere fruttati per fornire diversi servizi, come ad esempio rilasciare informazioni varie o distribuire prodotti ecosostenibili e biodegradabili (detersivi, sacchetti per i rifiuti, ecc.).
(Chioschi e Case dell'Acqua sono costruite per riqualificare l'ambiente, offrendo spunti per socializzare
- Credit Foto: Impronta Unika)
Dalla loro ideazione, il numero è in continua crescita. Secondo un censimento su territorio nazionale si è passati da 213 nel 2010 a 817 nel 2013 a circa 1000 nel 2014. Si registrano circa 383 in Lombardia, 126 in Piemonte, 134 in Emilia Romagna, 14 in Campania, 1 in Puglia. Questi chioschi offrirebbero acqua naturale, refrigerata e a volte anche gassata gratuita o pagando una cifra irrisoria, come ad esempio 5 centesimi al litro per acqua gassata e/o refrigerata.
A Brescia, nella provincia di Padenghe, il chiosco permette ai cittadini di scegliere tra diversi tipi di acqua: a temperatura ambiente o di frigo, liscia o gassata. A Milano, nella provincia di Robecco sul Naviglio, un'antica lavanderia è stata sottoposta a un processo di ristrutturazione ed è stata trasformata in un impianto che distribuisce acqua dalle 7:00 alle 23:00. A Pisa, nella provincia di Frescafonte, l'apparato fornisce il servizio dalle 6:00 alle 12:00 e, quello sito nei giardini pubblici, predispone anche di una pedana per disabili.
Nel 2014 Aqua Italia (Associazione delle aziende costruttrici e produttrici di impianti, prodotti chimici, accessori e componenti per il trattamento delle acque primarie,non reflue, per uso civile, industriale e per piscine) ha commissionato all'Istituto indipendente CRA Nielsen un'indagine di opinione sui Chioschi dell'Acqua come nuovo servizio messo a disposizione dai comuni. Secondo i dati raccolti sembra che il 28,6% degli interessati vive in località dove essi sono presenti, il 57,5% ne conosce i vantaggi, il 34,3% è interessato ad usufruire del servizio e l'8,2% dichiara di farne uso. I risultati quindi confermano un fenomeno in crescita.
(Le Case dell'Acqua promuovono il rispetto per l'ambiente e la salvaguardia dell'acqua
- Credit Foto: Vita da mamma)
Per quanto concerne l'architettura e la logistica di queste strutture, l'aumento della richiesta ha indotto il gestore, nonché promotore, a ricercare nuove soluzioni. La tendenza è quella di renderle facili nell'istallazione, pratiche e funzionali, e di realizzarle con materiali e tecnologia di basso impatto ambientale, personalizzabili, integrabili con sistemi multimediali e con costi ridotti.
Esse vanno da una struttura in muratura a una fatta con materiali del territorio. Possono essere prefabbricaste o/e integrate con soluzioni che le rendano efficienti ed energeticamente economiche. Possono anche presentare delle soluzioni multimediali e interattive.
Alcune forme architettoniche sembrano essersi standardizzate, segno di un graduale consolidamento in vaste aree del territorio. Alle classiche strutture in muratura o in prefabbricato, vi è una variante idonea per utilizzi temporanei, caratterizzata da una facile installazione e rimozione. Sono apparati impiegati in genere durante gli eventi (quali mostre, festival, ecc.), dove sia l'impianto che la struttura hanno dimensioni ridotte e dove sono in relazione al tipo di utenza (erogazione di piccole quantità d'acqua per un numero elevato di persone).
(Esempio di un pannello di una Casa dell'Acqua a S.Marino - Credit Foto: SottoMarino)
Le Case dell'Acqua sono collocate in spazi igienicamente idonei, predisposti ad accoglierle, e situate in aree facilmente raggiungibili dai cittadini. La capacità produttiva varia a seconda del contesto in cui sono inserite. I sistemi di erogazione degli impianti svolgono un ruolo importante e possono essere realizzate in diversi modi, dai semplici sistemi di spillatura tradizionale, cioè bocche di erogazione, a sistemi di incasso dove è fisicamente impedito all'utente di mettere in contatto la bocca o i contenitori per il prelievo direttamente con il punto di erogazione.
Possono essere previsti uno o più posti di distribuzione, a seconda delle differenti "tipologie" di acqua (a temperatura ambiente, refrigerata, con o senza aggiunta di anidride carbonica). La somministrazione può essere attivata per mezzo di pulsanti o con sensori basati su tecnologie di tipo elettronico.
(La Casa dell'Acqua può essere realizzate in prefabbricato ed essere a rispermio energetico
- Credi Foto: TargatoCN)
Queste "fontane" moderne hanno il vantaggio di veicolare una nuova cultura dell'acqua, come risorsa pubblica da rispettare e salvaguardare finora sottovalutata. Si promuove, attraverso di esse, l'idea di un mondo sempre più sostenibile, sottolineandone il valore ecologico. Inoltre, grazie a questa nuova prospettiva, possono diventare un elegante e prezioso arredo urbano e occasione di riqualifica ambientale di parchi e strutture spesso abbandonate, come fontane pubbliche, ex-lavatoi e simili. Sono, inoltre, luoghi che favoriscono l'incontro e quindi la comunicazione. Andando a ritirare l'acqua, i cittadini si ritrovano, parlano e si conoscono.
(Casa dell'acqua in muratura sita a Taggiano, la prima nell'Italia meridionale, nel giardino pubblico di San Marco
- Credit Foto: Il quotidiano di Salerno)
Un evento dedicato proprio a questa cultura dell'acqua è il Festival dell'Acqua, ormai giunto alla terza edizione, che si terrà a Milano nel 2015. Si tratta della più completa manifestazione del settore idrico, ideato e promosso da Federutility , la federazione che associa tutti i gestori italiani del servizio idrico e rappresenta l'Italia negli organismi europei e mondiali. Il Festival è una convention dove ogni due anni raccoglie le 400 aziende associate alla Federazione e tutti i soggetti che si occupano di servizi idrici e di pubblica utilità. Si organizzano quindi incontri di carattere tecnico, scientifico e istituzionale , incontri di tipo culturale e di informazione, eventi di spettacolo ed intrattenimento.
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