Tende e tappeti fotovoltaici per rivoluzionare la produzione energetica domestica

ENERGIA DA TENDE E TAPPETI

Per diventare sempre più competitiva nel settore della produzione energetica, l'energia fotovoltaica deve poter rispondere a criteri che le permettano la maggiore permeabilità nella vita quotidiana. Questa esigenza si traduce in continue ricerche in direzione della massima efficienza e del contenimento dei costi, ma anche nella trasformazione dei materiali per poter ampliare i confini delle superfici idonee alla produzione energetica: se, fino a pochi anni fa, i tetti o le ampie porzioni di terreno libero costituivano gli unici luoghi nei quali installare celle fotovoltaiche, oggi tali confini si sono estesi e continuano a farlo, verso orizzonti che fino a poco tempo fa non erano nemmeno immaginabili.

Un esempio? Tappeti e tende in grado di produrre energia grazie all'esposizione ai raggi solari, indistinguibili dai più comuni tessuti, eppure in grado di ricaricare apparecchi tecnologici di piccole dimensioni. E' questa la più recente invenzione dell'Istituto per la Ricerca e l'Innovazione nei Materiali, dell'Università di Bolton: un tessuto fotovoltaico e piezoelettrico che può venire utilizzato per la produzione di tende o tappeti e che può produrre energia tramite una doppia tecnologia, quella fotovoltaica e quella piezoelettrica.

Luce del sole e movimento sono sufficienti per far sì che quello che appare come un normale tappeto domestico possa diventare una fonte di energia elettrica: al momento, la resa del prototipo è bassa e può soddisfare le necessità di piccoli apparecchi, come smartphone o tablet, ma non si esclude che tale tecnologia possa prendere maggiormente piede e possa raggiungere livelli di efficienza anche superiori.

Tessuto fotovoltaico e piezoelettrico

(Il tessuto fotovoltaico e piezoelettrico messo a punto dai ricercatori della Bolton University)

SFRUTTARE IL SOLE E IL MOVIMENTO

Al momento, il materiale fotovoltaico e piezoelettrico messo a punto dai ricercatori della Bolton University è in grado di generare un watt di energia per ogni 20 cm quadrati: con una quantità sufficiente di materiale, è possibile ricaricare i piccoli device elettronici in meno di un'ora. "Il nostro materiale ibrido combina la produzione di energia a partire dalla luce solare a quella legata al movimento - spiega il professor Elias Siores - in modo tale da poter garantire la produzione energetica in qualsiasi ambiente o condizione atmosferica. Il materiale polimerico messo a punto con questo studio è adattabile a diversi utilizzi: può venire fissato a strutture rigide per farne vele o tendaggi da interno o da esterno".  

Ora, gli obiettivi legati al progetto sono quelli di rendere il materiale polimerico fotovoltaico e piezoelettrico sempre più simile ai normali tessuti ed adatto alla realizzazione di vestiti sportivi ad alta traspirazione, che permettano la produzione di piccole quantità di energia elettrica senza che vi siano differenze percepibili tra il materiale sviluppato e i tessuti tradizionali. In questo modo, non solo si avrebbe a disposizione una continua fonte di energia pulita, ma si potrebbe sfruttare la doppia risorsa del sole e del movimento, che si trasmette al materiale indossato provocando la separazione delle cariche elettriche che dà origine alla produzione energetica.
Nonostante, per il momento, il materiale sviluppato possa puntare ad una quantità di energia prodotta molto limitata ed adatta soltanto ai piccoli apparecchi elettronici, le potenzialità di tale ricerca sono enormi: da una parte, la vera rivoluzione consiste nella possibilità di sfruttare una doppia fonte energetica, per oggetti di utilizzo quotidiano in grado di generare elettricità sia alla presenza del sole sia alla presenza di vento o altre condizioni che generino movimento.

ENERGIA SEMPRE PIU' NASCOSTA


Il materiale perfettamente mimetizzabile con i tradizionali tessuti per tendaggi e tappeti rivoluzione il concetto stesso di impianto fotovoltaico, permettendone una completa integrazione con gli oggetti d'arredo. Le celle fotovoltaiche diventano così completamente invisibili e la produzione energetica passa attraverso canali che non richiedono particolari installazioni, e soprattutto che non vanno ad alterare l'aspetto dell'edificio e che non comportano alterazioni a livello di impatto visivo.

Vetrate fotovoltaiche, piastrelle, tappeti e tendaggi: gli oggetti del quotidiano si trasformano sempre più numerosi in oggetti non solo decorativi, ma anche funzionali e in grado di produrre energia per case ed edifici sempre più autosufficienti dal punto di vista energetico e pensati per sfruttare le risorse naturali offerte dal luogo in cui le strutture vengono realizzate. Se tali tecnologie dovessero raggiungere tutti gli obiettivi legati all'efficienza e alla sostenibilità dei costi, si potrebbe arrivare ad ipotizzare uno scenario nel quale alla produzione di energia tramite pannelli si sostituisca quella, invisibile e diffusa, dei materiali stessi che compongono gli edifici, per strutture in grado di auto alimentarsi senza alterare estetica e percezione architettonica. 

AutoreDott.ssa Martina Pugno


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