L'isola di Montecristo diventa total green

Compresa nell'Arcipelago Toscano, tra l'isola del Giglio e l'isola d'Elba, quella di Montecristo è un piccolo paradiso terrestre gelosamente custodito dagli "attacchi esterni dell'uomo". L'isola è praticamente disabitata e l'accesso a turisti e studiosi è permesso con il contagocce.


Veduta dall'altro dell'isola di Montecristo, nell'arcipelago toscano

(Isola di Montecristo, veduta dall'alto)

 

La gelosia e la preoccupazione sono d'obbligo per un'isola che custodisce una varietà di flora e fauna scomparse in moltissimi luoghi del Mediterraneo. Basti pensare ad animali come la caprai di Montecristo e il discoglosso sardo. La Riserva naturale statale dell'Isola di Montecristo, istituita nel 1971, è grande appena 1.039 ettari e conta almeno due abitanti, due agenti del corpo forestale,che ne sorvegliano i sentieri scavati nel granito bianco e ne custodiscono i tesori che, pare, siano presenti sull'isola.

 

L'isola di Dumas, autore del celebre il Conte di Montecristo, è oggi oggetto di un importante programma per rendere l'isola totalmente indipendente da fonti fossili. Il clima di Montecristo particolarmente mite con tanti giorni di sole, pochi giorni di pioggia e una brezza che spira costantemente sulle sue sponde e sul Monte della Fortezza alto ben 645 metri si presta ottimamente per essere sfruttato nella produzione di energia elettrica.

 

Condizioni più che favorevoli, dunque, quelle di quest'isola per l'installazione di un mini impianto fotovoltaico ed eolico che servirà ad alimentare Villa Savoia e gli strumenti per la comunicazione presenti sull'isola.

 

L'impianto fotovoltaico, costituito da diverse pensiline che fungeranno anche da deposito attrezzi, e quello eolico, composto da una pala di circa un metro e venti centimetri, serviranno a sostituire l'impianto a gasolio che attualmente alimenta l'isola.

 

«A Montecristo non arriva nessun cavo elettrico sottomarino, per cui occorre produrre in loco l'energia di cui si abbisogna», spiega l'architetto De Luca che ha seguito il progetto. Dunque quale modo migliore se non quello di sfruttare le risorse naturali di cui l'isola abbonda?

 

«Si tratta di scegliere il periodo migliore per trasferire sull'isola il materiale occorrente. Dopo, si parte e si mette il tutto a regime» aggiunge Franca Zanichelli direttrice del parco Isola di Montecristo che spiega anche che tutti i permessi sono stati rilasciati e ormai il progetto e sulla rampa di lancio pronta a partire appena il momento è propizio. «Da tempo lavoriamo attorno al progetto di fare di Montecristo un'isola ecologica ora davvero siamo nelle condizioni di realizzare il nostro sogno e dire che esiste l'isola a impatto ambientale zero» aggiunge sempre la Zanichelli.

 

L'impianto a impatto zero non dovrà produrre quantità gigantesche di energia, si stima che basterà una produzione complessiva di circa 6 chilowatt che alimenteranno Villa reale, il Monastero di San Mamiliano, il museo di storia naturale e l'Orto Botanico.

 

L'impianto di energia prodotta a impatto zero sarà un vero e proprio tesoro per un'isola così importante, che si è negli anni circondata di un'aura di mistero e leggende. Il fondale e la precaria biodiversità gelosamente custodita dal parco nazionale statale di Montecristo si sposano bene con il progetto che collocherà sia impianto fotovoltaico che eolico in una posizione poco visibile, in modo da non intaccare l'estetica naturale di uno dei gioielli italiani che dobbiamo custodire il più gelosamente possibile.

 

Se volete visitare l'isola vi toccherà mettervi comodi, perché bisogna iscriversi a una lista d'attesa lunga circa tre anni!

AutoreDott. Giovanni Rispo


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