Ritorno al futuro: il fotovoltaico non incentivato
Il periodo del V conto di energia, iniziato nel 2011, sta per giungere al termine e per il fotovoltaico si preannuncia la strada delle origini, ovvero esso tornerà all'impostazione del bando "10.000 tetti fotovoltaici", promosso dal Ministero dell'Ambiente nel 2001. Inizierà una tipologia di mercato caratterizzata, esclusivamente, da un mercato di impianti installati sui tetti degli edifici, volti a soddisfare una quota di autoconsumo.
Mentre per gli altri paesi, il fotovoltaico senza incentivi ha portato anche alla realizzazione di grandi impianti per la vendita diretta alla rete, in Italia, al momento, non è visto come un settore che possa avere dei frutti economici fattibili. Il settore residenziale, dunque, si presenterà con un volto nuovo, fondato su manovre strategiche di aggregazione e di cooperazione tra i futuri utenti (evento già comune all'estero). In quest'ambito, ad esempio, il contributo dei 2.100 Comuni che hanno aderito al Patto dei Sindaci, diventerebbe un terreno sul quale poter agire in maniera attiva.
Nel futuro assisteremo, invece, all'aumento di installazioni sulle coperture delle imprese, ma anche nel settore produttivo e nel terziario, grazie alla garanzia di assorbimento di un'alta percentuale di irraggiamento solare, che porterà ad una maggiore produzione di energia, con i costi unitari degli impianti notevolmente inferiori.
I NUOVI MODELLI DI BUSINESS FOTOVOLTAICO
Il periodo di transizione porterà a notevoli cambiamenti che coinvolgeranno sia i soggetti coinvolti, sia i loro interessi economici, aprendo le strade a nuovi modelli di business che garantiranno al fotovoltaico nuovi mercati commerciali.

(Grafico delle istallazioni di impianti fotovoltaici in Italia durante il periodo di incentivazione e senza)
In primis, al termine del Quinto Conto energia ci sarà modo di attutire la fase di passaggio con modalità alternative di incentivazione, ad esempio, con le detrazioni fiscali. Una nuova quota di domanda e nuovi edifici saranno assorbiti e coinvolti in un velato obbligo di installazione di moduli fotovoltaici, cosicché il solare si imponga come energia nazionale. Inoltre, si punterà a risparmiare sulla bolletta elettrica, con un profitto del 20-30%. Il quadro si ribalterà e si finirà per portare in secondo piano il guadagno derivato dall'investimento sul fotovoltaico.
Il prossimo Governo e l'Autorità dell'Energia saranno i veri responsabili di un adeguato cambiamento. Le modalità di azione sugli oneri di dispacciamento, sui Seu, sulle semplificazioni autorizzative e sulla disponibilità di fondi di rotazione e il modo come esse verranno affrontate, sarà di cruciale importanza per comprendere lo sviluppo del mercato negli anni futuri.
PREVISIONI FUTURE
Nonostante la domanda di elettricità dalla rete potrebbe subire tagli decisivi e anche se le utility raggiungeranno margini di profitto ridotti (fino al 50%), secondo il più grande gruppo bancario svizzero UBS, il mercato del fotovoltaico non incentivato, potrebbe portare a risultati significativi e assistere ad una forte crescita, se in presenza di adeguate condizioni.

(Grafico sulle previsioni della USB sul fotovoltaico non incentivato - Image by Ecoblog)
Nel 2020, ben 43 GW di potenza fotovoltaica, ottenuta senza sussidi diretti, coinvolgerebbero il mercato della Germania, dell'Italia e della Spagna, portando un'incidenza sulla domanda elettrica compresa tra il 6 e il 9%. Inoltre, significativa sarà la diffusione dei sistemi di accumulo del fotovoltaico e, a fine decennio, questa soluzione diventerà una norma, proprio grazie al corrispettivo economico elevato che ne deriverà.
Nel 2020, dunque, potremmo assistere all'attuarsi di una situazione, frutto del nuovo modello decentrato di produzione elettrica, che coinvolgerà l'intero territorio nazionale, con l'istallazione sparsa di 1 milione di impianti solari. Tuttavia, i tempi di profitto, per l'investimento di un impianto fotovoltaico privo di incentivi, si aggirano intorno ai 5-6 anni per il commerciale e sui 10-11 per il residenziale, che si concentrerà, comunque, durante la seconda metà del decennio.
Naturalmente questo scenario metterebbe in ulteriore difficoltà gli operatori elettrici a causa della erosione delle vendite e della riduzione dei profitti, dovuta al calo del prezzo del kWh, indotto, a sua volta, dalla presenza del fotovoltaico.
La transazione dal V Conto di energia al fotovoltaico non incentivato, porterà ad una situazione molto delicata e la vera sfida sarà condurre la rete verso una trasformazione radicale.
IL NO PROFIT PER LE UTILITY
Nello studio pubblicato dalla Ubs, intitolato "The unsubsidised solar revolution", il grande colosso bancario fa emergere una situazione dolorosa per le utility.

(Immagine banca USB)
Il fotovoltaico senza incentivi, infatti, durante i prossimi sette anni, giungerà ad aumentare e ad essere sempre più fruttifero, soprattutto grazie agli impianti di accumulo fotovoltaico, le utility, invece, si ritroveranno a combattere un'inevitabile erosione del mercato elettrico: le aziende più colpite saranno RWE, E.ON, Cez e Verbund, l'italiana Enel e la spagnola Iberdrola.
All'interno del rapporto della USB si può leggere che "Sulla base di mere considerazioni economiche […] che entro la fine del decennio quasi ogni edificio residenziale e commerciale in Germania, Italia e Spagna sarà dotato di un impianto fotovoltaico su tetto".











