ZCB: il primo edificio a emissioni zero di Hong Kong
La Cina come gli Stati Uniti ha inaugurato il primo edificio a emissioni zero, interamente autosufficiente dal punto di vista energetico ed ecosostenibile.
La struttura, chiamata ZCB (acronimo di Zero Carbon Building), inaugurata nel mese di settembre 2012, ha dimostrato alla cittadinanza cinese l'elevata efficienza raggiunta dalle tecnologie rinnovabili.
Nato da un'idea dello studio Ronald Lu & Partners, ZCB è stato poi interamente realizzato dalla Construction Industry Council (CIL) in collaborazione con lo studio d'ingegneria e architettura Arup.
(Ingresso dell'edificio ZCB. Fonte della foto ZCB)
ZCB punta, nello specifico, al risparmio e all'efficienza energetica.
Nel primo caso, il risparmio energetico è ottenuto grazie al design studiato per consentire una migliore circolazione dell'aria e della luce. In tal modo diminuisce la domanda di aria condizionata e di riscaldamento.
La struttura è, nella fattispecie, dotata di un sistema di ventilazione naturale che permette di rinfrescare l'ambiente nei mesi caldi e di riscaldarlo in quelli freddi. Inoltre sono stati installati dei sistemi di ombreggiamento per riparare gli interni dalle temperature estive molto elevate.

(Panoramica dell'edificio ZCB. Fonte della foto okezone)
L'efficienza energetica è, invece, garantita dall'applicazione delle più moderne tecnologie sostenibili, a partire dal tetto. Esso è interamente ricoperto di pannelli fotovoltaici inclinati a 21 gradi, che è la latitudine di Hong Kong, per permettere all'impianto di raccogliere la più alta quantità di energia solare e avere, di conseguenza, ottimi standard operativi.
Tuttavia, in caso ci siano dei periodi di minore produzione energetica, interviene, a compensazione, il sistema di trigenerazione biodisel per la prima volta impiegato su vasta scala e basato sul riutilizzo degli oli esausti altrimenti raccolti nelle discariche.
In questo modo si raggiunge il 45% dell'efficienza energetica e si tutela l'ambiente con 7.100 tonnellate in meno di anidride carbonica introdotte nell'atmosfera.
(Dettaglio dei pannelli solari montati sul tetto dell'edificio ZCB. Fonte della foto ZCB)
Il minore impatto ambientale è anche garantito dai materiali usati per la costruzione dell'edificio, tutti di derivazione locale. Alcuni, inoltre, sempre seguendo criteri ecologici, contengono una bassa percentuale di carbonio (ad esempio i pannelli per la segnaletica sono di zinco).
(Interno dell'edificio ZCB. Fonte della foto ZCB)
L'esterno dello ZCB è stato pensato per migliorare la biodiversità. Infatti, è immerso in un'area boschiva di circa 2.000 mq, il 13% della totalità del sito. Essa comprende 220 alberi autoctoni di oltre 40 specie diverse e una varietà di arbusti sempre cinesi. Questo bosco, per così dire, nativo fornisce cibo e riparo alla fauna cittadina, creando un ecosistema perfettamente integrato alla metropoli.
Le piante sono state inserite con criteri di casualità per emulare una foresta naturale e allo scopo di favorire il confort visivo sono stati coltivati alberi ornamentali.
La presenza di una zona verde così ampia offre un profumo gradevole e aria fresca e pulita perché rimuove le sostanze nocive. È utile, infine, per combattere l'inquinamento acustico e la concentrazione di calore, una problematica tipica e molto sentita nella città di Hong Kong.
(Un altro dettaglio dell'interno dell'edificio ZCB. Fonte della foto ZCB)
Per merito del modo in cui è stato concepito, ZCB non solo copre e risponde a tutti i propri fabbisogni energetici ma riesce anche a produrre quel surplus di energia volto a consentire un ritorno economico dell'investimento iniziale.
ZCB è, in ultima analisi, una costruzione pioneristica e all'avanguardia, rispondente alle necessità del governo di Hong Kong di diminuire le emissioni inquinanti, derivanti per la maggiore proprio dagli edifici.
Rientra, quindi, nel progetto delle autorità cinesi destinato alla promozione di un'edilizia sostenibile, rispettosa dell'ambiente e di ottima qualità.

