
Anche il gesto di apparecchiare la tavola può essere green quando si utilizzano le stoviglie fotovoltaiche
Le tematiche della sostenibilità sono da tempo entrate nelle nostre case, a fare parte a pieno titolo delle nostre esistenze. Anche con piccoli gesti quotidiani si può contribuire al benessere ambientale e al risparmio energetico, per esempio apparecchiando la tavola.
Vi sembrerà quanto meno curioso quello che stiamo dicendo eppure anche in cucina è possibile produrre energia pulita grazie ad una nuova, funzionale e intelligente invenzione: quella delle stoviglie fotovoltaiche, un vero e proprio assortimento di piatti e bicchieri in grado di captare l'energia solare e convertirla in elettricità per alimentare quei piccoli dispositivi elettronici presenti all'interno dell'abitazione. Vediamo di cosa si tratta.
Le stoviglie fotovoltaiche della Energy Collection
Piatti e bicchieri in grado di assorbire l'irraggiamento solare. Questa è la proposta per l'originale e green Energy Collection, una collezione di stoviglie ideata nel 2012 dalla designer olandese Marjan Van Aubel.
Si tratta di un assortimento di stoviglie permeate da uno strato di speciale colorante fotovoltaico, costituito da celle solari sintetizzate che permettono agli oggetti di raccogliere e generare un quantitativo di energia utile a una successiva alimentazione per piccoli apparecchi elettrici presenti in casa.
(Le stoviglie fotovoltaiche della Energy Collection di Marjan Van Aubel)
Una volta esposte al sole, le stoviglie dovranno essere riposte in uno speciale armadio atto alla funzione di unità di immagazzinamento dell'elettricità. L'esposizione solare di una giornata, sarà in grado di generare elettricità a sufficienza per la ricarica di un cellulare o un iPod.
Vediamo i dettagli del funzionamento di questi particolari oggetti.
Il funzionamento delle stoviglie fotovoltaiche
Questa collezione di strumenti utili all'utilizzo quotidiano, è in grado di assorbire l'irraggiamento comportandosi come una vera e propria vetreria solare incessantemente al lavoro per raccogliere un quantitativo energetico utile a diverse funzionalità.
Ogni elemento assorbe energia sia in posizione ferma che durante l'utilizzo. Ad esempio un bicchiere, sia che venga lasciato sul tavolo o utilizzato nell'atto di bere, sarà costantemente al lavoro ai fini della captazione energetica.
Questo è possibile grazie all'integrazione nelle stoviglie di speciali celle solari sintetizzate, ottenute ponendo all'interno della superficie vetrata uno strato di colorante fotovoltaico. Le proprietà di colore vengono quindi utilizzate per creare una corrente elettrica.
Le stoviglie necessiteranno dunque dell'esposizione ad una sorgente luminosa e, una volta terminata, andranno riposte all'interno di un particolare cabinet, parte del progetto e specifico per la raccolta e l'immagazzinamento dell'energia, grazie ad una batteria incorporata e adattata per lo sfruttamento della corrente elettrica generata ai fini della carica di un telefono cellulare o per l'alimentazione di una sorgente di luce.
L'assortimento utilizza la luce solare come fonte di energia sostenibile, ma può funzionare anche attraverso l'utilizzo di una sorgente di luce diffusa. Questo perchè le speciali celle sintetizzate risultano maggiormente efficienti e perfette per l'utilizzo all'interno di un ambiente chiuso rispetto a pannelli solari standard, il cui funzionamento avviene a contatto esclusivamente con una fonte solare diretta quindi non funzionale ad un utilizzo interno.
La particolarità della tecnologia utilizzata
Per la realizzazione della sua Energy Collection, Marjan van Aubel ha collaborato con l'azienda svizzera Solaronix, l'Imperial College di Londra ma, soprattutto ed in particolare, con Michael Graetzel del Politecnico di Losanna, l'ideatore della tecnologia utilizzata alla base del funzionamento delle stoviglie solari.
Si tratta di una tecnica basata sul processo di fotosintesi che avviene nel mondo vegetale. Così come la clorofilla verde assorbe energia luminosa, i colori delle cellule raccolgono allo stesso modo energia. Allo scopo, Graetzel ha utilizzato uno strato di biossido di titanio poroso imbevuto di colorante fotosensibile, un pigmento naturale estratto dal succo dei mirtilli o degli spinaci, scoprendo come il colorante, che dona il colore rosso o blu alle bacche, emetta un elettrone quando colpito dalla luce.
Ogni colore ha una lunghezza d'onda unica e raccoglie diverse correnti per cui diversi sono i colori, differenti sono le proprietà. Mirtilli e lamponi hanno tensioni differenti e livelli di efficienza pari a quelle indicate dello spettro dei colori.
Tornando alla superficie vetrata definita col particolare colorante fotovoltaico, questo renderà i lati del vetro l'uno positivo e l'altro negativo per cui, quando la cella verrà esposta alla sorgente luminosa, il colorante trasmetterà i suoi elettroni al biossido di titanio, rilasciando una corrente elettrica.
Video realizzato da Marjan Van Aubel per la presentazione della proposta di stoviglie fotovoltaiche Energy Collection
AutoreDott.ssa Elisabetta Berra











