Crisi energetica a Gaza: si guarda all'energia solare come unica soluzione

L'EMERGENZA ENERGETICA

La striscia di Gaza sta fronteggiando quella che sembra delinearsi come la peggiore emergenza energetica della storia del Paese: con la crescita dei prezzi dell'energia da fonti fossili e la difficile reperibilità, l'energia solare sembra essere la fonte sulla quale Gaza ripone tutte le speranze per una soluzione del problema destinato a peggiorare.

La gravità della situazione emerge in modo chiaro da un recente reportage pubblicato dal periodico Times of Israel, che mette in luce come le criticità si riflettano sulla situazione di abitazioni private, ma anche scuole, edifici pubblici ed ospedali.

"Gli eventi accaduti in Egitto negli ultimi anni hanno aggravato la condizione di crisi energetica, tanto da spingerci a fare affidamento soltanto sull'energia solare per poter garantire il funzionamento della struttura ospedaliera": a parlare è il direttore dell'Ospedale infantile di Gaza, Nabil al - Burqani, che sottolinea come soltanto grazie ai pannelli fotovoltaici installati sul tetto dell'ospedale sia possibile garantire le dovute cure alle donne nel reparto di maternità o ai neonati in incubatrice.

Il problema non riguarda soltanto l'ospedale, ma tutte le strutture del Paese, gli edifici pubblici e privati: i continui black out si rivelano un problema sempre più grave a Gaza, per quanto riguarda il mantenimento in funzione di qualsiasi tipo di macchinario, in particolare medico.

Di fronte ad una situazione che non sembra volgere verso una rapida risoluzione, Gaza dirige sempre più il proprio interesse nei confronti dell'energia solare, che costituisce attualmente l'unica forma di garanzia per una fornitura energetica lineare e sicura. Lo stesso non si può più dire, invece, delle fonti fossili, dopo la distruzione dei tunnel principali di fornitura avvenuta nel luglio del 2013: da allora, a Gaza le interruzioni energetiche sono all'ordine del giorno e si protraggono anche per dodici ore, rendendo la vita difficoltosa.

Pannelli fotovoltaici sui tetti di Gaza

(Pannelli fotovoltaici sui tetti di Gaza)

LA SOLUZIONE E' NEL SOLE?

Così, l'energia solare prende sempre più piede nel Paese e su di essa si affidano le speranze della popolazione, convinta che la soluzione alla crisi energetica non possa più passare dal ripristino delle forniture di gas e petrolio. Del resto, in una terra costantemente esposta alla forza del sole, l'energia fotovoltaica non può che apparire come una risorsa affidabile a lungo termine.

Gli effetti di tale scenario già si iniziano a vedere, nel concreto, sul territorio di Gaza: non solo stanno sorgendo nuovi parchi fotovoltaici finanziati da investitori con grandi risorse, ma anche le singole famiglie si stanno attrezzando con maggiore frequenza per impianti domestici che garantiscano l'autosufficienza.

La direzione verso l'energia solare è stata inoltre indicata anche in via ufficiale: il sito web dell'Autorità per l'Energia di Gaza riporta la prossima messa in atto di una strategia specifica per incoraggiare la diffusione dell'energia solare, con l'obiettivo di soddisfare il 20% del fabbisogno energetico nazionale tramite fonte rinnovabile entro il 2020.

L'innovazione tecnologica e la riduzione dei costi, ora, sono il terreno di gioco sul quale si dovrà disputare la partita dell'autosufficienza energetica di Gaza, unica strada al momento percorribile per sottrarsi alla crisi energetica e alla dipendenza dall'energia non rinnovabile, per la quale risulta sempre più difficile garantire l'approvvigionamento e la continuità delle forniture.

AutoreDott.ssa Martina Pugno


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