Asfalto antismog: l'inquinamento si combatte anche con la strada

Le ultime tendenze in ambito di edilizia sostenibile vertono, sempre di più, a elaborare soluzioni in grado di prevenire l'inquinamento e di combatterlo in modo vincente. Con l'approssimarsi del 2020, anno in cui tutte le costruzioni dovranno essere a zero emissioni, le ricerche hanno subito una notevole accelerazione e così si è assistito all'avvento di prodotti speciali, studiati per assorbire le sostanze nocive presenti nell'atmosfera e per trasformarle in altre innocue. Dopo le tegole antismog, dai risultati sorprendenti, in fatto di riduzione dell'inquinamento, è arrivato anche l'asfalto mangia smog.

Il principio, alla base di queste innovative tecnologie, è chiamato fotocatalisi e riprende, in pratica, il processo naturale attivato dalle piante e conosciuto come fotosintesi clorofilliana. Dunque, la fotocatalisi accelera l'ossidazione degli inquinanti (ossido di azoto, polveri sottili, VOC) immessi nell'aria dagli scarichi delle automobili e da altre attività dell'uomo. In questo modo, tali sostanze sono convertite in Sali inorganici non pericolosi per la nostra salute e facilmente dilavabili dalle acque piovane. L'innesto della reazione chimica suddetta avviene attraverso l'irradiazione solare. L'elemento, infine, che più di ogni altro consente il verificarsi di questo fenomeno è il Biossido di Titanio (TiO2).

Un tratto stradale trattato con il Coverlite(Un manto stradale trattato con il Coverlite. Fonte Coverlite)

Esso conosce gli usi più diversi. Ad esempio, per il suo alto indice di rifrazione è impiegato come pigmento bianco nelle vernici e nelle materie plastiche. È usato come opacizzante nella carta, nelle fibre tessili e nei prodotti di ceramica per favorire la loro resistenza agli acidi. Ma le sue applicazioni si estendono addirittura anche alla cosmesi. Infatti, particelle nanometriche di biossido di titanio si ritrovano in alcune creme di bellezza e in quelle solari, per proteggere la pelle dai raggi UV-A. Tuttavia, questi usi sull'uomo sono ancora sottoposti a ricerche scientifiche e approfondimenti.

Distribuzione del Coverlite(Distribuzione del Coverlite. Fonte Coverlite)

Vediamo ora, nel dettaglio, l'asfalto antismog. Le prime ricerche e i primi convincenti risultati in questa direzione si sono avuti in Italia, qualche anno fa, con il progetto pilota messo a punto dall'impresa Bacchi, in collaborazione con il Politecnico di Milano e la Sapienza di Roma. Uno dei test è stato condotto nella zona arrivi del Terminal 1 di Malpensa. Ben 18mila metri quadrati di pavimentazione stradale sono stati trattati con il Coverlite, un composto a base d'acqua contenente Biossido di Titanio. Tale prodotto spruzzato sull'asfalto, penetra in profondità e, con l'azione dei raggi solari, attiva la reazione chimica della fotocatalisi. Le analisi fatte a seguito dell'esperimento hanno dimostrato le incredibili potenzialità del prodotto, capace di abbattere, in media, il 9% degli ossidi di azoto. Tale percentuale può addirittura salire al 43% in condizioni meteorologiche ideali, ossia in giornate soleggiate. Altri esami hanno provato che il trattamento con il Coverlite ha un effetto duraturo, la sua efficacia, infatti, copre un arco di tempo che va dai 4 ai 5 anni. È, quindi, un metodo migliore rispetto al semplice blocco del traffico.

Oggi il Coverlite si è diffuso in diversi paesi Europei, tutti molto interessati a questo innovativo trattamento antismog e la speranza dei nostri ricercatori è quella di trovare partner interessati a commercializzare su vasta scala il prodotto, in maniera tale da avere ovunque strade green.

Distribuzione del Coverlite a Malpensa(Distribuzione del Coverlite a Malpensa. Fonte Coverlite)

Altre ricerche sono state effettuate dagli studiosi olandesi dell'Università di Eindhoven. Questi hanno creato un rivestimento speciale, contenente Biossido di Titanio, e l'hanno distribuito sul manto stradale di un isolato di Hengelo. I risultati della sperimentazione, analizzati dopo circa un anno, sono stati stupefacenti. Nella zona trattata con l'asfalto fotocatalitico, la quantità di gas nocivi nell'aria è diminuita fino al 45%, con una media quotidiana pari al 19%.

Lo studio, pubblicato sul Journal of Hazaurdos Materials, ha suscitato ulteriore interesse riguardo alle possibilità di combattere lo smog con prodotti del genere, arrivando a trasformare i tratti stradali in alleati antinquinamento. La qualità della vita ne trarrebbe sicuro giovamento, in particolare nelle metropoli e nelle gradi città, tormentate dal traffico.

La strada di Hengelo con l'asfalto antismog(La strada di Hengelo con il cemento antismog. Fonte articles.latimes)

Esiste del cemento antismog anche una versione americana, applicata su una strada di Chicago, la Cermak Road,  denominata la "strada verde" d'America. Qui, oltre alle piste ciclabili, ad un'illuminazione che sfrutta l'energia eolica, alla presenza di piante autoctone resistenti alla siccità e a un sistema d'irrigazione basato sulla deviazione delle acque piovane, abbiamo anche un manto stradale fotocatalitico impiegato nelle corsie autostradali interne. Questo cemento mangia smog contiene nanoparticelle di Biossido di Titanio ed è stato progettato per attivare, in presenza di sole, la reazione chimica della fotocatalisi.

Cermak road, la strada verde d'America(Cermak Road, la strada verde d'America. Fonte inhabitat)

L'iniziativa, facente parte del Blue Island/Cermak Sustainable Streetscape project, avente come obiettivo la riduzione del 42% dell'utilizzo totale dell'energia, si avvale anche di marciapiedi solari. Inoltre, l'aumento della copertura arborea lungo tutto il tratto stradale interessato riduce l'effetto urbano dell'isola di calore, responsabile dell'aumento fino all'8% delle temperature. Tale fattore contribuisce alla crescita dello smog. Di conseguenza, combatterlo è fondamentale.

Legenda(Legenda della Cermak Road. Fonte techandle)

Al momento, l'asfalto mangia-smog non conosce applicazioni estese a causa dei suoi costi elevati ma se gli studiosi riusciranno a trovare il modo di ridurre le spese, lo si potrà impiegare ovunque.

Fonti
Tuttogreen
Rinnovabili.it
Ambiente Bio
Gizmag
Coverlite

AutoreDott.ssa Elisabetta Rossi


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