Un tetto fotovoltaico per l'ospedale di Chivasso

Il fotovoltaico è forse la più gettonata tra le fonti di energie rinnovabili a cui sempre più privati si stanno rivolgendo per abbattere i costi delle bollette e, magari, con un occhio di riguardo per l'ambiente. Se questo è vero per i privati, a maggior ragione dovrebbe esserlo (e in molti casi lo è) per il comparto pubblico; sempre più scuole, enti e aziende di trasporti si stanno rivolgendo a questi settori.

Il nuovo Hôpital Universitaire de Mirebalais di Haiti è il più grande ospedale alimentato col fotovoltaico
(Il nuovo Hôpital Universitaire de Mirebalais di Haiti è il più grande ospedale alimentato col fotovoltaico)

È ora la volta dell'ospedale di Chivasso, un comune di 26787 abitanti in provincia di Torino. Nel 2002, al nucleo storico e alla palazzina costruita negli anni '70, si era aggiunta la cosiddetta "torre-piastra", sei piani adibiti a diagnosi, cura e degenza. Ed è proprio sulla copertura di questa torre (occupata da attrezzature impiantistiche) che si è deciso di installare i pannelli fotovoltaici. La decisione, che viene anche a seguito delle precarie condizioni della copertura (non essendo più completamente impermeabile, provoca infiltrazioni negli spazi sottostanti), è legata ai lavori di ampliamento della struttura che avrà, dunque, bisogno di maggiori quantità di energia elettrica.

Il terrazzo piano della "torre-piastra" (che si estende per circa 1200 m2) sarà, così, dotato di pannelli fotovoltaici in silicio policristallino, in grado di produrre 200 Kw di energia elettrica, destinata all'autoconsumo e sufficienti a soddisfare dal 15 al 20 % del fabbisogno energetico dell'ospedale. La struttura portante sarà in acciaio zincato e laddove non vi saranno i pannelli, la copertura sarà in lamiera di alluminio (la stessa prevista per le altre zone del presidio ospedaliero in fase di ristrutturazione). Anche per i pannelli è prevista una struttura in alluminio impermeabile, onde evitare il ripresentarsi delle attuali condizioni di permeabilità. Per questa ragione, sarà realizzata e stesa a spruzzo anche una guaina bicomponente, in particolare nelle aree con particolari apparecchiatture tecnologiche, che necessitano, ovviamente, di particolare attenzione.

In questo modo, le spese per l'energia elettrica potranno essere contenute (attualmente si aggirano intorno agli 800000 euro annui) e, allo stesso tempo, si salvaguarderà l'ambiente, senza alterarne gli equilibri. Un impianto che si preannuncia conveniente ancor prima di essere realizzato, insomma, anche grazie ai finanziamenti agevolati, legati all'installazione di fonti energetiche rinnovabili e ai ridotti costi di manutenzione (nulla rispetto all'attuale copertura, la cui sistemazione non ha dato risultati definitivi apprezzabili). Il costo complessivo del nuovo tetto si aggirerà intorno ai 867 mila euro, di cui un terzo coprirà la realizzazione dell'impianto fotovoltaico, ma si calcola che l'investimento rientrerà completamente nell'arco di due anni.

AutoreDott.ssa Morena Deriu


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