Un impianto fotovoltaico ad Israele per alimentare 120.000 abitazioni
Arriva l'atteso "ok" per la realizzazione del "Megalim Solar Power Ltd". La società "Megalim", costituita da "Alstom" (25.05%), da "BrightSource" (25.05%), e da "NOY Infrastrutture & Energy Investment Fund" (49,9%), ha, infatti, saputo dal Comitato Interministeriale Tender di Israele, di aver finalmente vinto la gara per la costruzione di un impianto solare termico 121 megawatt, ottenendo in questo modo il finanziamento della Banca europea per gli investimenti e della Bank Hapoalim. Potrà così iniziare la sua opera "Thermal Power Solar Station Ashalim", in Israele.

(L'impianto solare Ashalim? Avrà il costo di oltre 900 milioni di euro).
Tale impianto solare Ashalim 121 MW posto nel deserto del Negev, sarà in grado di produrre energia sufficiente a soddisfare il fabbisogno elettrico di oltre 120.000 abitazioni. Ma nello specifico cosa accadrà? La stazione di energia solare vedrà più di 50.000 eliostati o specchi controllati attraverso un computer. Questi seguiranno i raggi del sole fino a riflettere la luce solare su una caldaia presente su una torre di 240 metri. La luce solare concentrata su caldaia andrà a riscaldare l'acqua presente in essa per poter così generare vapore surriscaldato. Questo vapore ad alta temperatura produrrà elettricità.

(Ecco una scheda-esempio di quello che avverrà per il progetto dell'impianto solare Ashalim 121 MW posto nel deserto del Negev).
La "Alstom" sarà pienamente responsabile per quanto riguarda l'ingegneria, l'approvvigionamento e la costruzione (EPC) del solare. Si è concordato affinchè la società fornisca, per un periodo di 25 anni, piena operatività e manutenzione (O & M). La conclusione dei lavori? Sono previsti entro i primi mesi dell'anno 2017. Si dice che per realizzare "Thermal Power Solar Station Ashalim", è previsto l'impiego di circa 1.000 persone.
L'obiettivo principale di Israele? E' quello di riuscire ad ottenere il 10 per cento della sua produzione di energia elettrica da fonti energetiche rinnovabili entro il 2020. Jérôme Pécresse, presidente Alstom Renewable, ha affermato: "Il progetto rappresenta un ulteriore passo in avanti nella nostra partnership con BrightSource e il nostro primo successo insieme nel mercato del solare termico. Si apre la strada per fornire energia senza emissioni di carbonio conveniente ed affidabile per i nostri clienti. Questo progetto rafforza la posizione di energia solare termica nella strategia di Alstom".
Da parte sua David Ramm, presidente ed amministratore delegato della "BrightSource" ha commentato in questo modo il progetto: "L'uso della tecnologia di BrightSource all' Ashalim riflette il crescente interesse nei mercati internazionali per il potere che è pulito, per i costi competitivi ed affidabili, e per la continua evoluzione della strategia tecnologica BrightSource".
"Partecipare al progetto Megalim? - ha spiegato Ran Shelach e Gil-ad Boshwitz, partner la gestione del NOY Fondo - equivale ad un grandissimo un onore. Si aggiunge poi il fatto di poter sostenere in questo modo lo sviluppo del Sud della regione di Israele, così come la crescita del settore delle energie rinnovabili". Soddisfatta Michal Abadi-Boyanjo, Ragioniere Generale del Ministero delle Finanze, che ha commentato: "la costruzione di impianto solare termico in Ashalim sarà un altro importante passo verso l'attuazione degli obiettivi governativi per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, sfruttando la creatività e innovatività del settore privato, come dimostrano le gare promosse dalla Direzione Generale Contabile".
Intanto, la società "Brightsource", sta sviluppando anche quello che è noto come il più grande impianto solare del mondo (si parla di ben 377 Megawatt) in California, nel deserto del Mojave. Porterà il nome di "Ivanpah". "Ivanpah - si legge sul sito ufficiale - utilizza la comprovata tecnologia solare termica ed un design a basso impatto ambientale, per alimentare un'economia di energia pulita della California con l'energia solare a costi competitivi e affidabili.

