I quadri fotovoltaici ricaricano i cellulari: si chiama 'Annabelle' e viene dal Giappone
Dal Giappone arriva una nuova invenzione in grado di coniugare energia e bellezza: Annabelle. Si tratta di una sorta di "quadro" fotovoltaico in grado di rigenerarsi anche in ambienti poco luminosi.
L'ideatore è lo scienziato e designer Hiroshi Segawa, docente presso il Centro di ricerca per la Scienza e la Tecnologia Avanzate (RCAST, Research Centre for Advanced Science and Technology) dell'Università di Tokyo. Il suo contributo all'energia verde apre nuove strade nella ricerca e offre spunti interessanti affinché i supporti siano anche esteticamente piacevoli.
Annabelle è il nome di un tipo di ortensia dai petali bianchi e in effetti la cella fotovoltaica è come un fiore. Un piccolo dono in un Paese straziato e gravemente segnato dal disastro nucleare di Fukushima avvenuto nel 2011. Sembra posarsi accanto a uno dei più grandi parchi eolici al largo della Costa Orientale della nazione.
(Hiroshi Segawa mostra il modello prototipo o di una cella solare organica al suo laboratorio
- Credit Foto: Phys.org)
Dopo la tragedia passata, le persone sembrano non avere un'immagine e un'idea positiva riguardo a tutto ciò che sia legato al nucleare. Il professor Sagawa sottolinea come l'energia termica evochi il rovente e sporco carbone, mentre i pannelli fotovoltaici tendono ad occupare molto spazio. La produzione di energia eolica, invece, deve fare i conti con la presenza degli uccelli e con il rumore prodotto. Annabelle, invece, non apporta alcun danno ambientale.
Dopo Fukusmina, con la chiusura delle centrali nucleari, il Giappone ha spinto per aumentare l'uso di energie alternative e le fonti impiegate hanno fornito più di un quarto di energia alla nazione. Tuttavia, sebbene l'energia solare sia in rapida crescita, in un raffronto con quella sviluppata da altre economie, risulta ancora inferiore. Secondo i dati dell'Agenzia Internazionale dell'Energia, in Giappone la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili, escludendo l'idroelettrico, è in ritardo e rappresenta solo il 4,1% del totale, di gran lunga inferiore alla Gran Bretagna (10,4%) e alla Germania (20,1%).
Nel quadro generale dell'energia prodotto complessivamente, quella solare rappresenta una piccola parte. Nonostante gli sforzi di Tokyo per sviluppare il settore del solare, vi sono dei fattori che remano contro la sua espansione: il tempo e in particolare la mancanza della garanzia di luce necessaria. Quest'ultimo aspetto riesce a supplirlo il dispositivo del professor Segawa.
( Celle solari organiche dal motivo floreale, ortensia o hydrangea - Credit Foto: Techpokes)
Sebbene Segawa non si aspetti di far cadere i dominanti pannelli solari a base di silicio, spera che il settore in rapida crescita offra una "stanza" per questa "energia piacevole", che aggiunge una spruzzata di colore ad un'industria altrimenti grigia grazie a questi suoi prototipi.
Hiroshi Segawa nutre forti speranze nella sua particolare cella fotoelettrochimica (dye sensitized solar cell o DSSC o DSC), che armonizza la bellezza floreale con la tecnologia all'avanguardia, realizzata in maniera tale da allietare la scena.
Annabelle è costituita da celle solari organiche di vetro colorato, che raffigurano temi floreali. La struttura che le racchiude è di legno a graticcio, modellato secondo le tipiche porte tradizionali giapponesi.
(Il prof. Segawa e alcuni dei modelli di quadri fotovoltaici chiamati "Annabelle" - Credit Foto: Phys.org)
Questa struttura che assomiglia ad una scatola, non soltanto offre energia ma è anche decorativa. Le sue dimensioni sono piuttosto ridotte. La scatola, infatti, misura circa 20 cm (o 8 pollici) per lato. A vederla sembra davvero un quadro e potrebbe offrire un tocco di eleganza e di stile in più alla veranda o stanza dove essa è posta. Sono i petali che assorbono la luce del sole e quando essi diventano blu significa che il dispositivo è carico di elettricità e può essere utilizzato. Esso permette di immagazzinare tanta energia quanta quella che serve per ricaricare lo smartphone almeno due volte consecutive al giorno. A dispositivo scarico, i petali tornano ad essere bianchi proprio come la reale ortensia.
Questo tipo di celle fotovoltaiche sono utilissime e perfette per la loro destinazione. A differenza di quelle di silicio, queste celle organiche sono meno costose e anche più flessibili. In questo modo risultano essere più modellabili e quindi più agevoli ad essere lavorate e plasmate nelle forme più varie.
(Il prof.Segawa mostra alcuni esempi di quadri fotovoltaici a celle organiche raffiguranti diverse immagini
- Credit Foto: Channel News Asia )
Annabelle è ancora un prototipo dalle grandi potenzialità energetiche e artistiche. Le possibilità da un punto di vista del design, infatti, sono moltissime. Segawa ha già sperimentato una cella che riproduca le fattezze del presidente francese François Hollande e della pop star giapponese, generata dal computer, Hatsune Miku. I soggetti sono infiniti, basta avere ispirazione. Segawa ha affermato che si possono fare celle solari su personaggi animati, su ritratti di persone reali e su una miriade di altre cose.
Basta solo avere fantasia e lasciare che l'arte e la tecnologia facciano la loro parte. Che si apra un futuro verso dispositivi artistici in tutti i settori delle energie rinnovabili?
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