La geotermia marina: produrre energia dal mare e il Marsili Project nelle Isole Eolie

L'energia geotermica marina è l'energia derivante dal calore sprigionato dalla Terra durante la sua attività magmatica interna e in maniera particolare dall'energia che proviene dai vulcani sottomarini. Nel sottosuolo terrestre sono, infatti, presenti numerose falde con continua attività magmatica che manifestano in superficie dei getti di vapore o di acqua calda, meglio conosciuti come Geyser.

Il calore terrestre ha origine dal decadimento di isotopi radioattivi del mantello terrestre, compreso fra la crosta terrestre e il nucleo della Terra, ovvero l'uranio, il potassio, il torio, etc.  Il particolare sfruttamento di questa tipologia di energia sotterranea è completamente naturale e permette di fruire della elevata temperatura all'interno della Terra e che aumenta con la profondità entro la crosta terrestre: i vulcani sotterranei diventano una fonte di energia pulita, gratuita e ecosostenibile, l'energia geotermica.

Per sfruttare in maniera ottimale il calore naturale della Terra e fruire dell'energia geotermica è necessario misurare la temperatura del calore sprigionato dalla crosta terrestre indicando questi valori all'interno di un parametro di gradiente geotermico, che corrisponde all'incremento di 1° C, definisce la variazione di temperatura all'aumentare della profondità, raggiungendo un valore di incremento di circa 30 °C ogni 1.000 m di maggiore profondità. Tutto ciò è nell'assunto che il parametro esposto non è fisso, ma può aumentare in base alle zone marine e a diversi fattori dei vulcani sottomarini, legando il fattore di aumento alle caratteristiche fisiche del sottosuolo e all'attività magmatica della crosta terrestre.

Lo sfruttamento dell'energia geotermica marina in Italia: il progetto Marsili Project

L'Italia è particolarmente all'avanguardia nell'sfruttamento dell'energia geotermica, in modo proficuo la regione Toscana, tanto che il primo progetto mondiale di sfruttamento della geotermica marina chiamato Marsili Project è stato presentato nell'Aprile del 2010, dalla Eurobuilding spa, una realtà abruzzese di Servigliano (AP), operante nel settore dell'ingegneria naturalistica, basato sullo sfruttamento dell'energia geotermica generata dal vulcano sottomarino dell'area dei Marsili, a sud-ovest del Mar Tirreno, vicino alle isole Eolie, di estensione pari a 60x20 chilometri, con altezza sottomarina di 3800 metri.

Il territorio, infatti, presenta importanti giacimenti di fluidi geotermici sul fondale marino che producono una temperatura molto elevata dovuta alla vivace attività vulcanica, monitorata da appositi sensori. Le tecnologie per avviare l'estrazione e lo sfruttamento dell'energia geotermica sono ancora in fase di elaborazione e al momento sotto progetto e studio dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l'Istituto per la Geologia Marina del CNR, il Centro di Ricerche Sperimentali dell'Università di Chieti e il Politecnico di Bari.

Nel Novembre 2009, il Ministero dello Sviluppo Economico ha conferito alla società Eurobuilding un Permesso di Ricerca esclusivo per fluidi geotermici a mare sull'area del Marsili: il programma prevede la realizzazione di sistema di monitoraggio della struttura e la società ha già ottenuto una valutazione positiva dalla Direzione Generale per la VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Il progetto è stato presentato anche a Bali, in Indonesia.

Il vulcano sottomarino Marsili, nella zona delle Isole Eolie

(Mappa geografica della posizione del vulcano sottomarino Marsili, appartenente alle Isole Eolie: nell'immagine è possibile notare i rilievi del vulcano - da La frecciaverde.it)

L'obiettivo del progetto Marsili Project

Il progetto Marsili Project ha l'obiettivo di ricavare energia geotermica dall'acqua del mare che entra in contatto con il vulcano sottomarino e che durante questo processo si surriscalda raggiungendo i 400° C e una pressione di circa 200 bar. Il convoglio del vapore ha la forza necessaria per mettere in moto le turbine e generare energia elettrica.

L'energia geotermica marina, nonostante non sia considerata una fonte rinnovabile, in quanto il decadimento nucleare che origina il rilascio dell'energia termica è destinato a terminare, è una fonte presente sulla terra in elevate quantità, ha un basso impatto ambientale e non produce nessuna immissione inquinante: l'acqua marina infiltrandosi all'interno del cono vulcanico si surriscalda e acquista un potenziale calorico ideale per essere trasformato in energia elettrica pari a quella prodotta dalle centrali geotermiche o impianti nucleari di media taglia. Per questo motivo, il vulcano sottomarino Marsili diventa una fonte di energia elettrica importante favorita dall'elevato gradiente geotermico del vulcano e realizzando un impianto geotermico offshore è possibile sfruttare la temperatura di circa 300°C, considerando l'acqua che fuoriesce dal cono vulcanico.

Entro due anni è prevista la realizzazione di una piattaforma di trivellazione e la costruzione di un pozzo profondo 800 metri e di altri 1200 metri di profondità per avviare l'estrazione dal vulcano Masili. In base al progetto Marsili Project, entro il 2015 saranno realizzate altre 4 piattaforme per estrarre l'energia geotermica marina fino gli 800 e i 1000 Megawatt di produzione elettrica, atta a soddisfare il fabbisogno energetico di 700 mila abitanti. Per avere maggiori informazioni, consulta anche il sito dedicato al progetto Marsili Project, in cui è possibile trovare la spiegazione delle differenti fasi di lavorazione partendo dalla esplorazione e conseguente perforazione, fino ad arrivare alla produzione elettrica.

Il video informativo del progetto Marsili Project

Il video seguente mostra l'innovativo progetto del Marsili Project che permette di sfruttare il calore che fuoriesce naturalmente dalla Terra e, in questo caso, fruire del calore con temperature elevate che fuoriesce dal vulcano sottomarino Marsili, calore dovuto alla fervente attività vulcanica:

La paura del vulcano Marsili: maremoto e tzunami?

Il video seguente riporta una seconda immagine del vulcano Marsili, il quale si presenta come una minaccia al territorio italiano. Gli Studi del CNR mostrano come sia necessario un sistema di monitoraggio per valutare e prevenire, almeno con un certo margine di preavviso, una eventuale eruzione che potrebbe causare un maremoto o uno Tzumani.

Il video, inoltre, mostra nella sua seconda parte, l'innovativo progetto della Marsili Project delineandone gli svantaggi e, talvolta, anche l'inutilità dello sfruttamento di un'energia geotermica che presuppone delle tecnologie e metodologie di difficile e costosa utilizzazione.

Autore Maria Francesca Massa


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