I telefonini riciclati? Combatteranno la deforestazione
La tecnologia? Una intelligente arma contro l'inumana deforestazione.
Arriva una notizia molto interessante e cioè che i nostri vecchi telefonini smartphone potrebbero essere adoperati, se riciclati, per proteggere le foreste e far "tacere" una volta e per sempre, le drammatiche motoseghe.
Il progetto porta la firma "Rainforest Connection" (RFCx) ed ovviamente ha un suo preciso costo; è per questo che gli ideatori "RFCx" stanno svolgendo una grande ed attenta attività di raccolta fondi, per riuscire a coprire chilometri e chilometri quadrati di foresta pluviale in Brasile ed in Africa. Attualmente si constata sul sito ufficiale che i sostenitori sono circa 714, ma ogni giorno il numero va ad aumentare. Per ora sono stati versati circa 39,043 sterline; ma il vero goal, l'obiettivo vincente, è quello di arrivare a raccogliere 100,000 sterline. Per qualsiasi curiosità ed informazione si può visitare il sito ufficiale: https://rfcx.org/.
Il motto che si legge sul sito ufficiale appare chiaro e deciso: "We can stop illegal logging & poaching" (Noi possiamo fermare il disboscamento illegale ed il bracconaggio).
Per "Rainforset Connection" ogni minuto è davvero fondamentale per diffondere una adeguata sensibilizzazione in tempo reale ed arrivare così ad un intervento tempestivo. Ma in che modo cellulari riciclati potrebbero realmente salvare le foreste? Secondo gli ideatori di "RFCx" i nostri ex telefonini potrebbero essere mutati in dispositivi autonomi che, grazie all'energia solare, diventerebbero atti a monitorare tutti i suoni presenti nelle foreste. Nel caso allora ci fossero rumori innaturali (come ad esempio una sospettosa motosega), gli smartphone riciclati sarebbero in grado di rivelarli anche se a distanza, lanciando in questo modo una sorta di messaggio-SOS. Tutto questo porterebbe a capire se sono presenti attività illegali sul posto.

(Il progetto "Rainforest Connection" può fermare la deforestazione ed il bracconaggio. Ma c'è bisogno di un aiuto anche da parte nostra).
Il software attraverso le reti wireless manderebbe un segnale alle persone preposte ad accoglierlo, le quali subito si collegherebbero con le autorità locali per farle agire immediatamente.
"Questa idea - si legge sul sito ufficiale del progetto Rainforest Connection - va a cambiare una realtà, in quanto si riuscirà a dare vita finalmente ad un sistema di rilevamento di alta qualità, il primo al mondo, capace di registrate in tempo reale attività di deforestazione. Si forniranno così dati apertamente, liberamente e immediatamente a chiunque desideri essere informato e, soprattutto ciò avverrà in ogni parte del mondo. Un solo vecchio telefonino riciclato - continuano gli autori di Rainforest Connection - sarebbe capace di riuscire a controllare ben tre chilometri quadrati di foresta pluviale. Ogni dispositivo RFCx è in grado di proteggere un'area di foresta così grande che ospita oltre 1000 specie diverse di piante ed animali".
E' comunque fondamentale chiarire che i sistemi di attuali di rilevazione si basano su satelliti troppo lenti che, purtroppo, arrivano tardissimo (dopo giorni se non settimane) a mostrare la distruzione della foresta pluviale; tutto questo a differenza, abbiamo detto, della tempestività del dispositivo "Rainforest Connection".
La cosa più interessante è che in questo concept sono del tutto assenti batterie dannose per il nostro amato ambiente. Al posto, infatti, delle batterie entrano in gioco pannelli solari che alimenterebbero tranquillamente i cellulari-spia in azione. Tali pannelli sono costituiti da frammenti di silicio cristallino scartati.
Nello specifico, per chi non ne fosse ancora a conoscenza, la deforestazione è una delle principali cause del cambiamento climatico; sta provocando una globale estinzione di massa; ed è soprattutto l'azione meschina di attività illegali che vanno per questo bloccate in tempo.
Tra gli obiettivi a lungo termine, messi a punto dagli ideatori di "Rainforest Connectio" vi è la ferma volontà di estendere in seguito il loro progetto anche a grandi aree come ad esempio l'America Latina e l'Asia.

