Le proposte per l'economia verde dagli Stati generali della Green Economy di Rimini
Dare vita a una economia circolare dove si produce arricchendo l'ambiente e la società. E' l'obiettivo verso cui mirare che è emerso dai tavoli di lavoro che sono stati allestiti a Rimini per Ecomondo, la fiera del verde, che come ogni anno dal 2012 nei giorni scorsi ha ospitato gli Stati Generali della Green Economy.
I gruppi di lavoro, gli esperti, le associazioni di imprese e gli oltre 2 mila partecipanti all'evento hanno varato una piattaforma programmatica per il settore green che ha messo in elenco diverse misure che devono al più presto essere realizzate per poter ambire a vedere un vero sviluppo sostenibile nella nostra nazione. Insomma, un percorso chiaro e definito sulla strada che si deve intraprendere.
Chi ha seguito gli Stati Generali della Green Economy a Rimini è rimasto piacevolmente sorpreso nel vedere quanto entusiasmo si respirasse. Forse perché ci troviamo in un generale momento di sfiducia verso i sistemi economici conosciuti e verso la politica. Forse perché rincuora sempre vedere che c'è chi resiste alla crisi e tenta di tracciare nuove vie per lo sviluppo generale. Centrato quindi, il primo obiettivo che gli Stati Generali si riproponevamo: fare squadra tra associazioni, organizzazioni e imprese "green".
Ma non solo. Si è infatti redatto un vero e proprio vademecum pratico della strada da seguire, un Green New Deal contro la crisi dell'Italia.
La ricetta per una vera crescita verde prevede al primo posto un intervento sul fisco e le tasse.
La fiscalità
La tassazione deve essere maggiore per le attività molto inquinanti e per tutte le realtà economiche che prevedano un ampio consumo di ambiente. Con le risorse recuperate si può pensare a un riequilibrio in favore delle imprese green, che dovrebbero pagare tasse minori, oppure varare nuovi strumenti finanziari, delle "obbligazioni green" con cui finanziare la crescita sostenibile nuovi incentivi.
Secondo gli estensori del documento varato dal Consiglio Nazionale della Green Economy la pressione fiscale non può che essere diminuita sul lavoro e per gli investimenti in economia e servizi "verdi".
Trovare le misure per compensare i mancati introiti sarebbe semplicissimo: basta chiedere più tasse a chi consuma più risorse naturali. Si parla di introdurre ad esempio la carbon tax e di tassare le automobili e i camion a seconda dei rispettivi livelli di emissione.
Gli investimenti
Nel resto del pianeta da tempo si investe in maniera più consistente di quanto si faccia dalle nostre parti verso il settore green. Il documento uscito dagli Stati Generali della Green Economy parla di social impact bond, performance bond o finanza di progetto, passando dalla misure di azionariato popolare al crowdfunding. Obiettivo: stimolare le alleanze tra pubblico e privato, puntare alla qualità e non solo alla quantità delle iniziative imprenditoriali verdi.
Gli incentivi
Sul tema incentivi arriva la proposta più drastica che è uscita dal forum di Rimini. Infatti, secondo gli Stati Generali della Green Economy vanno totalmente eliminati gli incentivi per le attività inquinanti. L'intera spesa pubblica, inoltre, andrebbe rivisitata con l'occhio rivolto agli impatti che le attività economiche producono sull'ambiente.
La normativa
Va definita una cornice normativa omogena per quanto riguarda, anzitutto, la gestione dei rifiuti. Mancano, oggi, coerenza e chiarezza e ci sono ancora troppi e complicati iter burocratici che favoriscono, loro malgrado, le illegalità. Per superare la situazione e adeguare la normativa nazionale a quella europea più avanzata serve dunque:
- Abolizione del Sistri che va sostituito con un nuovo sistema di tracciabilità semplice e non oneroso;
- Modifica della Tares con tariffe che servano a pagare solo ed esclusivamente i costi di gestione dei rifiuti urbani, e che sia differenziato di modo che chi più inquina, più paga;
- Realizzare come buone pratiche le linee guida della gestione integrata dei rifiuti di modo che a livello nazionale sia applicata in modo uniforme;
- Studiare un disegno di legge che faccia diventare svantaggioso smaltire i materiali in discarica piuttosto che riciclarli. Ancora oggi infatti, in molte realtà è molto più conveniente, a livello economico, smaltire in discarica piuttosto che riciclare;
- Predisporre una ecotassa sui rifiuti che finiscono in discarica. Questa ecotassa andrebbe a finanziare gli interventi per favorire il riciclo.

