Allarme danno per nuovi incentivi a eolico e fotovoltaico
Gli incentivi diretti pagati dagli italiani durante quest'anno, mediante la componente A3 delle bollette, per le energie rinnovabili sono andati a superare persino il costo all'ingrosso dell'energia elettrica complessiva prodotta in Italia.
Si tratta di notevoli cifre che si avvicinano ai 13 miliardi secondo quanto stimato dal Gruppo Energia di Italia Nostra, che nel 2016 hanno previsto anche di superare per la sola incentivazione delle FER elettriche, di quota 15 miliardi di spesa.
E' dunque allarme, lanciato dall'associazione ambientalista che vede sempre più certo il rischio di altri obiettivi che vadano a vincolare le fonti rinnovabili, che potrebbero mettere a repentaglio il nostro Paese. Il presidente di Italia Nostra, Marco Perini afferma che ci sarebbe chi vorrebbe sotto la Presidenza Italiana del semestre europeo, che fossero fissati dall'Europa innovativi e più importanti obiettivi che vadano a vincolare l'energia prodotta da fonti rinnovabili al 2030.
Questo per il presidente rappresenterebbe un suicidio, in quando si incorrerebbe il rischio di trovare un'altra enorme pioggia di pale e pannelli su fragili e prestigiosi territori quali i crinali appenninici ed anche le coste marine. Si tratterebbe di un grande danno per il nostro paesaggio.

( Incentivi per i pannelli solari. Fonte sustainableenergysystemz)
Gli obiettivi fissati entro il 2020 dall'Europa, già sarebbero toccati dal notevole ed oneroso costo che viene sostenuto per gli incentivi delle fonti rinnovabili, eolico e fotovoltaico in particolar modo di tipo industriale. Quest'anno difatti la produzione complessiva delle fonti rinnovabili in Italia dovrebbe toccare complessivamente il 36% del fabbisogno, rispetto all'anno precedente che invece è stato il 33% circa, mentre il rapporto necessario che si sarebbe dovuto raggiungere entro l'anno 2010 era del 26,39%.
La difficoltà che riguarda l'eolico in Italia è rappresentata dal fatto che non ci sono i punti di forza come in Germania ad esempio, e pertanto lo scarso e dunque costoso vento utile per gli impianti eolico-industriali è possibile ricavarlo soltanto sulle cime dei crinali oppure intercettandolo in mare dato che non ci sono vaste pianure aperte ai venti marini rispetto invece ai paesi del Nord Europa.
Pertanto il Gruppo Energia di Italia Nostra sottolinea che pure in Germania, laddove avviene anche la produzione delle pale eoliche, sorgono critiche molto radicali dirette verso la svolta energetica che va ad incentrarsi sulle rinnovabili elettriche, dagli amanti del paesaggio e dell'ambiente, ma pure da organismi istituzionali, tipo l'EFI: comitato di esperti per la ricerca e l'innovazione collocato proprio dal governo tedesco.
L'associazione dunque, definisce esagerati gli incentivi che sono stati erogati alle rinnovabili e prevede rischi per il paesaggio per gli obiettivi nuovi più temerari che l'Europa ha assunto entro il 2030, infatti se in Italia si andasse a montare lo stesso potenziale eolico che è stato installato in Germania, tre volte maggiore rispatto all'Italia, non ci sarebbe nessuna montagna o costa che non ne risulterebbe stravolta.
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