La pellicola trasparente fotovoltaica per ricaricare gli smartphone

Una delle caratteristiche dei nuovi smartphone è quella di consumare moltissima batteria, proprio perché permettono di svolgere numerose attività, tra cui quella di navigare in rete. Per cui, coloro che non sono a casa ed utilizzano il cellulare anche per il lavoro, molto spesso si trovano a fine giornata a dover fare i conti con la batteria esaurita. E' vero che sempre di più nelle città ci sono delle aree per ricaricare i propri telefoni, ma non sempre si ha la possibilità di accedervi. Per questo, la Ubiquitous Energy ha pensato di ideare delle pellicole fotovoltaiche trasparenti in grado di convertire l'energia del sole in energia elettrica. L'azienda vuole cercare di sviluppare a dei prezzi accessibili dei rivestimenti trasparenti e film, che potrebbero catturare l'energia, anche se installati su finestre, su tablet o telefoni. 

Ma come funzionano? "Le pellicole raccolgono le lunghezze d'onda nella porzione ultravioletta e in quella infrarossa dello spettro della luce visibile, lasciando però passare la luce. Le celle solari tradizionali, invece, raccolgono sia la luce dell'ultravioletto che quella della luce visibile, per cui non possono essere rese completamente trasparenti" spiega  Zhenan Baoprofessore di ingegneria chimica alla Stanford University. Le celle solari trasparenti sono composte da vari strati organici, che vengono posti uno sopra l'altro su un vetro o su di una pellicola. 

La pellicola trasparente fotovoltaica per ricaricare gli smartphone(La pellicola trasparente posta su una carta del MIT -Massachusetts Institute of Technology- dove è avvenuta la ricerca)

Miles Barr, presidente del chief technology officer di Ubiquitous Energy, dichiara: "questo processo potrebbe essere facilmente integrato nei sistemi di deposizione a film sottile, che si trovano nel processo industriale. Molte finestre moderne, per esempio, hanno una sorta di rivestimento per il controllo solare o d'isolamento" per cui prevede che anche le celle solari della sua azienda possano essere  fabbricate allo stesso modo. L'intenzione della società è quella di creare una startup tecnologica, che sviluppi una serie di tecnologie che portino alla cattura dell'energia solare su prodotti e superfici che vengono quotidianamente adoperati da tutti. "L'approccio di Barr, che permette alle cellule solari di essere stampate direttamente su materiali comuni, come carta e tessili, potrebbe ridurre il costo dell'energia solare, eliminando la necessità di un impianto specializzato".

Per cui la novità risiede proprio nella creazione di una cella solare che assorba solamente IR e le radiazioni UV, lasciando passare la luce. Finora da quello che risulta sono state create delle pellicole trasparenti al 60% con un rendimento del 2%. L'obiettivo finale dell'azienda è quello di raggiungere almeno il 10%. Affinchè l'efficienza raggiunga questi livelli quello che si cercherà di fare è catturare lo spettro infrarosso più profondo, cercando di affiancarsi anche all'ingegneria su scala nanometrica per creare delle strutture che riescano a catturare più luce. 

In base a quanto si legge sul sito ExtremeTech "se Ubiquitous Energy riesce a raggiungere livelli di trasparenza dell' 80 o 90%, lo smartphone potrebbe raccogliere energia dal Sole, ma anche l'energia raccolta dal dispositivo della propria retroilluminazione" in quanto "i pannelli solari di Ubiquitous assorbono la luce UV e quindi potrebbero anche rendere quel materiale ideale per gli occhiali da sole".

Per ora da Ubiquitous Energy non sono stati presentati prezzi dei prodotti, ma i ricercatori dichiarano:"stiamo preparando un catalogo di strutture e dispositivi per ottenere una maggiore efficienza, non solo per i dispositivi elettrici che sono i più dispendiosi in termini di energia, ma anche per gli edifici".

La pellicola trasparente fotovoltaica per ricaricare gli smartphone

(La pellicola trasparente è posta davanti uno schermo LCD. Le linee nell'immagine di sinistra mostrano dove sono poste le regioni attive della cella solare. Mentre a destra si può vedere solamente una leggera decolorazione, ma effettivamente non si riesce assolutamente a scorgere dove realmente sia posta la pellicola.)

AutoreDott.ssa Gloria Maria Rossi


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