L'eolico e i leoni marini: pericoli per uomini e animali scongiurati grazie al sistema protettivo della boa WindSentinel

In relazione alle installazioni eoliche, le moderne strumentazioni green anti inquinamento e a risparmio energetico, atte allo sfruttamento energetico pulito dell'energia proveniente dalla potenza del vento per la sua conversione in elettricità, siamo abituati purtroppo a sentire parlare spesso della drammatica e problematica questione animalista relativa allo sterminio della fauna aviaria, i cui esemplari, durante il loro tragitto migratorio, troppo spesso si trovano ad impattare tragicamente contro le possenti pale degli aerogeneratori.

Questa volta però, i protagonisti della medesima problematica non sono gli uccelli. Esiste un'altra specie animale terrestre che può trovarsi in pericolo qualora venga a contatto con realizzazioni eoliche di tipologia offshore, cioè quelle prettamente tipiche dell'installazione marittima, ma si tratta di un'animale che può esso stesso costituire un grave pericolo anche per chi lavora nel raggio di queste installazioni.

Stiamo parlando dei leoni marini, i grandi mammiferi che vivono lungo le coste dell'Oceano Pacifico, prevalentemente in California e in America Meridionale. I mastodontici animali possono arrivare a pesare fino a 300 kg, sono forti e capaci, anche se solitamente non attaccano, di uccidere un essere umano.

Sulla terra ferma non si mostrano aggressivi ma in mare può verificarsi il contrario quindi entra in gioco il grave pericolo per l'uomo. Allo stesso tempo, vi è il rischio per l'animale, nel caso di impatto con l'eolico offshore, di ferirsi con le attrezzature necessarie alla misurazione del vento.

Per cui, le grandi aziende specializzate nelle installazioni di tecnologie rinnovabili, così come stanno ricercando nuove metodologie allo scopo della riduzione del pericolo dell'eolico onshore per la fauna aviaria, stanno lavorando anche alla soluzione di questa problematica di doppio rischio leoni marini-uomo in merito alle realizzazioni offshore.

In particolare, è un'azienda canadese ad aver trovato una soluzione adeguta. Vediamo di cosa si tratta.

La boa WindSentinel della Axys Technologies

La canadese AXYS Technologies, società orientata allo sviluppo delle nuove tecnologie rinnovabili particolarmente in relazione alle applicazioni possibili per l'eolico offshore, è un'azienda che si trova spesso di fronte alla problematica connessa con la specie dei leoni marini fino ad ora illustrata.

Da diversi anni, la società si avvale per il proprio lavoro di un' innovativa boa, di propria produzione e sviluppo, battezzata WindSentinel, uno strumento di valutazione delle risorse eoliche che utilizza un sensore laser a impulsi allo scopo della rilevazione ventosa, per misurare con precisione la velocità e la direzione delle correnti eoliche insieme alle turbolenze in mare aperto, riuscendo così ad abbattere i costi di misurazione.

Il cuore di WindSentinel è un sensore di ultima generazione e ad alta precisione LWS a tre fasci fissi, capace di rilevare singole misurazioni o multi-punto fino ad una distanza massima di 300 metri. I dati eolici risultanti, vengono acquisiti, elaborati e trasmessi tramite una selezione di opzioni di telemetria effettuata attraverso i controller della AXYS.

Questa speciale boa ha ottenuto un notevole successo nel settore eolico offshore poichè permette alle aziende installatrici di procedere alle corrette misurazioni risparmiando sui costi ottenendo il duplice vantaggio dell'ottenimento di dati e parametri precisi ai fini della perfetta installazione di un parco eolico sul mare.

Tornando alla questione animalista però, dovete sapere che WindSentinel, che resta in acqua diverse settimane allo scopo dell'assolvimento dei propri compiti, è molto gradita dai leoni marini, che spesso e sovente vi si recano sopra interpretandola come uno scoglio per il riposo.

A questo punto insorge addirittura un triplice rischio, sia per l'animale, poichè la boa è interamente ricoperta di pericolose apparecchiature elettriche, sia per lo strumento stesso, che può essere danneggiato dato il peso rovinoso degli animali, sia nel caso dell'eventuale presenza di tecnici e addetti ai lavori su Wind Sentinel, che rischiano di essere attaccati dalle bestie.

Che cosa ha pensato la AXYS allo scopo di trovare rimedio a tutte queste problematiche? Ad una soluziona veramente estremante semplice: l'adozione di una particolare gabbia protettiva da avviluppare attorno a WindSentinel, per proteggere così sia gli operai che la boa stessa dall'eventuale carica degli animali, sia per non creare danno ai leoni marini. Vediamo di cosa si tratta.

Il video dimostrativo del funzionamento di WindSentinel

La gabbia di WindSentinel contro i leoni marini

La AXYS Technologies ha dunque sviluppato un'ulteriore innovativo sistema di protezione per WindSentil, in collaborazione con la societa di ingegneria Sound & Sea Technology, specializzata nella realizzazione di applicazioni ingegneristiche ad uso marittimo, sottomarino e per progetti di protezione delle coste.

Si tratta di una barriera atta assicurare che foche e leoni marini non salgano sulla boa, che garantisce la protezione del sistema dagli animali oltre a rendere possibile la facilità di accesso durante la manutenzione del sistema, non creando comunque danno alle bestie.

A prima vista sembra una comune rete di plastica ma in realtà è stata realizzata con materiali altamente qualitativi e resistenti, in grado di reggere un eventuale attacco o un abbordaggio degli animali, senza appesantire la boa che, oltretutto, si pregia dell'alimentazione green da parte di un pannello solare che, grazie alle maglie larghe della rete, può continuare senza ostacoli a catturare l'irraggiamento proveniente dai raggi del sole.

Questo nuovo sistema sarà distribuito a partire dall'Autunno 2013 dalla Marina degli Stati Uniti al largo della costa occidentale della California, zona notevolmente popolata dagli animali, come parte di uno studio per caratterizzare l'accuratezza dei sistemi LiDAR galleggianti. 

La boa Wind Sentinel

(La boa WindSentinel con la nuova dotazione protettiva)

AutoreDott.ssa Elisabetta Berra


Visualizza l'elenco dei principali articoli