Mobilità sostenibile: bike sharing anche a Napoli
Arriva finalmente anche nel capoluogo campano il servizio ecologico "Bike sharing". Un servizio altamente tecnologico, semplice, a favore della città e dei turisti, contro l'eccessivo smog, che continuamente attanaglia ogni giorno le vie della città. Un servizio, insomma, tutto a vantaggio dell'ambiente in cui si vive. Dallo scorso primo settembre, "Bike sharing" è attivo. "Bike sharing - si legge sul sito ufficiale - è un servizio di mobilità alternativa e sostenibile diffuso in tutta Europa, differente dal noleggio bici: è un vero e proprio sistema di trasporto pubblico per brevi spostamenti, basato su una rete di ciclostazioni, che va a integrare l'utilizzo dei tradizionali mezzi di trasporto".

(La bicicletta versus l'inquinamento atmosferico. Bike sharing: un servizio ecologico, semplice ed economico).
Si tratta nello specifico di ben 100 biciclette e 10 stazioni dislocate in diverse aree di Napoli. C'è da dire che le biciclette prima di essere utilizzate dai cittadini sono state testate. Lo afferma infatti lo stesso coordinatore del bike sharing Cristiano May. "Test che servono per mettere appunto le app e le diverse funzionalità elettroniche". Il servizio bike sharing è una conseguenza del progetto messo a punto dall'associazione Cleanap in collaborazione con il Comune di Napoli e finanziato dal Miur. Chi desidera usufruire del bike sharing potrà guardare direttamente su internet la disponibilità delle biciclette. Le stazioni sono state immesse, strategicamente, sia nelle aree di interscambio con i mezzi pubblici, che in prossimità dei parcheggi. Ad esempio si va da piazza Vittoria a Castel dell'Ovo, dal Maschio Angioino a via Diaz, fino a piazza Dante e piazza Bovio. Si pensa ad altre stazioni presso via Duomo ed a ridosso di piazza Garibaldi dove vi è la stazione dei treni.
Sul sito online è comunque possibile studiare in modo dettagliato la mappa delle stazioni. Anche i turisti potranno tra le altre cose beneficiare del Wi-Fi gratuito presso le ciclostazioni e qui scaricare le App e registrarsi. Per prelevare la bicicletta si potrà adottare la classica card RFID (simile all'abbonamento dei mezzi di trasporto pubblico), la App e il tag NFC (acronimo di Near Field Comunication), che consente lo sblocco della bicicletta semplicemente appoggiando lo smartphone alla ciclostazione.
Tra le curiosità: tutte le biciclette sono dotate di un sistema Gps. Questo dispositivo consentirà di individuare la posizione della bici in qualsiasi momento, nel caso a qualche ladro venisse la malsana idea di rubare una bike. Ma servirà anche a "definire in maniera esatta - come ha sottolineato il coordinatore Cristiano May - i percorsi più utilizzati dai ciclisti e suggerire alle PA quali interventi apportare dal punto di vista della mobilità leggera". Ricordiamo che l'associazione Cleanap si è aggiudicata il bando "Smart Cities and Communities and Social Innovation del Miur-Pon Ricerca e Competitività 2007-2013, con il patrocinio morale del Comune di Napoli, dell'Università degli Studi di Napoli Federico II ed il supporto logistico di Anm. Sicuramente per promuovere sempre più il bike sharing è necessario una fondamentale manutenzione del servizio oltre a far sì che il fondo stradale sia tenuto ai massimi livelli.
E' noto come in Cina sia enorme l'inquinamento atmosferico. Ebbene proprio qui, in città come Shanghai, sono presenti importanti sistemi di bike sharing. Secondo Stephanie Lotshaw, uno degli autori della guida "The Bike Share Planning Guide", tra i benefici legati al sistemi di bike sharing emergono: riduzione del traffico, miglioramento della qualità dell'aria, e soprattutto della forma delle persone. Le bici risolvono il problema "dell'ultimo chilometro": il tratto cioé che va dalla fermata di bus o metropolitane fino alla destinazione finale.

