La rivoluzione digitale in Turchia affidata al dorso di un asino

Un asino che porta in groppa un pannello fotovoltaico. Sono queste le immagini che stanno girando sul web in questi giorni, lasciando aperti molti interrogativi circa la possibilità di rinnovamento energetico in un paese come la Turchia, che deve ricorrere ancora a un sistema ancestrale per avere un minimo di connessione Internet.

I pastori turchi sfruttano l'energia prodotta da pannelli portatili

(I pastori turchi sfruttano l'energia prodotta da pannelli solari 'portatili')

L'immagine infatti, pubblicata anche sul sito della BBC News, fa riferimento a quanto accaduto nella provincia di Izmir, nella zona occidentale della Turchia. La soluzione di montare un pannello solare sul dorso di un asino sarebbe stata pensata appositamente per quei gruppi di pastori sempre in viaggio nelle zone desolate di quella parte del paese, che non dovranno così rinunciare alla connessione Internet su portatile o cellulare. La possibilità di poter navigare sul web anche a grosse distanze dai centro cittadini stuzzica la fantasia dei mandriani turchi che, come tanti altri, nel loro paese non hanno mai goduto di una grossa libertà in fatto di connessione alla rete, specialmente dopo l'ultima legge con cui l'Autorità Governativa sulle telecomunicazioni si riserva il diritto di censura su tutti i siti che violino la privacy altrui. Poca libertà e scarsi mezzi dunque sono le principali piaghe della Turchia.

Nella provincia di Izmir, in Turchia, i pastori si connettono a internet tramite pannelli solari a dorso di mulo

(Nella provincia di Izmir, in Turchia, i pastori si connettono a internet tramite pannelli solari a dorso di mulo)

L'idea del pannello ‘portatile', a cavallo tra tradizione e innovazione, è frutto di una collaborazione quasi trentennale tra le associazioni di pastori della zona e il governo turco, che si è concretizzata alla fine in questo progetto, sostenuto e portato avanti dalla Ser-Gün, una delle principali aziende produttrici di pannelli solari turche. Il dispositivo montato sulla groppa dell'asino è stato definito ‘plug and play' (trad. ‘collega e usa'), espressione usata in informatica per indicare quegli strumenti tecnologici come le chiavette usb che è sufficiente collegare al computer per essere usati, senza bisogno di procedure di installazione: il pannello portatile infatti non necessita di particolari accorgimenti per poter rifornire di energia un pc o un telefono, basta che i dispositivi comunichino tra loro, così da poter rimanere connessi 24h e 7 giorni su 7.  Il costo del pannello è di 2,800 lire turche, ma metà dell'investimento è coperto dal governo locale che ha messo mano ai fondi pubblici per lo sviluppo del territorio per finanziare il progetto della Ser-Gün. Lo scopo dell'azienda, come espresso in varie dichiarazioni pubbliche dal presidente del cda Tamer Ugurluel, è quello di facilitare la quotidianità di categorie di lavoratori come i pastori che rappresentano l'ossatura del paese, incrementando la sostenibilità energetica.

I pannelli trasportati a dorso di mulo possono produrre dai 5 ai 7 KW di energia elettrica, una cifra piuttosto rassicurante soprattutto per quanto riguarda il funzionamento dei telefoni cellulari che consumano in media dai 2 ai 6 W (potrebbero essere ricaricati circa 1000 telefoni con questo sistema, a determinate condizioni). L'energia prodotta dai dispositivi portatili viene a volte anche utilizzata in maniera più tradizionale, per alimentare ad esempio la luce elettrica in particolari stagioni dell'anno.

I pannelli solari trasportati dall'asino sono definiti plug and play

(I pannelli solari trasportati dall'asino sono definiti 'plug and play', perché permettono di collegarsi direttamente a internet)

Un'idea rudimentale dunque, ma molto rappresentativa dello stato di necessità in cui versa la Turchia, un paese in cui la pastorizia è ancora molto diffusa e il fotovoltaico comincia appena ad affacciarsi.

La Turchia infatti rappresenta di certo un mercato emergente per quanto riguarda le energie rinnovabili, ma l'obiettivo di sopperire al fabbisogno energetico del paese contando per buona parte sul fotovoltaico è ancora lontano. Un passo avanti è stato fatto con lo Strategic Plan 2010-2014, uno dei tanti interventi governativi in materia di energia che punta ad incrementare l'utilizzo di fonti pulite, il cui obiettivo primario sarebbe quello di arrivare a una copertura del 30% sul totale della produzione elettrica del paese entro il 2023.

 Se vi rimangono ancora dubbi, guardate con i vostri occhi il video qui sotto (Fonte: RuptlyTv)

AutoreDott.ssa Irene Armaro


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