Nasce il robot-coccinella con pannelli fotovoltaici per lavorare i campi
Ecco una nuova interessante invenzione che ha a che fare con il mondo green. La creazione porta il nome di "Ladybird", termine che simpaticamente tradotto significa "coccinella" per la sua struttura dai colori rosso e nero.
Di che cosa si tratta nello specifico? Sta facendo il giro del web la notizia di questo particolare robot (un milione di dollari è costato per la ricerca), dotato di un impianto di pannelli fotovoltaici immessi seguendo una struttura ad arco. A progettarlo? E' stato il professore Salah Sukkarieh. Nella sua biografia scopriamo che Salah è un esperto nel settore della robotica all'Università di Sidney. Con tale invenzione Sukkarieh si è di recente aggiudicato un importante riconoscimento. E' stato, infatti, giudicato il "miglior ricercatore dell'anno".

(Ecco un esempio del robot "Coccinella" progettato dal professore Salah Sukkarieh, esperto dell'Università di Sidney).
Ma a cosa servirebbe "Ladybird"? E' lo stesso professore Salah a spiegarlo. Il robot "Coccinella" faciliterebbe il lavoro manuale dell'uomo per quanto riguarda tutto ciò che concerne il settore agricolo. "Ladybird" nasce, dunque, esplicitamente per essere uno strumento intelligente capace di cooperare con la mano dell'uomo, avendo la capacità non solo di rilevare, ma anche di classificare, le differenti varietà di ortaggi, eliminando poi tutto ciò che è antipatica erbaccia; è capace di riconoscere addirittura i parassiti presenti.
Come funziona? Con l'energia solare grazie ai suoi pannelli. Anche tra i contadini il robot è stato accolto con grandissimo entusiasmo, riconoscendogli, infatti, un importante e sicuro sostegno per la loro attività. La creazione è stata premiata per la capacità da parte della macchina "solare" di contribuire ad aumentare la resa del prodotto, dimezzando in questo modo i tempi di lavoro, della raccolta.
" Ladybird - ha dichiarato il professore Salah Sukkarieh - è alimentato dalla energia del sole. Ha una serie di sensori per rilevare la crescita vegetale e le specie infestanti. Ha anche un braccio robotico ai fini della rimozione di erbacce, così come il potenziale per la raccolta autonoma ". Tale robot ovviamente rispetta l'ambiente in cui opera, non è dunque in alcun modo inquinante.
"Coccinella" prima di essere completamente acclamato è stato comunque sperimentato per tre interi giorni in una fattoria australiana dove vengono coltivati spinaci, cipolle e barbabietole. In tale occasione "il robot è stato in grado - ha spiegato sempre il professore - di guidare in piena autonomia su e giù e da una fila all'altra. I sensori includono laser, macchine fotografiche e telecamere spettrali".
Soddisfatto del lavoro del robot è stato tra gli altri, anche Fagan, il proprietario della fattoria, dove appunto la macchina "Coccinella" è stata messa alla prova. Fagan ha dichiarato alla stampa come l'intelligenza di robot "Ladybird" attorno ai parassiti ed alla nutrizione delle colture, si mostrerà davvero preziosa da qui in avvenire per tutti gli agricoltori.
"Invece di alzarsi dal letto alle 3 del mattino - ha espresso Fagan - e passeggiare con una torcia per guardare attentamente cinque metri quadrati, con il robot che può lavorare su due o tre ettari di notte, ci si potrà tranquillamente alzare direttamente la mattina solamente per vedere quello che è stato fatto".
E' chiaro che più si va avanti più si migliorerà il prodotto "Ladybird". Il professore Sukkarieh, che guida da anni un gruppo di ricerca dedicato alla promozione della robotica nel campo agricolo, ha spiegato, infatti, che il suo team si propone di ridefinire il settore della robotica focalizzandosi sulla tecnologia sensoriale, sullo sviluppo di materiali e sui meccanismi autonomi complessi. "Il mio lavoro - ha sottolineato - comporta lo sviluppo di dispositivi robotici e di sistemi intelligenti in grado di percepire e comprendere il loro ambiente, di prendere decisioni informate su eventuali necessarie azioni e quindi eseguirle. Tutto senza alcun intervento umano diretto. Sono - ha continuato - tutto proteso a sviluppare questo tipo di tecnologia ed a sostenere la sua adozione, perché si prepara ad avere davvero un impatto significativo ed immediato sull'industria e sulla comunità più ampia".
Il professor Sukkarieh ha presentato con successo, lo scorso giugno, la sua ideazione durante la conferenza "PMA Fresh Connections", tenutasi a Auckland, in Nuova Zelanda (Australia). Sukkarieh, in tale occasione, ha informato di stare anche collaborando con i suoi colleghi di Veterinaria, di Agricoltura, di Scienza e di Business, per poter sviluppare in questo modo nuove idee e tecnologie così da migliorare i nostri sistemi di produzione alimentare.
Al di là di tutto adesso, resta da capire quale sarà il costo di "Ladybird" così da poter essere realmente e fattivamente impiegato da parte degli agricoltori nelle loro aziende, rendendosi commercializzabile. Una valida tecnologia ha valore se può venire anche adoperata.

