Pannelli fotovoltaici e rischio incendi
Le nostre case sono piene di apparecchiature elettriche, e più ne aumenta il numero e la presenza, più aumentano i naturali rischi derivanti dal loro funzionamento quotidiano. La stessa cosa vale per gli impianti fotovoltaici, il cui numero negli ultimi anni sta crescendo esponenzialmente.
Quando si decide di installare un pannello solare, quasi tutte le considerazioni vengono legate alla sua convenienza od efficienza e per questo tanto hanno aiutato a prendere decisioni di acquisto gli incentivi economici del Governo. Quasi nessuno pensa ai rischi di avere sul tetto di casa un apparecchio di questa portata. Invece bisognerebbe essere informati.
Anzitutto, c'è da considerare il rischio incendio legato a sovraccarico e corto circuito. E' un rischio fisiologico perché gli impianti di generazione dell'energia elettrica che utilizzano pannelli fotovoltaici sono in tutto e per tutto impianti elettrici e quindi, come tutti gli impianti di quel tipo, presentano questo rischio ben noto e prevedibile. Di particolare e unico l'impianto fotovoltaico ha tutto il sistema legato alla produzione e alla distribuzione dell'energia, perché si tratta non più di una semplice apparecchiatura elettrica, ma di un vero e proprio impianto che per l'appunto produce energia elettrica a una determinata tensione.
Infatti l'impianto fotovoltaico è composto da tantissimi elementi, come ricorda anche questo articolo: da un campo fotovoltaico, realizzato con più moduli, dai cavi di connessione, dai quadri elettrici, da un regolatore di tensione, uno o più inverter.

(schema di funzionamento di un impianto di pannelli solari)
Solitamente gli elementi più a rischio sono sistemati nello stesso locale, come accade per il regolatore di tensione, l'accumulatore o l'inverter, e il resto sta fuori casa, all'aria aperta. L'energia si muove per lunghi tratti: stiamo parlando di corrente di tipo continuo che può raggiungere anche i 1000 V e che attraversa inverter, quadri e tregolatore prima di diventare corrente alternata. "I principali rischi dal punto di vista della prevenzione degli incendi sono presto detti - valuta Guido Zaccarelli, esperto di prevenzione incendi per Orizzonenergia.it - i principali rischi di incendio di un fotovoltaico sono anzitutto quello di arco elettrico, viste le tensioni non indifferenti in gioco, con la conseguente importanza dei cablaggi e delle protezioni. In particolare i cavi devono essere resistenti ai raggi UV ed alle alte temperature, visto che sono esposti al sole, essere di sezione adeguata ed essere correttamente collegati. La questione dei cablaggi appare spesso sottovalutata e le connessioni lente pare siano una delle cause di incendio più comuni nel caso di incendi di impianti fotovoltaici".
Ricordiamo quello che accadde quando i Vigili del Fuoco fecero un esprimento in materia. Misero un arco elettrico sotto tensione continua (il voltaggio era quello che si usa di solito nei normali impianti fotovoltaici) e lo lasciarono funzionante per diversi minuti: in pochissimo tempo l'energia emessa fu in grado di perforare una lamiera zincata dello stesso tipo di quelle che si usano per appoggiarci sopra i pannelli solari, sui tetti. E' facile immaginare cosa può provocare l'incendio di un elemento posto in quella posizione, sul tetto di una casa: può dar fuoco a tutto.
A surriscaldarsi e quindi prendere fuoco può essere un altro elemento, l'inverter. "Se il suo sistema di raffreddamento non è stato correttamente dimensionato - prosegue Zaccarelli - può costituire fonte di innesco. Visto che l'inverter è normalmente ospitato in un apposito locale, l'innesco può facilmente propagarsi alle altre apparecchiature contenute nel locale stesso".
Infine, il rischio "hot spot", ovvero riscaldamento localizzato. Questo deriva dal fatto che nei moduli, è impossibile trovare celle fotovoltaiche tutte perfettamente identiche, per le lievi differenze di fabbricazione. Oppure, più banalmente, può accadere che parte del tetto sia coperta da foglie o polvere, o in ombra, e quindi due stringhe di moduli collegate in parallelo non avranno mai perfettamente la stessa tensione. "Quindi si potrebbe verificare una corrente interna inversa che potrebbe provocare danni o surriscaldamenti localizzati: l'hot spot, appunto" (maggiori info qui). Si pone rimedio, e in questo bisogna stare molto attenti in fase di installazione, con l'inserimento di diodi, che devono essere presenti nella posizione e nella quantità giusta.










