Report ISPRA: l'Italia inquinata tra rumori e smog

Rivelati i rapporti "ISPRA". Sono di recente stati presentati, presso la "Biblioteca Nazionale Centrale" della Capitale, alla presenza del Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, i dati ambientali del nostro paese ed il Rapporto sui Rifiuti Urbani. Si tratta di un documento puntuale e preciso, che viene redatto ogni anno. Tra i messaggi chiari e forti che vengono "inviati" vi sono quelli di riuscire a collaborare per sviluppare e fortificare equilibri ambientali fondamentali per il benessere del pianeta intero. E' necessario educare le persone e far capire loro che la gestione sbagliata ad esempio dei rifiuti urbani ed industriali possono creare impatti dannosi per la salute generale. E' importante dunque non arrivare ad un punto di "non ritorno".

report sull'ambiente

(L'ISPRA è sottoposto alla vigilanza del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare).

Stefano LaPorta Direttore Generale "ISPRA" ha dichiarato che tale Annuario "rappresenta la più completa ed esaustiva raccolta di dati statistici e di informazioni sulle condizioni ambientali del nostro Paese edita a livello nazionale".

Bernardo De Bernardinis, Presidente "ISPRA" ha, da parte sua, affermato: "La tutela dell'ambiente naturale implica interventi prioritari destinati alla riduzione delle varie forme d'inquinamento, alla difesa delle specie minacciate di estinzione, al ripristino degli habitat e alla gestione del paesaggio e del territorio. La sopravvivenza della vita sul pianeta dipende fortemente dalla difesa di aria, acqua e suolo. In particolare, la protezione di quest'ultima risorsa è indispensabile al mantenimento e al ripristino degli equilibri ecologici, essendo il suolo al centro di un sistema di relazioni tra le principali pressioni ambientali e i cicli naturali che permettono il sostentamento e lo sviluppo delle specie viventi. La conoscenza di tali dinamiche e di tali processi è essenziale per la definizione del quadro d'insieme".

Ciò che subito emerge dal report redatto è la riduzione della produzione di rifiuti (quasi 400 mila tonnellate in meno rispetto al 2012), conseguenza sicuramente dovuta anche alla riduzione in tempo di crisi della spesa di ogni famiglia. Tra il 2012 e il 2013, ogni abitante ha prodotto circa 18 kg in meno all'anno di rifiuti. Va ad aumentare, invece, la raccolta differenziata, ciò vuol dire che la campagna di comunicazione per un mondo più pulito sta facendo il suo ingresso. Purtroppo però è anche da sottolineare come l'Italia, in termini di inquinamento acustico ed ambientale, si trovi ad essere sempre "malata". Nello specifico viene comunicato che l'inquinamento acustico accresce arrivando al 42,6%. Punti nevralgici restano anche i nostri mari. La presenza di alghe tossiche, come ad esempio l'Ostreopsis ovata, di origine tropicale, dal 2007 al 2013 è andata sempre più crescendo. Lo scorso anno è stata avvistata in ben 12 regioni costiere. Per quanto riguarda il "consumo del suolo", c'è da dire che  purtroppo questo va velocemente aumentando. In Italia si regista anche un alto rischio geologico-idraulico: sono state censite 499.511 frane, dislocate in un'area di 21.182 km2, pari al 7% del territorio nazionale. E' sempre Stefano LaPorta a suggerire "necessarie politiche di risposta, nazionali e sovranazionali, che coinvolgano e sappiano indirizzare l'impegno e la partecipazione dei singoli individui verso un modello di sviluppo economico green o low carbon". Intanto, rispetto agli anni passati, l'Annuario informa che le emissioni di ossidi di zolfo (SOx), ossidi di azoto (NOx) e ammoniaca (NH3) sono diminuite del 62,7%.

Tali dati sono davvero l'ABC da tenere presente in primis da operatori del settore ed istituzioni, ed ovviamente, come abbiamo detto, dai cittadini. Tutti possiamo cooperare per migliorare l'ambiente in cui viviamo, basta solo volerlo.

AutoreDott.ssa Mariagrazia Poggiagliolmi


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