Il futuro della plastica è green con il reattore sostenibile del CNR

Lo smaltimento e la produzione della plastica rappresentano uno dei maggiori problemi ambientali di difficile soluzione. Attualmente il riciclo del materiale non riesce ed esaurire le grandi quantità di prodotti realizzati e lo stesso ciclo produttivo comporta il ricorso ad agenti chimici altamente inquinanti. Il futuro, però, sembra essere promettente e positivo grazie alla ricerca condotta da un team del CNR (il Consiglio Nazionale delle Ricerche), più nello specifico dal gruppo di scienziati dell'Istituto di chimica dei composti organo-metallici (Iccom- CNR).

Lo studio in questione riguarda la costruzione di un nuovo reattore, totalmente ecologico, grazie al quale è possibile produrre grandi quantità di plastica in maniera sostenibile, ovvero senza ricorrere all'ausilio di composti nocivi alla salute dell'uomo e dell'ambiente. Più nello specifico, a cambiare è il metodo di sintesi del polietilene. Esso è tra i polimeri più semplici e una delle plastiche che conosce le più diverse applicazioni. Viene, infatti, usata per gli imballaggi, i cavi elettrici, le buste, la creazione di oggetti high-tech e anche per realizzare protesi mediche.

Bottigle di plastica(Fonte inhabitat)

Indicata con la sigla PE, si presenta con l'aspetto di un solido trasparente o bianco e informe. Possiede proprietà isolanti (non a caso è impiegata anche per formare lo strato interno di contenitori alimentari) ed è economica e versatile. Caratteristiche che spiegano la molteplicità delle sue destinazioni d'uso.

Il nuovo metodo impiegato per la sua formazione si avvale della pressione e della foto attivazione, senza adoperare altre sostanze chimiche quali solventi, catalizzatori e iniziatori radicalici. Il polietilene, quindi, è ottenuto attraverso un processo a temperatura ambiente, il che riduce di parecchio l'impatto ambientale dello stesso e comporta un taglio delle spese legate allo smaltimento, allo sviluppo e alla riproduzione dei composti utilizzati nel procedimento tradizionale.

Il ricercatore Matteo Ceppatelli ha affermato che ci sono innumerevoli tipologie di polietilene, le cui qualità dipendono dalla struttura molecolare di ciascuna. La destinazione d'uso di questa o quella varietà dipende proprio da tali caratteristiche. In proposito, infatti, abbiamo il polietilene con un alto peso molecolare (impiegato nei giubbotti antiproiettile), il polietilene ad alta e bassa densità e quello espanso.

Polietilene lineare a bassa densità(Polietilene lineare a bassa densità. Foto di Cjp24)

Nella situazione specifica del PE generato con il nuovo reattore ecologico, il risultato è un prodotto robusto, dalla lunga durata, difficile a rovinarsi e adeguato per usi particolari come la produzione di protesi mediche, nelle quali la resistenza è senza dubbio un aspetto non trascurabile. La struttura molecolare interna del polietilene è lineare e non ramificata, per questo motivo la plastica risulta compatta e molto densa.

Il prototipo del reattore ecologico si trova al Lens (European Laboratory for Non-Linear Spectroscopy) dove è sottoposto a test di prova. Le sue dimensioni sono ridotte, essendo un modello da laboratorio. I ricercatori si dicono soddisfatti dei risultati ottenuti e fiduciosi nella possibilità di costruire un reattore in scala reale, avviando una produzione in serie dello stesso, adatta ad un impiego commerciale. Il prototipo, va sottolineato, ricorre a un tipo di funzionamento facilmente riproducibile in un modello di grandezza normale, destinato a produrre notevoli quantità di materiale.

I dati relativi alle sperimentazioni fatte fino ad ora sono stati resi pubblici sulla rivista Macromolecular Rapid Communications. Indubbiamente, tale invenzione, se troverà spazio e modo di affermarsi a livello mondiale, potrà rivoluzionare in maniera decisiva il settore della produzione della plastica e offrirà un grande aiuto per la salvaguardia ambientale. D'altronde, il polietilene è il materiale plastico più utilizzato al mondo.

Polietilene

(Un altro esempio di polietilene. Foto di Lluis tgn)

Di recente, è stato anche individuato un tipo di plastica ecologica, molto flessibile e resistente, ottima per essere utilizzata negli aerei, nelle auto e nella realizzazione di parti elettroniche. La scoperta viene dalla California, precisamente dall'Almaden Research Center di IBM, sito a San Jose.

Si tratta, nello specifico, di un polimero termoindurente dalle incredibili potenzialità e riciclabile in un modo innovativo. Infatti, se immerso in una soluzione acida si decompone, lasciando libere le sostanze che lo costituiscono. Di conseguenza, esse possono essere riutilizzate per un numero infinito di volte. Ciò significa riciclo totale della plastica, una produzione inferiore di rifiuti e nessun dispendio delle risorse a disposizione.

Le ricerche in ambito di rinnovabili, sostenibilità, risparmio energetico, dunque, proseguono attivamente e sembrano essere in costante crescita. La speranza è che gli studi possano portare a soluzioni definitive per la tutela del nostro pianeta.

Fonti
Greenstyle
Meteoweb

AutoreDott.ssa Elisabetta Rossi


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