Shell-eco marathon: alla scoperta della auto green del futuro
La Shell Eco-marathon Europe è la gara di auto green in cui non conta andare più veloce, ma consumare meno carburante di tutti. I protagonisti sono i ragazzi di quasi duecento scuole, provenienti da 27 Paesi. Il circuito è quello di Rotterdam e vediamo allora nello specifico come si è sviluppata quest'anno la gara, quali sono stati i modelli vincenti e chi è riuscito a consumare meno carburante di tutti.
"Questa è stata la migliore edizione di sempre"-dice Norman Koch, Direttore Tecnico della Shell Eco-marathon-"le condizioni meteo erano vicine alla perfezione, le squadre erano più esperte e molto ben preparate: questo significa aver raggiunto risultati notevoli. Ci auguriamo che queste innovazioni facciano strada e diventino dei veicoli da utilizzare ogni giorno".
La gara è divisa in due categorie: da una parte i Prototipi e dall'altra gli Urban concept. I Prototipi hanno una forma futuristica, l'assetto ribassato e assomigliano a dei piccoli siluri, che devono sfrecciare sull'asfalto. Mentre gli Urban Concept, rappresentano una rivisitazione delle auto tradizionali, di dimensioni più piccole, ma rivoluzionate. Per entrambe le categorie i giri da affrontare sono dieci, per un totale di 16 chilometri, da percorrere entro 39 minuti. La velocità media su cui viaggiano le vetture è di 25 km /h, ma l'essenziale resta sempre quanto si riesce a consumare.
L'innovazione è alla base di queste auto green, come sottolinea Marco Morello in un articolo di Panorama: "i danesi della Aalborg University usano stampanti 3D per creare molti componenti delle auto. Non sono i soli. La Aston University di Birmingham ha un prototipo in legno, esperimento ecosostenibile che affianca la leggerissima e onnipresente fibra di carbonio. Ci sono i francesi, che testano le loro creature nelle gallerie del vento, in puro stile Formula 1; i padroni di casa, com'è ovvio, i turchi, gli inglesi, ognuno con quei guizzi d'entusiasmo, fiducia e un pizzico di preoccupazione che balena all'improvviso negli sguardi". Addirittura un team del Portogallo è riuscito a realizzare una macchina senza volante, guidata solamente dal corpo del conducente.
(Un prototipo in pista a Rotterdam)
Nella categoria Prototipi, i vincitori anche per quest'anno sono stati i francesi del team Microjoule, che hanno rotto il loro record precedente, con un risultato di 3,314.9 km / l. Raggiungendo un miglioramento dell'11%. "E 'stata una bella settimana con bel tempo. Il team e la vettura erano al loro picco ", ha dichiarato il leader del team Mickaël Fardeau.
Mentre nella categoria UrbanConcept, la squadra vincente è stata quella di Lycée Louis Delage, sempre dalla Francia, che ha raggiunto un nuovo record della pista Rotterdam, con 468,8 km nella categoria benzina (con un miglioramento di 73,1 km per kWh rispetto allo scorso anno). Mentre la squadra Sluchtspecht dell' Università di Scienze Applicate di Offenburg (Germania) ha battuto il suo record di 2.013 su pista, con 389 km nella categoria diesel. Infine la squadra che è salita sul podio nella categoria della cella combustibile ad idrogeno è stata La Joliverie Polytech Nantes migliorando il suo record di pista con 150,5 km.
Nonostante i francesi con 57 squadre siano difficili da battere, anche l'Italia ha provato a fare del suo meglio, con la rappresentanza dell'Università del Politecnico di Torino e l'Università degli studi della Basilicata, insieme a tre scuole superiori dell'Emilia Romagna. Il sogno è quello di poter realizzare qualcosa di concreto da poter essere veramente utilizzabile per il futuro. Il team del progetto ideato dal Politecnico di Torino, nella figura di Alessandro Messana ha dichiarato alla Stampa: "una macchina come XAM può essere l'ideale per una municipalizzata, per il car sharing, per spostarsi in grandi stazioni o negli aeroporti. È per questo che l'abbiamo concepita un po' più grande, ai limiti rispetto alle regole della competizione: non vogliamo che resti un progetto fine a se stesso e limitato alle gare come questa".
L' Italia però si è fatta valere, nonostante la netta minoranza, vincendo il primo posto per l'Urban Concept alimentato a Gtl, ideato dall' Itip L.Bucci di Faenza, con una performance di 232,01 chilometri con un litro. Sempre lo stesso istituto è riuscito a raggiungere il terzo posto con il Prototipo a Diesel (con 727,40 chilometri con un litro). Un risultato assolutamente importante, che fa ben sperare per il futuro e stimolerà ancora una volta il lavoro che i ragazzi impiegano ogni anno, per riuscire a costruire queste vetture.


