L'offensiva di Assorinnovabili contro lo Spalma Incentivi

Ormai è guerra aperta tra Assorinnovabili, l'associazione che riunisce le aziende del fotovoltaico italiano, e l'esecutivo guidato da Matteo Renzi. Il mancato arrivo del decreto attuativo dello Spalma Incentivi che avrebbe dovuto dare indicazioni circa la percentuale di rimodulazione degli incentivi, che è al centro dello scontro, ha dato la stura a nuove recriminazioni da parte di Agostino Re Rebaudengo, numero uno di Assorinnovabili.
Con il ritardo di un atto che era atteso per il primo giorno del mese, infatti, per chi ha un impianto fotovoltaico di potenza superiore ai 200 kW, è praticamente impossibile aderire ad una delle modalità che pure dovrebbero regolare la spalmatura retroattiva degli incentivi. Un ritardo che ha spinto Assorinnovabili a confermare la sua volontà di portare lo scontro al più alto livello possibile, puntando su più tavoli.

Celle fotovoltaiche

(I produttori italiani del fotovoltaico protestano contro il decreto Spalma Incentivi)

Il primo tavolo su cui i produttori del fotovoltaico tricolore intendono giocare le proprie carte è quello comunitario. Assorinnovabili ha infatti proceduto all'invio di una lettera alla Commissione Europea in cui si chiede l'apertura di una procedura di infrazione ai danni del nostro paese, motivata dalla violazione alla direttiva 2009/29/CE, ovvero quella più nota come Piano 20-20-20, che fissa gli obiettivi del continente al fine di promuovere lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabili. Obiettivi che verrebbero notevolmente danneggiati dall'atteggiamento punitivo del governo italiano verso coloro che avevano aderito alla prima impetuosa fase di sviluppo dell'energia solare nel nostro paese.
Per capire il danno di immagine e finanziario che ne sta derivando al nostro paese, basti ricordare come il Foreign Investors Solar Committee, un consorzio cui fanno capo circa trenta grandi investitori di varie parti del mondo abbia già provveduto a bloccare decine di miliardi di euro di investimenti preventivati in Italia, dopo averne spesi quattro negli anni passati, come forma di protesta per gli impegni disattesi dal nostro governo.

Il secondo tavolo su cui Assorinnovabili intende giocare la sua partita è quello della Corte Costituzionale, con un ricorso fondato sul giudizio formulato dal Presidente Emerito della stessa, Valerio Onida, il quale non ha esitato a denunciare la palese violazione della carta fondamentale che verrebbe operato dallo Spalma Incentivi. A dare ulteriore speranze ai promotori del ricorso è anche una recente sentenza dell'analogo organismo bulgaro, il quale ha sancito senza mezzi termini l'incostituzionalità di una legge varata dal governo al fine di colpire retroattivamente gli incentivi concessi in precedenza. 

AutoreDott. Dario Marchetti


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