Mobilità sostenibile, a Milano arriva lo scooter sharing

Non solo moda. Milano è anche la capitale della condivisione in Italia. Il concetto di "Sharing" è ormai il cardine dell'economia e della quotidianità del capoluogo lombardo che, dopo il "bike sharing" e il "car sharing", si appresta a viaggiare sulle due ruote degli scooter. Anche in questo caso condivisi e dunque a portata di tutti. Una scelta, quella dello "Scooter Sharing", orientata a decongestionare il traffico presente in città e soprattutto a fronteggiare il dilagante fenomeno dell'inquinamento atmosferico.

In questi giorni, durante la manifestazione di "Citytech", la parola d'ordine è stata proprio quella di "sharing mobility" dove è stata annunciata la nuova idea rivolta ai mezzi a due ruote e messa in calendario per il nuovo anno. Prevista, entro dicembre 2014, la pubblicazione di un bando di gara pubblico per prender parte al neonato progetto. La sfida è poter avviare questa sperimentazione con circa 1500 scooter da condividere: a poter garantire il servizio potrebbero esserci i gruppi Piaggio e Yamaha. Prevista, inoltre, la partecipazione della società spagnola Motit che già assicura lo sharing a Barcellona. Nella capitale spagnola la prenotazione avviene tramite un'applicazione gratuita con la quale si blocca la motocicletta mediante una carta prepagata.

scooter sharing

(Lo Scooter Sharing è il nuovo servizio che partirà nella città di Milano nel 2015)

La città di Milano sarebbe al  momento una delle poche città in Europa a lanciare il nuovo servizio. La sfida di Palazzo Marino è poter inaugurare lo "scooter sharing" già prima dell'Expo. Ma quanto costa montare in sella ad una motocicletta condiviso? Al momento il tariffario non è ancora ufficiale, ma secondo le prime indiscrezioni i costi dovrebbero essere simili a quelli del "car sharing" e dunque sui 25-30 centesimi al minuto. Il vantaggio, rispetto alle automobili, sarebbe quello di poter godere di una maggiore rapidità, tipica delle due ruote. Una politica innovativa per offrire in una città come Milano una mobilità eco-sostenibile, vantaggiosa e sicuramente più intelligente.

Il lancio del nuovo servizio ha però generato le prime polemiche. In un comunicato Anna Gerometta, presidente dell'associazione "Genitori Antismog", invita l'ente municipale, targato Pisapia, a dare "la priorità nel bando in fase di predisposizione ai parametri emissivi dei mezzi a due ruote da utilizzare per il servizio di moto sharing, limitandolo esclusivamente alle moto elettriche, come già fatto a Barcellona". Il sodalizio, infatti, pone in risalto la pericolosità delle sostanze tossiche emesse dai motocicli. Ossidi di azoto e composti organici volatili sono fortemente nocivi per la salute dell'uomo e dell'ambiente circostante.

La presidente dell'ente associativo "Genitori Antismog" prosegue nella sua polemica indirizzata alle istituzioni milanesi: "Oggi Milano è di fatto una città assediata dal traffico di moto e motorini molto inquinanti. Ciò di cui la nostra città ha bisogno è di ridurre le emissioni inquinanti complessive, soprattutto quelle cosiddette di prossimità. Questa deve essere la Stella Polare per ogni scelta di coloro che oggi amministrano questa città". "Una vera smart city è intelligente anche nella misura in cui tutela la qualità della vita delle sue famiglie e dei suoi bambini" conclude nella nota la presidente Gerometta. Ma dai corridoi di Palazzo Marino pare che le moto elettriche, pur essendo un valore aggiunto, non siano però le uniche candidate a partecipare al nuovo servizio dello "Scooter sharing".

AutoreDott.ssa Tiziana Casciaro


Visualizza l'elenco dei principali articoli