Il Qatar punta al solare
Il piccolo emirato del Qatar, guidato dall'emiro Tamim bin Hamad Al Thani, e noto per la propria ricchezza derivante dai grandi giacimenti di petrolio e gas naturale (di cui è primo produttore mondiale) ha deciso di dare una svolta "green" alla propria economia. Il portavoce del governo ha infatti annunciato nelle scorse settimane che Doha intende esplorare il potenziale solare non sfruttato nel Paese attraverso un prgetto fotovoltaico da 200 MW. Se ciò andasse in porto il Qatar sarebbe in grado di coprire il 2% del fabbisogno energetico nazionale con energie rinnovabili.
Forse essere il Paese ospite della Conferenza Onu sui cambiamenti climatici ha suscitato nella famiglia Al Thani un sentimento di particolare sensibilità nei confronti dell'ambiente. Oppure è possibile che intenda migliorare la propria percezione all'esterno in in vista del Qatar World Cup che si svolgerà nel 2022, e per il quale sono già stati sbloccati circa ducentomila dollari per investire in infrastrutture.
(Pannelli solari quatarioti)
Più probabile sembra però la motivazione economica. Questa scelta sarebbe infatti motivata dalla crescente necessità del Qatar di convogliare sempre più energia agli impianti di desalinizzazione dell'acqua per uso agricolo e potabile (che oggi funzionano a gas), visto il registrarsi un costante aumento della popolazione e dunque del consumo di acqua. Per il 94% il territorio qatariota è di fatti desertico e quasi il 99% dell'acqua utilizzata nello Stato proviene dai grandi desalinizzatori.
Attualmente la produzione di energia elettrica dell'emirato è pari a 7000 MW, con un consumo medio annuo di circa 5000 MW ad un tasso di crescita del 10% l'anno. Per questo la scelta di diversificare la produzione di tale energia diventa mese dopo mese una necessità sempre più impellente.
L'obiettivo di Doha sarebbe quello di ottenere entro il 2024 il 20% di energia prodotta da fonti rinnovabili (il primo obiettivo di produzione è fissato a 1.800MW entro il 2020), rendendo così il Paese meno bisognoso di gas e petrolio. Queste materie prime invece verranno così concentrate maggiormente per l'esportazione estera, permettono all'economia qatariota di essere sempre florida e praticamente immune dalle crisi globali. Per la costruzione di questa centrale è stata indetta una gara internazionale, lanciata nel corso degli incontri sulle mutazioni climatiche svoltosi lo scorso dicembre nella capitale. La nuova struttura, la cui realizzazione è prevista entro il 2018, costerà tra i 10 e i 20 miliardi di dollari.
Secondo il capo della Agenzia Amministrativa e Trasparenza del Qatar, Abdallah Ben Hamad al Atia, oggi il Qatar ha bisogno di diversificare il proprio mix energetico ed è evidente che i Paesi che hanno puntato sul solare (come la Germania o la Cina) ne hanno tratto parecchi benefici. Al Atia ha poi accennato al fatto che il proprio Paese ha un potenziale in energia solare pari a 1,5 milioni di barili di greggio all'anno e non utilizzare questa risorsa sarebbe uno spreco immenso.

(L'emiro Al-Thani e il solare)
Con questa scelta Doha si unisce al gruppo formato da Arabia Saudita, ed Emirati Arabi come Dubai e Abu Dhabi, che già hanno presentato piani per una produzione di energia più ecosostenibile, ma a differenza di questi vuole farcela con le sole proprie forze, senza cercare investitori esterni.
Il progetto è molto ambizioso e l'investimento è imponente, si stima infatti che andrà a superare il miliardo di dollari. Per questo il governo del Qatar ha dato il via libera alla costruzione di un impianto per la produzione del materiale che sta alla base delle celle solari, questo renderà autonomo il Paese nella produzione degli impianti, riducendone nettamente i costi e, in prospettiva, creando una nuova possibile risorsa da esportare.











