L'amministratore di condominio energy manager per case ecosostenibili
Gli effetti della crisi si fanno sentire in modo progressivamente sempre più pesante, e a farne le spese sono tutte quelle voci dei bilanci personali catalogate nel "Vorrei ma non posso".
Molto spesso fra queste c'è anche il desiderio di rispettare l'ambiente, ossia la voglia di sostenere green investments capaci di generare negli anni forti risparmi.
Nonostante il contesto nazionale che fa registrare il 22% dei condomini come morosi, in Italia si sta portando avanti un importante progetto pilota che va nella direzione della possibilità di innescare meccanismi virtuosi.
A Genova, infatti, sono state illustrate le caratteristiche di un esperimento che presto sarà diffuso anche in altre città. "Un altro condominio è possibile"; questo il titolo dato all'iniziativa, promossa dall'Anci di Genova, dalla fondazione Muvita e dal Laboratorio delle idee.
"Si tratta di aprire al futuro attraverso la definizione di un condominio intelligente", spiega Marco Castagna, direttore di Muvita.
(Secondo Castagna il condominio intelligente può dare un aiuto concreto all'economia)
"È un progetto partito da Genova, che però presto sarà applicato anche in altre realtà condominiali che abbiamo individuato a Piacenza, Bergamo e Napoli".
L'esperimento ha riguardato nel complesso sedici condomini dislocati nella provincia ligure, che hanno una spesa complessiva media che si aggira intorno ai 32mila euro l'anno.
"Con l'attuazione del nostro progetto – racconta Castagna – queste comunità di vicini sono riuscite a risparmiare il 45% di spesa energetica".
Il progetto, al quale si è lavorato per tre anni e mezzo, è consistito nel realizzare alcune opere che hanno reso le palazzine a basso impatto energetico. La coibentazione delle pareti, la sostituzione degli infissi, l'installazione delle termo-valvole e la sostituzione delle caldaie. Queste le opere che sono state costruite in maniera uniforme nei diversi appartamenti da ditte che hanno accettato di lavorarvi.
Gli organizzatori del progetto, infatti, hanno preventivamente ottenuto il sostegno delle banche, che hanno anticipato agli imprenditori i soldi necessari ai lavori, mentre il resto del denaro le imprese lo recupereranno dai condomini, secondo un piano studiato e approvato nelle assemblee condominiali.
"In questo modo – aggiunge il presidente di Muvida – abbiamo messo in moto l'economia, e l'abbiamo fatto per una causa che migliora l'ambiente".
Ma al convegno di Genova si è parlato di una figura chiave per lo sviluppo su vasta scala di questo progetto: quella dell'amministratore dei condomini. Sono loro, infatti, i più attenti conoscitori della storia e delle caratteristiche dei condomini e dei suoi inquilini.
"Da febbraio faremo partire dei corsi ad hoc affinché gli amministratori acquisiscano le capacità manageriali per sostenere questo tipo di progetti", spiega ancora Castagna illustrando le fasi successive dell'iniziativa. "Gli amministratori dovranno riuscire a convincere i condomini dei benefici e dei costi calmierati che si sosterranno, e lavorare quindi con banche e imprese per ottenere quest'importante risultato".
Un progetto coraggioso, in un contesto certamente difficile. Solo nella Genova che ha ospitato i lavori, infatti, oggi il 18% dei condomini è moroso, rispetto al 5% appena di dieci anni fa.

