Solar Suitecase:una valigia solare per salvare la vita ai bambini nei Paesi poveri
In alcuni paesi del terzo mondo, dove ogni minima necessità che per noi è reperibile in pochi attimi, per loro è invece quasi impossibile da avere, è stata creata una valigia che permette di salvare le vite ai neonati. E' un vero e proprio kit di energia solare, che si sostituisce all'energia elettrica.
La Solar Suitecase è nata dall'idea di una donna, Laura Stachel, ostetrica e ginecologa in California, che dopo essersi recata in Nigeria nel 2008, ha pensato con l'aiuto del marito di creare un qualcosa che aiutasse questa popolazione e che fosse soprattutto trasportabile attraverso la dogana. Quello che ne è venuto fuori è un prototipo, che ha iniziato ad essere distribuito nel 2009 sia in Africa, che in Asia che in America Meridionale. Quando la dottoressa è tornata in Nigeria, l'anno successivo, ha portato con sé questa valigetta, al solo scopo dimostrativo e per vedere se realmente potesse essere in grado di soddisfare le esigenze di un ospedale. Ci si è però subito resi conto che effettivamente il kit funzionava perfettamente, tanto che i medici africani hanno pregato la donna di poter lasciare l'invenzione nei loro reparti. Proprio come racconta la Stachel in un'intervista "mi pregarono di lasciarlo, mi dissero che avrebbe fatto la differenza tra la vita e la morte e non ho potuto discutere su ciò" .
Il kit ha il valore di oltre 1.500 dollari e viene donato gratuitamente agli ospedali, sia attraverso donazioni private, sia grazie all'aiuto dell'associazione no profit We care solar di cui la dottoressa fa parte. Lo scopo dei volontari è quello di ridurre la mortalità di madri e bambini. Inizialmente appunto, si voleva utilizzare l'energia solare solo per sostituire la mancanza di quella elettrica nelle sale parto, ma successivamente questa valigia è stata in grado anche di attivarsi durante un'epidemia di colera, nella Repubblica democratica del Congo. Spesso, quando salta la corrente in questi paesi disagiati le uniche alternative concrete possono essere le candele, che non sono assolutamente sicure, durante un intervento.
Ma da cosa è composto questo kit solare? Il sistema ha il compito di offrire un'illuminazione a led, un caricabatteria universale, un caricabatteria per batterie AAA e AA e prese per dispositivi a 12V DC. Il sistema di base è fornito con 40 o 80 watt di pannelli solari e un doppler fetale per il parto. La batteria dura all'incirca due anni, per cui non ci sono problemi di manutenzione e inoltre il sistema è stato progettato al fine di poter ospitare fino a 200 watt.
"Il sistema si aziona in meno di un minuto. Mentre se si sceglie un'installazione permanente può essere pienamente operativo entro due ore dall'apertura del kit" spiega la dottoressa Stachel "i chirurghi dichiarano che possono attraverso la luce vedere meglio gli strati di tessuto e possono eseguire interventi chirurgici in modo più efficiente e sicuro".
Questo kit continua ad essere distribuito dal 2009 ad oggi, grazie all'impegno umanitario di molti nei Paesi che affrontano non solo le abituali difficoltà, ma che sono stati colpiti come le Filippine da calamità naturali, che ritardano ulteriormente i passi avanti nell'ambito medico. Quando non si hanno a portata di mano i beni di prima necessità, difficilmente si può fare qualcosa per ridurre la mortalità. Secondo una ricerca effettuata dall'ONU durante un anno sono 256.000 le donne che ancora muoiono di parto nei Paesi in via di sviluppo. Per cui un'energia alternativa come quella solare oltre a ridurre qualsiasi emissione nell'aria, oggi riesce a salvare anche delle vite.

