Continua il calo dei prezzi nel fotovoltaico
Il fotovoltaico mondiale continua la sua corsa, con indici di sviluppo tali da rendere sempre più realistiche le stime fatte da alcuni centri studi, a partire dal Research Market di Deutsche Bank, secondo il quale non solo l'energia solare è una grande opportunità per il futuro, ma il 2014 si rivelerà un anno d'oro. La seconda previsione, peraltro, può già dirsi andata a buon fine, considerato che le nuove installazioni di pannelli solari faranno registrare alla fine dell'anno un nuovo primato, il quale potrebbe essere poi addirittura demolito nel 2015, quando l'impetuoso sviluppo in atto potrebbe addirittura portare ad una crisi di sistema derivante dall'impossibilità dell'industria mondiale di tenere dietro alla domanda. Tra i fattori che stanno spingendo sempre più il fotovoltaico, la continua discesa dei prezzi dei componenti, che è del resto consderata il fattore chiave per il raggiungimento della cosiddetta grid parity, ovvero il momento in cui l'energia solare converrà quanto quella prodotta con combustibili fossili, anche senza la presenza di incentivi a sostenerla.

(Continua la forte discesa dei prezzi del fotovoltaico)
In questo quadro, va registrata la pubblicazione di uno studio elaborato da U.S. Energy Department's National Renewable Energy Laboratory in concorso con il Lawrence Berkeley National Laboratory (LBNL) riguardante le tendenze e i costi del fotovoltaico. In base a quanto riportato nel report, i prezzi del fotovoltaico avrebbero fatto registrare un calo massimo del 19% nel 2013, che dovrebbe essere seguito da ulteriori ribassi anche nell'anno in corso. Grazie a questi ribassi, la tendenza dovrebbe portare a una contrazione dei prezzi compresa in una forbice tra il 3% e il 12%.
Va anche specificato come la tendenza ribassista sia ormai in atto da molti anni, se solo si considera ceh un impianto fotovoltaico costa oggi circa un settimo di quanto occorreva nel 2005 per adottarne uno. Le variazioni sono naturalmente molto ampie e dipendono in larga parte da fattori geografici e segmento di mercato interessato, ma in generale hanno portato ad un drastico abbassamento dei costi relativi all'installazione e conduzione di un impianto per la produzione di energia solare. Gli stessi analisti che hanno redatto il report hanno poi vaticinato un ulteriore calo dei prezzi che dovrebbe continuare in maniera significativo nel corso del 2015 e del 2016, portando ad un costo per watt che dovrebbe attestarsi sotto gli 1,8 dollari già nel corso del 2014. Dati che fanno prevedere un mercato USA presto in condizioni di grid parity anche senza gli incentivi. A rendere problematico questo traguardo potrebbe però essere proprio la crisi attesa nel 2015, quando l'industria mondiale potrebbe non essere in grado di soddisfare in toto la domanda di pannelli solari, portando ad un rialzo più o meno consistente del prezzi. Una eventualità resa possibile non solo dai ritmi di crescita del comparto, ma anche dai fallimenti di aziende lasciati sul campo dalla grande aggressività dei produttori asiatici che ha spinto il governo statunitense ad elevare dazi doganali molto salati contro i prodotti cinesi e taiwanesi.










