Una radio che funziona con il muschio crea un impianto solare biologico
Gli impianti fotovoltaici, a seconda delle ultime tendenze, saranno sempre più rivolti al biologico per permettere di creare un impatto ancora minore nei confronti dell'ambiente. Gli ingegneri e i vari studiosi stanno puntando ai processi naturali della fotosintesi clorofilliana, che è un processo chimico, grazie al quale le piante producono sostanze organiche, partendo dall'anidride carbonica e dall'acqua, grazie alla luce solare. I pannelli bio che si stanno mettendo a punto catturano proprio i raggi solari, grazie a dei pigmenti, che vengono poi trasformati in energia elettrica. In questo modo non ci sarà modo di inquinare l'atmosfera circostante, né durante la produzione, né per lo smaltimento. Il tutto sarà eco compatibile.
Nell'Università di Cambridge hanno portato avanti un progetto dal nome "Moss Power", che parla del poter nascosto del muschio. Hanno cercato di creare una connessione tra le proteine della fotosintesi clorofilliana, per la creazione di pannelli solari, e l'energia elettrica. La tecnologia emergente si chiama BPV (biophotovoltaics) e "suggerisce un mondo in cui gli oggetti ibridi organico-sintetici autosufficienti che ci circondano, ci forniscono i nostri bisogni quotidiani in maniera pulita e rispettosa dell'ambiente".
Da questo studio, insieme alla designer svizzera Fabienne Felder è nata la prima radio ecologica alimentata con il muschio.
Ma come funziona questa radio? Le celle solari biologiche sono composte da materiali biologici che trattengono l'acqua e che permettono al muschio di crescervi sopra. Ci sono dieci vasi che sono collegati tra loro attraverso anodi, che catturano gli elettroni prodotti dalla fotosintesi e da catodi in cui questi elettroni vengono utilizzati e consumati. In questa fase la radio cattura solamente l'0,1% degli elettroni, ma il continuare a puntare sul muschio "che cresce lentamente ed è meno efficiente nel convertire gli elettroni in zucchero" si pensa potrà far arrivare il processo a percentuali molto più alte. E' comunque la prima volta che la tecnologia biofilia è stata sfruttata per alimentare qualcosa che richiede sicuramente più energia elettrica, rispetto ad un display LCD.
Le aspettative per il proseguo sono alte, anche se la radio per ora è solamente un prototipo. E' stato dichiarato dagli stessi studiosi che "se il 25% dei londinesi ricaricassero i loro telefonini per una media di due ore un giorno sì ed uno no, con il muschio, il Regno Unito risparmierebbe elettricità sufficiente ad alimentare una piccola città, risparmiando 39. 632 tonnellate di CO2 l'anno".
(Un particolare della radio alimentata a muschio)
Non è la prima volta che il muschio viene utilizzato e affiancato al biofotovoltaico. In quanto già qualche anno fa era stato progettato un tavolo composto da muschio, che poteva alimentare una lampada posta su di esso, attraverso appunto la fotosintesi. Era una tecnologia che allora tendeva ad alimentare solamente dei dispositivi piccoli, che non producevano una consumazione energetica elevata.
Anche in questo caso l'intento futuro sarà quello di poter creare energia elettrica per la durata di almeno 14 ore e di rendere possibile la carica di computer portatili, oppure cellulari. Attualmente, il muschio genera circa 50 milliwatt per metro quadrato. Gli scienziati prevedono che i futuri dispositivi possano essere in grado di generare fino a 3W. In che modo?
- Aumentando la velocità con cui i batteri abbattono i composti organici e producono elettroni.
- Migliorando il collegamento elettrico con i batteri.
- Riducendo la resistenza interna del dispositivo.
La sfida che si sta lanciando al fotovoltaico è proprio quella di poter sostituire i pannelli adesso in commercio, favorendo l'utilizzo di materiali biologici. Così come per esempio, ha dichiarato Andreas Mershin, ricercatore del Massachusetts Institute of Technology: "una miscela di prodotti chimici personalizzati con la materia verde delle piante ed una vernice chimica sui tetti" può creare energia "partendo da specie vegetali, ed in particolare alghe verdi e blu".

