La Germania, il fotovoltaico organico e il progetto PopUp

Per quanto ancora in fase di studio, il fotovoltaico organico (OPV), che racchiude varie tecnologie di cella solare di nuova generazione in cui i tradizionali semiconduttori inorganici sono sostituiti da pigmenti organici, promette per il futuro costi sempre più ridotti. Si prevede, infatti, che dagli attuali dai 6-12 €/Wp per pannello in silicio si passerà a circa 2 €/Wp o meno. 

Il Governo tedesco ha così deciso di investire 8,2 milioni di euro sul progetto PopUp, che mira a una svolta proprio nel campo del fotovoltaico organico e che gode di ben 16 milioni di euro di fondi, provenienti, oltre che dal governo tedesco, dalle società che compongono il consorzio di ricerca, coordinato dal colosso chimico e farmaceutico Merck. A questo, responsabile dello sviluppo e della sintesi dei materiali e della loro valutazione chimico-fisica, si aggiungono altre nove aziende leader nel settore tecnologico, ciascuna impegnata in uno studio multisettoriale e multidisciplinare, una vera e propria catena di montaggio in cui CAES (Center for Applied Energy Systems), PolyIC GmbH & Co., Karlsruhe Institute of Technology, Leonhard Kurz Stiftung & Co., Belectric OPV GmbH, Webasto Group, Siemens AG, Centrosolar Glas GmbH & Co., CSEHR (Center for Solar Energy and Hydrogen Research) si dividono diversi compiti.

L'obiettivo è sviluppare, in tre anni, materiali OPV più stabili ed efficienti, riducendo i costi di produzione migliorando le macchine che stampano il film sottile, fondamentale per il fotovoltaico organico.

Si mira a produrre nuovi moduli di flessibilità e opacità variabile da utilizzare, a medio e lungo termine, in sistemi di produzione ad ampia scala. Questi potranno interessare, ad esempio, la costruzione di edifici e facciate di vetro per assicurare la produzione di energia elettrica (Building-Integrated Photovoltaics o BIPV) o, ancora, le superfici esterne delle auto (in particolare elettriche) per trasformare in energia elettrica l'energia solare, o, ancora, per citare un ultimo esempio, strumenti di ricarica mobile per i più comuni dispositivi elettronici.

Il progetto PopUp e i suoi obiettivi rientrano nel programma "Basic Research Energy 2020 +" del BMPF tedesco e, nello specifico, si inserisce all'interno del programma di sviluppo di nuove strategie altamente tecnologiche, fortemente voluto e sostenuto dal governo federale tedesco.

Intanto, in Italia, alla fine del 2006, è stato istituito, grazie al contributo della Regione Lazio, il Polo Solare Organico (www.CHOSE.it), che fa capo al Dipartimento di Ingegneria Elettronica dell'Università di Roma – Tor Vergata. L'università ha poi costituito, in collaborazione con le Università di Ferrara e Torino e con la Erg Renew (società del Gruppo ERG attiva nei settori delle energie rinnovabili e dei servizi ambientali), la Permasteelisa (società leader nella ricerca e nell'innovazione) e l'australiana Dyesol (leader del settore nella fornitura di materiali e tecnologie), il consorzio Dyepower che mira inizialmente a realizzare una linea pilota per la fabbricazione di pannelli di vetro fotovoltaici "Dye Sensitized Solar Cells" (DSCC o DSC), una particolare tipologia di cella solare organica, dove due vetrini conduttori (separati da biossido di titanio, materiale attivo e soluzione elettrolitica) fanno da elettrodi. Al termine della ricerca ERG Renew e Permasteelisa avvieranno, in esclusiva, la produzione e commercializzazione dei pannelli".

AutoreDott.ssa Morena Deriu


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