Rifiuti? No, grazie. La nuova frontiera del Biodiesel

Fra le cosiddette energie alternative, il biodiesel, il carburante verde ottenuto dalla lavorazione di oli vegetali e grassi animali, è tra quelli che hanno sollevato più dubbi sull'impatto ambientale e sociale derivante dal suo utilizzo. In molti hanno, infatti, lanciato l'allarme sul problema della deforestazione e sul possibile conseguente rialzo dei prezzi alimentari.

Una soluzione potrebbe, però, venire producendo questo carburante dai rifiuti raccolti con la differenziata.

Come? Attraverso un processo termochimico chiamato pirolisi, il materiale organico è portato a una temperatura di 450-600 oC in assenza di ossigeno, per poi essere sottoposto a raffinazione per rimuovere sostanze estranee (come proteine, gomme, resine, fosfatidi, chetoni, aldeidi) eventualmente presenti sia in sospensione sia in soluzione e che potrebbero avere influenze negative sulla successiva lavorazione e, quindi, utilizzo.

Se in Messico, la città di Meridad (capitale dello stato dello Yucatan) ha dato il via ai lavori per la costruzione di una bioraffineria che, lavorando i rifiuti solidi urbani, produrrà a regime 3,5 milioni di litri di biodiesel all'anno (con un'efficienza produttiva di una tonnellata di biocarburante ogni due tonnellate di rifiuti solidi lavorati), in Italia, il comune di Verbania (nei pressi del Lago Maggiore) non è da meno.

Si tratta, infatti, del primo caso in Italia di autobus alimentati a biodiesel, per i quali si sia sviluppata un'intera filiera locale di produzione del carburante da rifiuti. Autobus alimentati a biodiesel, gas, ibridi o addirittura elettrici circolano, infatti, anche in altre regioni italiane, ma il caso di Verbania è il primo a occuparsi anche della produzione del carburante.

La prima fase del progetto, voluto dalla locale azienda di Trasprti VCO, si è ormai conclusa con la collaborazione del GreenLab (un laboratorio qualificato dal Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca) e la società NanoireserviceL'azienda ne guadagnerà ovviamente una riduzione sulle spese per l'acquisto, senza pensare alle prestazioni superiori di questo carburante che, non contenendo zolfo e solfati, rende la combustione più pulita ed efficiente ed estende del 30 % la vita dei motori.

A goderne sarà anche l'ambiente. Finalmente, sembra possibile utilizzare questa energia alternativa dalle ridotte emissioni di ossido di carbonio e polveri sottile (rispettivamente il 50 e il 65% in meno rispetto al diesel tradizionale), senza togliere spazio alle colture alimentari.

Il Biofuel è un carburante ecosostenibile adatto a qualsiasi motere

Chissà che anche per l'Italia, il passo successivo non sia la costruzione di una raffineria sul modello messicano, il biofuel, un biocombustibile di origine vegetale adatto a qualsiasi tipo di motore senza necessità che questo modificato (come, invece, richiesto dal più comune biodiesel).


AutoreDott.ssa Morena Deriu


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