Una dieta sana per combattere cancro e patologie cardio-vascolari
Come abbiamo imparato fin da bambini alle scuole elementari, le molecole di grasso che entrano nell'organismo e poi non vengono utilizzate, tendono ad essere immagazzinate sotto forma di depositi, per essere impiegate quando ne sentiremo il bisogno. Anticamente un corpo florido veniva associato all'idea di bellezza, basti pensare ai molti ritratti di donne dell'alta società dei secoli passati con forme ben riconoscibili sotto le pesanti vesti.
Ma nell'odierna cultura occidentale, ormai caratterizzata da social network, fast food e una capillare invasione dei mass media, si rischia di passare continuamente da un dramma alimentare all'altro, anoressia e obesità, compresi i fatti di cronaca a loro connessi, sono fenomeni che fino a 5 anni fa trovavano regolarmente spazio anche sulle prime pagine dei giornali. Quali che siano i vostri canoni di bellezza, una cosa è certa: il grasso corporeo è una componente essenziale per il funzionamento dell'organismo umano, ma, come dicevano i romani riprendendo un pensiero espresso nelle Satire oraziane, "est modus in rebus"; c'è una [giusta] misura in tutte le cose.

(Esempi di cibi particolarmmente grassi, i fritti sono probabilmente i peggiori)
A cosa serve il grasso?
I lipidi accumulati nei tessuti, ad esempio, contribuiscono ad isolare il corpo dall'esterno proteggendolo dal freddo e aiutano il sistema immunitario, in maniera non eccessiva, è vero, ma comunque apprezzabile. Nelle donne sane la giusta percentuale di grasso dovrebbe stazionare attorno al 20-25% del peso, per gli uomini il valore si abbassa di poco, attestandosi comunque sulla cifra di 15-20%. Cifre importanti, come si può ben vedere, che molti falsi miti pubblicitari o televisivi vorrebbero distruggere. Le cellule preposte, infatti, sintetizzano i lipidi autonomamente, sfruttando i più comuni processi biologici, ma questo procedimento non si può applicare ad ogni esigenza del corpo, e molti acidi grassi bisogna dunque introdurli nel sistema attraverso l'alimentazione.
Per una corretta alimentazione...
Premesso che ogni persona possiede un metabolismo differente e che l'attività fisica che ciascuno di noi svolge durante la settimana influenza il bioritmo, una dieta bilanciata che abbia come principale obbiettivo quello di portare ad una sensibile ma graduale perdita di peso (circa 3 Kg al mese) non dovrebbe apportare meno di 1200 Kcal ma non più di 1600 Kcal, e, al di là dei casi particolari, portare alla consumazione di ogni pietanza. Ovviamente eliminare un determinato tipo di cibo può essere pericoloso, e paradossalmente portare a risultati opposti, poiché il nostro fisico ha bisogno soprattutto di equilibrio e regolarità. Diete povere di carboidrati, ad esempio, a lungo andare fanno perdere tono muscolare, riducendo drasticamente l'assunzione di grassi si limita invece l'assorbimento di particolari proteine e minerali liposolubili, se infine si opta per un trattamento ipocalorico, che per evidenti ragioni fisiologiche non può protrarsi molto a lungo, al termine della terapia si recupererà fulmineamente il peso perso. Ad ogni modo, un costante seppur minimo esercizio fisico giornaliero, aiuta molto.

(Regolare attività fisica, integrata da una corretta alimentazione, aiuta l'organismo)
Effetti negativi sull'organismo
Le persone in sovrappeso, o addirittura obese, hanno maggiori probabilità di contrarre malattie legate all'apparato circolatorio e/o respiratorio, arrivando anche a soffrire di osteoartite. A causa di una lunga serie di fattori, tutti strettamente connessi e interdipendenti, il soggetto potrebbe progressivamente vedere ridotta la propria mobilità e di conseguenza un aspetto fondamentale dell'esistenza umana: le relazioni sociali. Per contro, essere troppo magri spinge l'organismo a non produrre in quantità sufficienti vari elementi indispensabili alla sopravvivenza, è questo il caso di molte vitamine, tra cui spicca la vitamina A, una cui mancanza viene spesso indicata come concausa di differenti tumori maligni alla pelle e ai polmoni.

