Volturn US 1:8: la prima turbina eolica galleggiante offshore

È stata lanciata nel fiume Penobscot, vicino la cittadina di Brewer, nel Maine, la prima turbina eolica galleggiante offshore, chiamata Volturn US 1:8. Il modello in scala serve da banco di prova per testare l'effettiva capacità e l'efficienza di questa innovativa pala destinata, in futuro, a sfruttare a pieno la forza del vento a largo delle coste statunitensi, dove la presenza di questa rinnovabile è più costante di quanto accade sulla terraferma.

Il progetto è stato realizzato dal team di ricerca dell'Università del Maine, grazie al finanziamento di 12 milioni di dollari rilasciato dallo U.S. Department of Energy (DOE). Il nuovo dispositivo, se i test ai quali verrà sottoposto daranno i risultati sperati, potrà aprire strade mai battute prima negli Stati Uniti per quanto riguarda il settore dell'eolico e accrescere di molto il potenziale energetico del Paese. Le stime, infatti, dicono che gli USA dispongono di 4.000 GW di energia offshore, una quantità superiore di ben quattro volte quella fornita attualmente dalle turbine tradizionali.

Il prototipo Volturn mentre viene collocato nel fiume(Il prototipo Volturn mentre viene collocato nel fiume. Fonte bangordailynews)

Il modello studiato dagli ingegneri avrà una capacità di 6 MW. Le turbine, una volta messe in commercio, saranno distribuite lontano dalle coste (all'inizio dovrebbero essere un'ottantina) e produrranno, entro il 2030, 5 GW di energia. Nello specifico, genereranno 10 centesimi per KW/h di energia, senza alcun sussidio.

Un altro momento dell'installazione del prototipo(Un altro momento dell'installazione del prototipo. Fonte cianbro)

Il prototipo poggia su tre tubi di calcestruzzo, un materiale scelto per resistere alle tempeste e ad altre condizioni atmosferiche avverse. È, infatti, a prova di corrosione e dovrebbe durare sessant'anni. Per massimizzare al meglio lo sfruttamento dell'energia eolica, il team ha progettato la punta della torre in maniera tale da farla oscillare al ritmo delle onde. La piattaforma su cui siede, invece, è stata concepita per muoversi più lentamente rispetto ai flutti. Un simile accorgimento riduce l'impatto dell'oceano, la sua forza. La piattaforma, inoltre, è semisommersa e il suo peso risulta alquanto ridotto se paragonato a opere simili realizzate sulla terraferma.

La turbina al largo del fiume Penobscot(La turbina al largo del fiume Penobscot. Fonte maineinsights)

Poiché l'intera installazione è in grado di galleggiare, può essere collocata nelle zone in cui la profondità dell'acqua è maggiore. Si può dire che la tecnologia impiegata nella Volturn US 1:8 si rifà a quella utilizzata dall'industria petrolifera per le sue strutture offshore.

Allo scopo di ridurre i costi, gli ingegneri hanno previsto l'assemblaggio a terra della turbina. Una volta completato, la struttura viene caricata su un rimorchiatore e trasportata a largo. Sempre per abbattere le spese, la manutenzione sarà, all'occorrenza, effettuata sul suolo. Le unità danneggiate, quindi, verranno trasferite sulla costa, riparate e riportate in mare.

La turbina nel fiume(Un'immagine più ravvicinata della turbina nel fiume. Fonte penbaypilot)

Questo progetto, come sostenuto dalla stessa senatrice Susan Collins, è il primo del suo genere nel mondo e contribuirà a dare una spinta importante allo sviluppo della tecnologia eolica statunitense offshore nelle acque profonde. Ciò offrirà, di conseguenza, grandi opportunità al Maine, in quanto permetterà di impiegare al meglio le sue grandi risorse eoliche, di creare fino a 20.000 posti di lavoro e di diminuire la dipendenza dal petrolio.

Dettaglio della piattaforma semisommersa(Un dettaglio della piattaforma semisommersa. Fonte penbaypilot)

Si può, quindi, sostenere con ragionevole certezza, che l'energia eolica offshore costituisce l'occasione per modificare l'economia degli Stati Uniti in modo radicale e definitivo, indirizzandola in tutto e per tutto alle rinnovabili. Volturn US 1:8 è il primo passo per approdare a un mondo migliore.

Se questo progetto andrà a buon fine come sembra, non resterà che auspicare la sua diffusione anche in altre parti del pianeta. La società ha bisogno di essere "green" al 100%.

Fonti
Greenstyle
Offshorewind
climate

AutoreDott.ssa Elisabetta Rossi


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