Walls 2.0: le innovative pareti che immagazzinano l'acqua piovana
La questione della disponibilità di acqua e del suo spreco continua ad essere al centro dell'interesse mondiale. Sono molti i luoghi che non possono accedere a questa risorsa, di conseguenza diventa sempre più necessario e all'ordine del giorno trovare soluzioni per riuscire a raccogliere, conservare e riutilizzare le acque piovane. Dopotutto, sostenibilità significa vivere in chiave di efficienza energetica e, in tal senso, è importante sottolineare come il risparmio dell'energia comporti un risparmio di denaro. Essere ecologici, dunque, conviene.
In un simile scenario si colloca l'interessante e innovativa invenzione di Randy Young, abitante di Tucson, in Arizona, un territorio caratterizzato da estati torride e problematiche idriche. Chiamato Walls 2.0, il progetto è una speciale parete studiata in modo tale da riuscire a stoccare l'acqua piovana e nello stesso tempo ad adoperarla come isolante per l'abitazione. In base a quanto sostenuto da Young, la sua idea è adatta sia per i climi aridi che per quelli freddi, in quanto nel primo caso aiuta a mantenere fresco l'ambiente interno e nel secondo caso a evitare perdite termiche e, quindi, a conservare il calore nella struttura. Un concetto tipico delle abitazioni passive.
(Rendering del progetto Walls 2.0. Fonte kickstarter)
Per costruire queste mura particolari viene impiegato il cemento come materia prima. Durante la messa in opera, quando il calcestruzzo è ancora allo stato liquido, i costruttori immettono al suo interno una membrana sintetica. Essa, durante la polimerizzazione (la reazione chimica mediante la quale da una molecola semplice, se ne forma un'altra più complessa costituita da parti uguali, ripetute in sequenza), genera dei cristalli, grazie ai quali il materiale acquisisce peculiarità impermeabili e una maggiore resistenza, superiore di 3 o 4 volte quella dei prodotti utilizzati nei serbatoi preposti alla raccolta dell'acqua piovana. Tali contenitori se sono costituiti da plastica hanno una durata di circa dieci anni, mentre se sono di acciaio di 30, massimo 50 anni.
(Il progetto Walls 2.0. Fonte culturecollective)
Va detto, inoltre, che in una qualsiasi Passive House, il calcestruzzo o la terra battuta sono impiegati molto spesso per creare una massa termica, la quale consente di ostacolare il passaggio del calore e di trattenerne una parte. Ciò fa sì che l'interno di un'abitazione abbia sempre una temperatura omogenea e costante, nonostante le temperature esterne siano variabili. Ebbene l'acqua, a differenza di questi materiali, ha una massa termica tre volte la loro. Di conseguenza, mura piene di acqua possiedono proprietà termiche significativamente migliori rispetto alle pareti tradizionali, con un oggettivo maggiore comfort per gli occupanti e un taglio delle spese energetiche, poiché i consumi sono ridotti di molto.
In base ai test effettuati sul modello prodotto da Young, è stata elaborata una previsione. In una copertura di 100 metri quadrati di Walls 2.0, con una pioggia di 25 mm, la quantità di acqua stoccata sarebbe di 2.300 litri, tutti destinati a costituire il cappotto termico dell'edificio interessato.
(Sostenibilità vuol dire anche conservare le fonti energetiche. Fonte environmental)
Il progetto Walls 2.0 richiama, inoltre, la biomimetica, una scienza indirizzata allo studio e alla comprensione dei processi biologici e biomeccanici della natura, allo scopo di replicarli per ottenere un miglioramento delle tecnologie e delle attività dell'uomo. La natura diviene un modello da seguire, un punto di riferimento imprescindibile per nuove idee e nuove soluzioni ecologiche. Queste innovative pareti, per l'appunto, sono un tipo di ingegno che offre una soluzione semplice ma efficace per le persone, l'ambiente e l'economia. Dopotutto, la riduzione dei consumi energetici e idrici non può avvenire senza un'adeguata conservazione delle fonti. Immagazzinare è una parte irrinunciabile della sostenibilità.
(Le nuove pareti consentono di raccogliere l'acqua piovana e di trattenere il calore. Fonte greendiary)
Walls 2.0, attualmente, è sulla piattaforma Kickstarter, ovvero una piattaforma dove si possono aprire campagne per la raccolta fondi. Nel caso di Young, i soldi serviranno ad avviare la sperimentazione nelle mani del Watershed Management Group, una società che si occupa di sviluppare soluzioni destinate ad assicurare il benessere della comunità e dell'ambiente. L'invenzione potrà così concretizzarsi in un prototipo in scala reale.

