Ecomondo Rimini: la rivoluzione Green

Al centro della diciottesima edizione dell'Ecomondo, fiera internazionale dedicata alla Green Economy, c'è il tema del recupero della materia e dell'energia; lo sviluppo sostenibile, un concetto ampiamente trattato in seno alla comunità internazionale. Una grande occasione, quella della fiera green, di dibattito e di visibilità per il territorio della città di Rimini. Una ricca vetrina di tecnologie verdi, sezioni espositive, progetti e strumentazioni scientifiche al fine di valorizzare e di diffondere la cultura del recupero dei materiali e delle risorse naturali alle realtà industriali.

«Governare la complessità ambientale per rendere i processi e le attività sostenibili, attraverso norme, tecnologie, procedure di controllo semplici ma efficaci – come si legge nella descrizione della manifestazione – Ecomondo conferma la sua leadership nel segmento del recupero e riciclo di tutti i materiali e intende potenziare le sezioni espositive: ciclo dell'acqua e qualità dell'aria, bonifiche, ciclo completo del rifiuto e imballaggio, rischi e sicurezza. Verrà inoltre sviluppata l'area espositiva dedicata alle istituzioni. In mostra: i progetti, le politiche, i piani di intervento di comuni, provincie, regioni ed enti».

 logo Ecomondo Rimini

(Logo Fiera Ecomondo Rimini)

Uno dei temi caldi della fiera è stato Lo spreco alimentare. Una piaga che purtroppo sanguina ancora, secondo i dati delle analisi realizzate dalla Fao si sprecano circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo all'anno nel mondo. In Italia lo spreco alimentare è pari al 2,4% del Pil (circa 40 milioni di euro) ed è rintracciabile in ogni fase della filiera agroalimentare. A presentare l'iniziativa volta a limitare lo spreco alimentare nel mondo è stato Andrea Segrè, professore di Agraria all'Università di Bologna che ha presentato il nuovo numero di Ecoscienza a cura di Arpa Emilia e di Last Minute Market (di cui lo stesso Segrè è il fondatore). D'esempio lo stand della Svezia in cui hanno esposto circa dieci aziende ecologiche svedesi.

Un'altra delle proposte importanti che è stata presentata all'Ecomondo è nata dall'accordo tra il Ministero dell'Ambiente, il Consorzio riciclo alluminio ed il celebre marchio Nespresso, il progetto Ecolaboration. Riciclare le capsule delle cialde per le macchinette del caffè espresso, significherebbe trasformare la polvere di caffè in concime e riutilizzare l'alluminio reinserendolo nel ciclo della metallurgia. «Devo fare un plauso a Rimini Fiera. Ero qui come presidente della Provincia di Padova nel 2009, e ciò che allora si voleva realizzare oggi è realtà. L'economia verde è una filiera importante dal punto di vista tecnologico, ed è uno dei pochi settori che hanno continuato a crescere nonostante la crisi.» ha dichiarato la sottosegretaria all'Ambiente Barbara Degani

Energie rinnovabili per un mondo sostenibile

(Un possibile "Eco"Mondo)

Al centro del dibattito, la deforestazione, che come la definisce lo studio "The impact of EU consumption on deforestation" – studio che fa parte della strategia Ue per affrontare i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità a livello mondiale – è «La trasformazione permanente del terreno forestale in altri usi».

Tra tutti, si è fatto notare uno stand di un'azienda produttrice di pannelli di truciolati - quelli che verranno poi utilizzati per comporre mobili. Chi non ha nella propria casa nemmeno un mobiletto in truciolato? – che ha affisso un emblematico cartello con su scritto «Non bruciamo il made in Italy»Un messaggio, quello dello stand, condiviso dai produttori di pannelli per mobili che nutrono le loro aziende proprio di quegli scarti del legno che d'altro canto vengono bruciati per produrre elettricità a basso impatto ambientale nelle centrali di biomassa.  

Significative le proposte industriali di chimica sostenibile, come la Bio-based industry italiana ed europea, che in linea con i dettami della Direttiva Europea incentivano le aziende ad essere competitive, innovative ma soprattutto green. Le parole d'ordine: efficienza energetica, valorizzazione dei sottoprodotti e dei rifiuti, chimica verde, fonti rinnovabili, bioplastiche biodegradabili e compostabili.

Un appello diretto agli imprenditori e alle aziende, quello del Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti: «Siamo avanti e abbiamo tecnologie avanzate nel settore. Parlo agli imprenditori: non dobbiamo tornare come eravamo prima. Dobbiamo uscire da questa crisi con un modello industriale diverso che ci renda competitivi con altri Paesi anche europei, indirizzati su un approccio circolare che usa meno materie prime e produce meno rifiuti. Basta chi inquina paga: chi inquina deve andare in galera. A essere premiate devono essere le aziende virtuose». 

AutoreGiornalista Tiziana Simeoli


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