Rob Hopkins a Bologna. La forza della transazione
Arriva nel nostro paese, precisamente nella città di Bologna, lo scrittore ed ambientalista inglese Rob Hopkins. Questi, fondatore del movimento delle "Transition Towns" e del "Transition Network", ha incontrato in due appuntamenti differenti (uno nella Sala Farnese di Palazzo D'Accursio e l'altro presso la Sala VIII Centenario della Università di Bologna), numerosi studenti e docenti e con essi ha dato vita ad un interessante confronto. Alla base dei suoi seminari: la transizione verso un'economia ed una società "Low Carbon". Che cosa significa? Con il termine "low carbon" ci si riferisce ad una economia a basse emissioni di carbonio (LCE). Il punto nevralgico è, come sappiamo che, le numerose emissioni di gas serra di origine antropica stanno apportando un preoccupante cambiamento climatico; tutto ciò crea effetti negativi sulla esistenza umana. E' da tempo ormai che si parla della possibilità di andare pian piano trasformando l'economia della nostra società.

(Un cambiamento verso un futuro a bassa emissione di CO2 è possibile. Bisogna optare verso la "transition").
Un cambiamento che recherebbe sicuramente un interessante beneficio per tutti. Il punto focale dei discorsi di Rob Hopkins è la "Transizione: dalla crisi alla prosperità, un cambio di paradigma". In occasione del primo incontro a Bologna, è stata affidata ad Alessandra Bonoli la presentazione dell' "Integrated Research Team AlmaLowCarbon"(L'IRT Alma Low Carbon) gruppo multidisciplinare dell'Università di Bologna sui temi dell'energia, della sostenibilità ambientale e della transizione verso una società "low carbon". Tra le altre cose si è anche toccato il piano della sostenibilità ambientale di "Unibo" e di "Terracini in Transizione", l'esperienza della Scuola di Ingegneria e Architettura dell'Alma Mater con i suoi tetti verdi sperimentali.
Rob Hopkins prospetta da tempo nei suoi scritti di successo una Transition Network. Si tratta, come lui stesso dichiara, di una organizzazione di beneficenza il cui obiettivo principale è quello di riuscire ad incoraggiare la nascita di una comunità capace di auto-organizzarsi attraverso iniziative pronte a ricostruire la resilienza, riducendo le emissioni di CO2. Laddove resilienza sta per capacità di rimpossessarsi del suo stato iniziale dopo una perturbazione. Lo scrittore inglese insiste molto sulla possibilità di creare una "cultura umana sana". Per farlo è necessario però dare vita ad una rete di collaborazione proficua.
"Produciamo - afferma lo scrittore- bollettini mensili, libri, guide, tweet, e altro ancora, con l'intento di sostenere le persone in tutto il mondo che stanno facendo transizione". Ed ancora: nella visione del futuro che Hopkins è andato sviluppando con il movimento di Transizione "sperimentale", "le persone lavorano insieme per trovare il modo di vivere con dipendendo molto meno dai combustibili fossili".
Che cosa intende, dunque, nello specifico Rob Hopkins quando parla di "transizione"? Con questo termine lo scrittore si riferisce a cambiamenti che tutti dobbiamo apportare nella nostra vita "per arrivare - sottolinea - ad un basso tenore di carbonio, socialmente giusto, per un futuro più sano e più felice, che arricchisce di più ed è anche più dolce per vivere sulla terra".

