Il vento dell'eolico soffia anche sulle lontane terre dell'Honduras: Il parco eolico di Cerro de Hula
La ventata green inerente la realizzazione di parchi eolici in Paesi e Stati di tutto il mondo è continuamente in crescita, soprattutto in zone ritenute ad emergenza, nelle quali si cerca di aumentare la produzione di energia pulita e rinnovabile.
Lo scorso anno, le installazioni a sfruttamento dell'energia prodotta dal vento sono arrivate anche presso le lontane terre dell'Honduras, stato nel quale il 22 Febbraio 2012 è stato inaugurato il primo parco eolico del paese nonchè il più grande del Centro America, il parco eolico di Cerro de Hula. Vediamone la storia e le caratteristiche ma anche le relative problematiche.
Il parco eolico di Cerro de Hula
Nel Maggio del 2005, la multinazionale britannica Globeleq Mesoamérica Energy, operatore leader nello sviluppo di progetti eolici in America Centrale, acquisì dalla società di energia eolica globale Enron Wind i diritti per lo sviluppo di un progetto eolico da 60MW, ampliato successivamente in 102MW, da erigere tra i comuni di Santa Ana e San Buenaventura, situati a 24 km a sud dalla capitale dell' Honduras, Tegucigalpa.
Dopo anni di studi sulla densità del vento, nel 2010, all'ottenimento di un cospicuo finanziamento attorno ai 300.000 Dollari, un consorzio costituito dalle società leader rispettivamente nel settore eolico ed energetico Gamesa Wind US LLC e Iberdrola Ingeniería y Construcción Mexico, si aggiudicò l'appalto di costruzione per il parco insieme al contratto di fornitura per le turbine.
I lavori dunque partirono per proseguire con la gestione commerciale, iniziata nel dicembre 2011 e finire con l'inaugurazione ufficiale del parco di Cerro de Hula a inizio 2012.
All'interno di un'area di oltre 6.500 ettari, 51 aerogeneratori G87 da 2 MW si stagliano dunque su torri alte 80 metri per una capacità totale di 102 MW.
Il parco eolico di Cerro de Hula è in grado di fornire per ben 20 anni energia elettrica all'ENEE Empresa Nacional de Energía Eléctrica, la società elettrica honduregna, con la quale la Globeleg Mesoamérica Energy ha siglato un apposito contratto di fornitura.
La manutenzione degli impianti è invece stata affidata per i primi due anni alle società costruttrici Gamesa Wind US LLC e Iberdrola Ingeniería y Construcción Mexico.
(Il parco eolico di Cerro de Hula)
Vantaggi e problemi
L'installazione green, in grado di fornire senza emissioni inquinanti energia elettrica a circa 100.000 famiglie, ha dimostrato l'attenzione delle autorità governative ad attenersi ai dettami internazionali in materia di sostenibilità e conseguimento degli obiettivi prefissati al 2020 e ha certamente portato all'Honduras una quota pari al 10% di capacità elettrica in più, in un Paese in cui l'85% della popolazione è sprovvisto di elettricità.
Questo però ha comportato l'insorgere di un altra tipologia di serie problematiche inerenti la denuncia delle comunità indigene honduregne che spiegano come la loro vita e l'ambiente circostante siano stati rovinati dalle installazioni eoliche delle multinazionali energetiche, colpevoli della rovina dell'ecosistema naturale e fautrici dell'indebita espropriazione di ettari di territorio alla popolazione contadina, la cui coltivazione, insieme all'attività della pesca, rappresenta una delle poche fonti di sostentamento di un'etnia prevalentemente povera.
In generale, la situazione in Honduras è di instabilità e violenza a causa della repressione causata dall'oligarchia nazionale e dalle corporazioni multinazionali appoggiate dal Governo che, dal punto di vista economico, sembra notevolmente interessato a tessere rapporti di vendita di terre per l'installazione di impianti eolici e idroelettrici per le energie rinnovabili su larga scala, la cui manutenzione è affidata a società straniere anzichè alla popolazione locale, espediente che potrebbe venire incontro ed appianare la rivolta contadina.
Nonostante la legge nazionale tuteli la popolazione locale sostenendo il diritto di proprietà della terra per chi ci vive, i titoli di quasi tutta la penisola sono stati venduti ad imprenditori locali. Gli indigeni dell'Honduras ricevono una somma annuale pari ad 80 dollari per l'affitto di un territorio del quale sono stati espropriati e all'interno del quale non possono più entrare.





