Progetto europeo Biscol per un'industria tessile ecologica
Il progetto europeo BISCOL mira a rendere sostenibile anche l'industria tessile. Il problema principale di questo tipo di industria sono i coloranti utilizzati durante i processi in filiera. Nella stragrande maggioranza dei casi, si tratta di coloranti tossici, altamente dannosi per l'ambiente e, in alcuni casi, anche per l'uomo, apportamento allergie o irritazioni alla pelle. Il progetto BISCOL si pone come obbiettivo, appunto, limitare i danni all'ambiente e all'uomo.
Il progetto BISCOL (BIoprocessing for Sustainable production of COLoured textiles) nasce nell'Università di Siena e significa letteralmente biotrattamento per la produzione sostenibile di tessuti colorati, a cura di Rebecca Pogni, coordinatrice del progetto. Secondo la sua opinione, l'Europa nella sua unità avrebbe tutte le carte in regola per sperimentare e diffondere nuovi processi tecnologici che potrebbero essere in grado di diminuire il fattore inquinante di questo tipo di industria. Nuove tecnologie, materiali e strumenti sono tutti elementi che l'Europa sarebbe in grado di fornire.
Nelle sue considerazioni, Rebecca Pogni pone un accento sulle PMI (Piccole e Medie Imprese) e sui benefici che il progetto apporterebbe specialmente per queste ultime. Attualmente, le PMI sono il 90% della forza lavoro a loro si deve oltre il 60% della produzione in questo settore. Lo sviluppo tecnologico è, quindi, la chiave del progetto BISCOL e il rovescio della medaglia potrebbe essere che a beneficiare dei vantaggi, o meglio a sfruttarli, sarebbe solo una piccola parte del mercato generale.

(Progetto europeo BISCOL per eliminare la tossicità nei coloranti tossici)
Secondo alcune statistiche, l'industria tessile avrebbe fatturato oltre 172 miliardi di euro nel 2010, importante, quindi, porre l'attenzione per fare in modo che anche questo tipo di produzione sia in grado di apportare un minore impatto sull'ambiente.
Spesso accade che, a causa degli elevati costi di produzione, filiali di industrie vengano dislocati in paesi esteri e questo porta ad un indebolimento delle posizioni europee e ad una sfrenata e spesso sleale concorrenza. Il mercato ne risente con cedimenti e disequilibri e le imprese si ritrovano costrette a ripiegare su soluzioni non proprio ortodosse.
Il progetto BISCOL nasce quindi con lo scopo di ristabilire rapporti e processi, sia per quanto riguarda la domanda del mercato globale in termini in stabilimenti sia per soddisfare il fabbisogno in termini di prodotti ecostenibili.
Il progetto BISCOL pone particolare attenzione ai cicli di tintura e alla sintesi dei coloranti. Per ridurre il grado di tossicità, il progetto propone di utilizzare particolari enzimi da sviluppare all'interno di un bioreattore. Il progetto e lo studio di questo strumento sono stati sperimentati da un'azienda belga, la Wetlands Engeneering e la macchina verrà istallata per la prima volta presso un'impresa turca, la Setas Kimya. Scopo principale del bioreattore, in concomitanza con le linee guida del progetto BISCOL e con i suoi obbiettivi, è la produzione e distribuzione a livello industriale di coloranti biologici con basso livello di tossicità.












