Solar cloth: il telo si fa fotovoltaico per i parcheggi

Molto spesso qui, a fotovoltaicosulweb.it, abbiamo parlato di numerose ricerche volte alla sperimentazione di nuovi e più efficienti materiali per la creazione di pannelli fotovoltaici. Queste invenzioni, come il film fotovoltaico per esempio, sono volte ad un ampliamento dei settori d'impiego dell'energia fotovoltaica.

Tra le nuove ricerche spicca quella di una start up della Gran Bretagna che avrebbe trovato il modo di sfruttare appieno i milioni di metri quadri di superficie utilizzabili per la produzione di energia elettrica pulita. La nuova tecnologia in questione è il Telo Fotovoltaico, ovvero un telo solare, apparentemente molto simili ai comuni teli, in grado di raccogliere i raggi e trasformarli in sana energia elettrica.

Immagine esemplificativa di un normale telo

(Immagine esemplificativa di un normale telo)

La start up fondata da Perry Carroll, a Cambridge, ha illustrato come questo telo sia leggero e flessibile e come esso possa essere implementato su pensiline nei parcheggi per auto, sui tetti di uffici e centri commerciali, o anche sugli stadi con grande versatilità e resistenza.

Il Solar Cloth, questo il nome che è stato dato al telo solare, potrebbe essere implementato su più di mille milioni di metri quadri, secondo una cifra calcolata sul territorio londinese. In particolare l'azienda ha calcolato che la superficie del Regno Unito rimasta che ben si presterebbe a questo telo sarebbe di circa 830 milioni di metri quadri di tetti degli edifici di centri commerciali ed uffici, e di circa 350 milioni di metri quadri di parcheggi che potrebbero essere sfruttati per la produzione di elettricità attraverso questo Solar Cloth. Nel complesso, quindi, si stima che siano circa 1.180 milioni i metri quadri che potrebbero servire per installare il Solar Cloth e, così, produrre una quantità di elettricità tre volte maggiore a quella necessaria per alimentare il Regno Unito.

Con questo materiale si potrebbe favorire l'installazione sui tetti anziché utilizzare nuove terre, magari anche agricole, per il fotovoltaico come molti dei ministri britannici avrebbero chiesto alle aziende che operano nel settore delle fonti rinnovabili. In questo modo si preserverebbe il territorio da attacchi speculativi.

La start up attualmente sta lavorando per cominciare la produzione del Solar Cloth entro il prossimo anno, magari già da gennaio, ed ha ingaggiato rapporti con quindici importanti enti locali. Per velocizzare tutte le operazioni necessarie, l'azienda starebbe cercando un investimento di circa settecentocinquanta mila sterline.

Da stime aziendali, si calcola che l'investimento potrebbe fruttare circa 4,2 milioni di sterline solo nel 2015 con una particolare attenzione al settore dei parcheggi per automobili. Proprio in questo campo, l'azienda, sarebbe pronta a rivestire, nel breve periodo, circa ventisette mila parcheggi del Regno Unito.

Il Solar Cloth, quindi, è un utile materiale per poter sfruttare tutte quelle superfici che attualmente sono esposte al sole, ma che non producono energia. Un'ottima soluzione per evitare il consumo di terre agricole e altri spazi necessari alla produzione di alimenti e al vivere dell'essere umano. Un ottimo materiale per rendere tutti gli edifici "ecologici" ed abbandonare la produzione di energia elettrica mediante le fonti fossili e poterci rifornire solo ed esclusivamente attraverso le "pulite" fonti rinnovabili. Un modo per congiungere anche il senso estetico al fotovoltaico, per avere la massima efficienza con il minimo ingombro. Il Solar Cloth, ci crediamo, sarà solo l'inizio di un nuovo tipo di prodotti per il fotovoltaico.

AutoreDott. Giovanni Rispo


Visualizza l'elenco dei principali articoli