Il futuro energetico dell'Italia? L'Algeria e le sue pale eoliche

Il futuro energetico dell'Italia? L'Algeria e le sue pale eoliche

Esistono i corridoi geografici, i corridoi umanitari, i corridoi ecologici, ma è impossibile non citare anche i corridoi ‘energetici', quelli che consentono a realtà meno organizzate di avvalersi delle forniture energetiche di paesi ricchi di risorse.

Pare che anche il destino dell'Italia sia legato alla costituzione di un corridoio di questo tipo: entro il 2015/2020 dovrebbe prendere forma un progetto che legherà indissolubilmente Algeria e Italia; il paese nordafricano potrebbe infatti fornire energia elettrica a basso costo, sfruttando i suoi impianti eolici. Si aprirebbe così un canale importante tra Nord Africa e Italia, destinato a durare nel tempo e a sopperire alle lacune energetiche del nostro paese.

L'Algeria potrebbe diventare uno dei principali fornitori di energia elettrica dell'Italia, grazie all'eolico

(L'Algeria potrebbe diventare uno dei principali fornitori di energia elettrica dell'Italia grazie all'eolico)

Algeria e Italia: un corridoio tra passato, presente e futuro

La relazione ‘energetica' tra l'Algeria e l'Italia affonda le sue radici nel tempo: il paese nordafricano è infatti il nostro principale fornitore di gas naturale e contribuisce dunque a gran parte del nostro fabbisogno energetico nel corso dell'anno. L'Algeria in generale costituisce un bacino molto ricco a livello di risorse naturali: è il decimo paese al mondo per ricchezza di materie prime ed è il più grande produttore di gas in Africa (Marocco e Tunisia si riforniscono per il 56% e 84% in Algeria). La società italiana Eni gestisce i rapporti e le forniture con l'Algeria, tramite diverse filiali presenti sul territorio africano.

Il potenziale eolico del paese africano per gli anni 2000

(Il potenziale eolico del paese africano negli anni 2000)

Se il gas naturale può essere considerato il passato, l'eolico può di certo candidarsi ad essere il futuro di questi due paesi, che hanno allacciato negli anni relazioni commerciali proficue. A sostenerlo è la Desertec, un consorzio nato per promuovere il rinnovabile nei paesi dell'Europa, Medio Oriente e Nord Africa che possiedono una grande quantità di risorse naturali in grado di produrre elettricità in modo ecosostenibile. Insieme all'azienda algerina Sonelgaz, la Desertec ha dato vita al report "Desert Power: Getting Started" che analizza il potenziale eolico e solare di alcune zone del Medio Oriente e del Nord Africa, perfettamente in grado di esportare energia in Europa e quindi di imporsi sul mercato del fotovoltaico alla pari rispetto ai paesi occidentali. Gli obiettivi posti nel report sono ambiziosi e vengono datati al 2020, anche se l'eolico in Nord Africa potrebbe imporsi già nel 2015.

Secondo una stima del consorzio, i paesi della fascia settentrionale dell'Africa, in particolare Egitto, Marocco, Algeria e Tunisia, potrebbero raggiungere entro quella data 20 GW di potenza eolica totale, grazie a nuovi impianti di turbine eoliche sul territorio e a condizioni geografiche ed ambientali favorevoli (in alcune zone il vento soffia a circa 15/20 km al secondo). E potrebbero anche soddisfare, grazie a queste installazioni, metà della domanda di elettricità della popolazione nordafricana.

Dati Desertec: Europa e MENA a confronto sull'energia elettrica

(Dati Desertec: Europa e MENA a confronto sulla produzione di energia elettrica)

Affrontando nello specifico la situazione dell'Algeria, si è calcolato che il costo della generazione elettrica tramite pale eoliche si aggiri intorno ai 6,5-8,5 centesimi di euro/KWh; il prezzo arriverebbe al totale di 9-10 centesimi, in ogni caso competitivo, calcolando i costi di trasporto verso l'Italia. Il nostro paese verrebbe così rifornito di energia elettrica spendendo almeno la metà di quanto spende al momento per acquistare gas naturale dall'Algeria. Secondo la Desertec, in realtà, in tutta la zona denominata come MENA (Medio oriente, Nord Africa) l'elettricità prodotta tramite eolico ha un costo competitivo: 50-70 euro/MWh.

Il passaggio energetico tra Algeria e Italia poggerà su nuove infrastrutture, già in fase di costruzione: grazie alla società Terna, il principale operatore della rete elettrica italiana, è in corso di allestimento un elettrodotto di circa 170 km, ossia un cavo sottomarino di collegamento tra Tunisia e Sicilia che rappresenta solo però un primo step del progetto. Nel presente dunque si pongono le basi materiali, concrete, per la realizzazione di un corridoio energetico tra Nord Africa e Italia, in particolare tra l'Algeria e il nostro paese.

AutoreDott.ssa Irene Armaro


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