Benedetta aspirina: studio dimostra che protegge anche dal cancro
L'aspirina fa bene al cuore, soprattutto a quelli più deboli, e questo è un dato acquisito da anni nella scienza medica.
Ma i benefici di questo farmaco realizzato chimicamente per la prima volta in Germania dalla Bayer che ne coniò il nome famoso nel mondo vanno ben oltre.
L'acido acetilsalicilico, infatti, riduce il rischio di sviluppare tumori. L'evidenza scientifica di quest'ulteriore beneficio legato al dosaggio costante di aspirina è emerso dai risultati di otto studi condotti negli ultimi anni a diverse latitudini, pubblicati dalla rivista medica Lancet.

In totale, sono stati presi in considerazione 23.535 pazienti, tutti con una caratteristica specifica: quella di essere in trattamento per la riduzione del rischio cardiovascolare.
Terapie basate sull'aspirina, noto vasodilatatore, sono infatti comuni per la prevenzione di infarti e attacchi cardiaci. Proprio a questo riguardo, inoltre, più avanti segnaleremo anche un'altra scoperta importante legata alla capacità di evitare coaguli.
I pazienti trattati con un modico dosaggio di aspirina riportati nella ricerca hanno visto ridursi la mortalità per tumori del 20% durante i primi cinque anni, arrivata al 34% considerando un arco temporale di venti anni.
Nel mondo scientifico sono diverse le ricerche attivate intorno a questo farmaco, che riguardano potenziali benefici in ulteriori ambiti diagnostici, ma certamente la breccia aperta nella prevenzione dei tumori viene considerata a ragione una scoperta molto importante.
Gli studi pubblicati, inoltre, evidenziano che esiste un periodo di latenza prima che l'aspirina sviluppi i propri effetti benefici. Un dato che a parere degli studiosi dimostrerebbe che l'aspirina sia in grado di interferire nell'organismo con i meccanismi di cancerogenesi.
Altra caratteristica della ricerca quella di aver messo in evidenza come l'aspirina sia benefica anche nel caso dell'incidenza delle metastasi nell'organismo. I risultati di questi lavori sono stati presentati in Italia proprio in questi giorni nel corso del trentesimo congresso della Società di Medicina Generale di Firenze. Il presidente, Claudio Cricelli, ha ricordato come "Proprio il 2014 sarà l'anno della prevenzione cardiovascolare e oncololgica, e il dato acquisito con questi studi sull'aspirina è un importante granello di sabbia nel mare degli studi per vincere sui tumori".
In Italia le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte: 224.830 le vittime mietute nel 2009. Inutile parlare, poi, della gravità dell'incidenza dei tumori: nel 2013 si stimano 366.000 diagnosi di neoplasie con oltre 173.000 decessi.
Ma nell'analisi costi/benefici legati all'uso di questo farmaco molto comune e di facile posologia c'è un altro importante dato.Questa volta arriva dagli Stati Uniti, dove i ricercatori della Linden University Medical Center hanno presentato i risultati di un'altra ricerca confortante. L'aspirina, infatti, se assunta con regolarità prima di andare a dormire riduce il rischio di infarto al mattino. È nelle ore mattutine, infatti, che le piastrine hanno la tendenza a raggiungere il picco della loro attività, generando proprio in questa fascia oraria il maggior rischio.
La ricerca è consistita nel somministrare 100 milligrammi di aspirina a 290 pazienti con rischio cardiovascolare.Ad alcuni di loro l'aspirina veniva somministrata prima di andare a dormire, ad altri al mattino. L'evidenza del risultato è nella reazione registrata nell'organismo di ciascuno dei pazienti.In entrambi i casi, infatti, non si è assistito a una riduzione della pressione sanguigna, ma coloro che avevano assunto l'aspirina prima di andare a dormire vedevano ridursi al minimo l'attività mattutina delle piastrine, riducendo così il rischio di attacchi cardiaci.
Risultati incoraggianti, dunque, su un farmaco che è disponibile nelle case di tutti.
Unica raccomandazione: non esagerare. In ogni caso, infatti, occorre comunque assumere quotidianamente dosi modeste di farmaco e rivolgersi sempre e assolutamente al medico per l'assunzione, evitare tassativamente il fai da te.

