Marocco: un parco eolico per Il Piccolo Principe

Tarfaya è una città portuale, nel sud-ovest del Marocco. Per gli amanti della letteratura per ragazzi (e non solo), è il centro che fu sede, negli anni Venti, del piccolo aeroporto di cui il francese Antoine de Saint-Exupéry (l'autore de "Il Piccolo Principe", per intenderci) fu direttore e primo pilota. Per il mondo della produzione di energia da fonti rinnovabili è, invece, oggi diventata la sede di un importantissimo parco eolico.

Del vecchio aeroporto di cui fu direttore l'autore del

(Del vecchio aeroporto di cui fu direttore l'autore del "Il Piccolo Principe", a Tarfaya, resta solo questo monumento)

Ai confini del deserto del Sahara, Tarfaya vanta, infatti, un parco eolico che promette di occupare, con le sue ben 131 turbine (alte 80 metri), 10000 ettari di terreno e, soprattutto, di produrre ben 300 MW di energia. Tradotto dai numeri alle parole, una volta terminato il parco eolico di Tarfaya sarà il più grande non solo del Marocco ma dell'intero continente africano. Per ora, sono già 88 le turbine installate e, di queste, la metà (44) sono già collegate alla rete interna. Ma se, come sembra verosimile, la tabella di marcia sarà rispettata, l'intero parco sarà completamente installato già per il prossimo ottobre. A quel punto, l'impresa sarà costata 500 milioni di euro, ma (oltre a produrre energia per migliaia di famiglie in maniera pulita, risparmiando l'emissione di una quantità enorme di CO2, pari a quella assorbita da 150 milioni di alberi), darà stabilmente lavoro a circa una cinquantina di dipendenti, tra ingegneri e operai.

Il loro compito sarà quello di vigilare sul corretto funzionamento del parco che, per produrre al meglio, dovrà essere in grado di battere la sfida del deserto alle porte: come reagiranno, infatti, le turbine alle folate di sabbia? La manutenzione dovrà essere costante, con trattamenti di tenuta speciale.

Le turbine del parco eolico di Tarfaya dovranno vincere la sfida del deserto, grazie a trattamenti di tenuta speciale

(Le turbine del parco eolico di Tarfaya dovranno vincere la sfida del deserto, grazie a trattamenti di tenuta speciale)

Nella sfida, comunque, il parco di Tarfaya non sarà solo e potrà contare sul sostegno degli altri "membri" del progetto energetico ecosostenibile, lanciato dal governo marocchino: un progetto dalle cifre importanti e di tutto rispetto. Si parla, infatti, di:

  •  
    • 800 MW di energia,
    • 7 milioni e mezzo di persone, il cui fabbisogno energetico sarà soddisfatto attraverso fonti pulite,
    • una percentuale del 42 % (pari a 4000 MW) di energia, prodotta da fonti rinnovabili entro il 2020.

La vera battaglia sembra, dunque, destinata a essere combattuta non contro il deserto ma contro le importazioni di idrocarburi (rispetto ad altri Paesi arabi, il Maghreb è, infatti, privo di importanti riserve di idrocarburi), a favore di una produzione di energia più pulita, attraverso impianti eolici (come quello di Tarfaya) e solari (con il primo impianto fotovoltaico nella zona di Ouarzazate, nel sud del Paese).

AutoreDott.ssa Morena Deriu


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