Da Mazda arriva la nuova bioplastica vegetale per le automobili

In tema di bioplastiche il settore automobilistico è ancora piuttosto indietro rispetto ad altri ambiti, come quelli domestici, in cui l'impiego di questo nuovo materiale ha già offerto risultati interessanti, ponendosi come un'alternativa concreta e fattibile alla plastica tradizionale, l'incubo dei tempi moderni.

L'impossibilità di utilizzare tali bioplastiche anche nelle vetture dipende dalla loro scarsa resistenza al calore necessario per le svariate applicazioni delle automobili e l'altrettanto bassa resistenza agli urti. Ma simili problematiche sembra siano state superate brillantemente dalla nuova plastica biologica prodotta da Mazda in collaborazione con il governo giapponese, nell'ambito del programma "Consortium R&D Projects for Regional Revitalization".

Bioplastica vegetale

(Fonte packworld)

Il programma mira a rivitalizzare l'economia locale attraverso l'apertura di industrie volte a realizzare progetti di ricerca congiunti. In particolare, un gruppo formato da Hiroshima University, Nishikawa Rubber Co., Ltd. e dal centro Hiroshima Industrial Research Institute si è occupato proprio dello sviluppo di plastiche biodegradabili attraverso un meccanismo di decomposizione microbiologica. D'altronde, abbandonare definitivamente la plastica è una condizione imprescindibile per la salvezza del nostro pianeta.

La ricerca avviata nel lontano 2004, ha raggiunto una conclusione solo negli ultimi tempi, fornendo, dopo tanti studi e tentativi, una materia finalmente adeguata e competitiva, in possesso di tutte le caratteristiche fondamentali per essere impiegata nelle nuove auto e messa in commercio.

La bioplastica vegetale non ha bisogno di essere verniciata

(La nuova bioplastica viene colorata durante la produzione. Fonte Mazda)

L'innovativa bioplastica potrà essere utilizzata sia per la costruzione degli interni delle vetture, sia come tessuto per la produzione dei rivestimenti dei sedili. Non solo, data la sua resistenza al calore e la sua forza, la casa automobilistica non esclude il suo uso anche nelle parti esterne dei veicoli.

Va sottolineato, inoltre, che questa bioplasticha, come d'altronde tutti i materiali appartenenti alla stessa famiglia, è carbon-neutral. Ciò significa che l'anidride carbonica (CO2) prodotta nel corso della decomposizione e combustione della plastica vegetale è assorbita dalle piante impiegate nel processo produttivo. Inoltre, durante tale procedimento si verifica la fermentazione degli zuccheri e degli amidi contenuti nei vegetali. In tal modo, l'energia usata risulta più bassa del 30% rispetto alla quantità consumata durante la produzione della plastica tradizionale.

La nuova Mazda MX-5

(La nuova bioplastica sarà usata nella nuova Mazda MX-5. Fonte inhabitat)

A ciò vanno aggiunti altri dettagli importanti. Prima di tutto, l'estrema resistenza della nuova bioplastica consente di realizzare delle parti più sottili con il risultato d'impiegare una quantità inferiore di materiale. In secondo luogo, la bioplastica non va verniciata, poiché viene colorata durante la produzione, con il risultato di avere un prodotto lucido e di elevata qualità. Infine, è modellata con attrezzature di stampaggio a iniezione, con le quali si costruiscono, di solito, componenti automotive.

La bioplastica di ultima generazione sarà impiegata, per la prima volta, nella nuova Mazda MX-5, in uscita nel prossimo 2015.

 

Fonti
Greenme
Mazda
Gizmag

Foto in copertina
autobild

AutoreDott.ssa Elisabetta Rossi


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