Strade solari si, o strade solari no? In America la querelle
Le nostre infinite strade? Potrebbero essere in grado di generare attraverso dei semplici e sapienti accorgimenti energia alternativa.
Una strada dopo l'altra, in più città, in più luoghi differenti, potrebbero essere capaci di dare soprattutto vita ad una forma di energia pulita scacciando con forza l'incubo dell'inquinamento ambientale. A dare vita a questa possibilità è stato il progetto conosciuto con il nome "Solar Roadways". Tale disegno propone di ricoprire in particolare le strade americane con pannelli fotovoltaici. L'idea è venuta in mente ad una coppia, formata da Julie e da Scott Brusaw. I coniugi desiderano iniziare il loro lavoro prima dalla trasformazione di parcheggi e di marciapiedi con appunto sistemi fotovoltaici. In seguito pensano di estendere il loro progetto anche alle carreggiate.
Ora però, c'è da dire, che contro tale "Solar Roadways" si sono create vere e proprie fazioni l'una contro l'altra; due ali completamente opposte: da una parte infatti figurano i "positivisti" che si complimentano con la proporsta appoggiando così pienamente il progetto; dall'altra invece vi sono "disfattisti" (e sembra anche che siano in numero maggiore). Dunque pollice in su, "Solar Roadways" ok per alcuni, pollice in giù, "Solar Roadways" negativa per altri.

(Ecco nella immagine la coppia Julie e da Scott Brusaw, che ha proposto per gli Stati Uniti la rivoluzionaria idea del progetto "Solar Roadways").
E così si fanno avanti in molti convinti sempre più che le carreggiate solari debbano essere in qualche modo fermate, bloccate in tempo. Perchè? Molte sarebbero, infatti, le lacune, i dubbi, sulle loro reali potenzialità. Tra i "disfattisti" si eleva la voce della rivista internazionale "Renewables" che in un articolo ben sistemato, dichiara come in realtà può bastare una piccolissima zona di ombra su un pannello solare, a ridurre completamente l'efficienza della energia completa di cui si potrebbe usufruire. Secondo infatti tale teoria non ci sarebbe in realtà sulle strade un campo di azione totalmente libero in grado di catturare ed utilizzare al meglio l'energia solare.
Gli ostacoli? Non sarebbero pochi, anzi. Potrebbero essere: dalle semplici automobili, agli alberi, fino agli edifici circostanti le strada.
Ma cosa prevede nello specifico il progetto "Solar Roadways"? Una tale agguerrita querelle potrebbe essere ovviamente portata avanti all'infinito prima che si arrivi ad una soluzione finale sia da una parte che dall'altra.
"Sicuramente - hanno annunciato gli ideatori Brusaw di "Solar Roadways" - ci saranno problemi che non sempre saranno facilmente prevedibili, di questo ne siamo al corrente -. Si tratta di un sistema che non sarà adattabile ovunque ed in modo perfetto in ogni strada, ma pensiamo comunque ad possibile futuro più verde. Il progetto hanno continuato gli inventori - ha tutto il potenziale per riuscire a liberare gli Stati Uniti dalla energia sporca, così da salvare le vite umane con una segnaletica intelligente e rendere in questo modo le strade più sicure con un adeguato riscaldamento".
Il prototipo "Solar Roadways" poggia su una struttura di esagoni in vetro posizionati uno accanto all'altro. Questi esagoni con celle solari incorporate andrebbero a formare il manto stradale per produrre, appunto, energia alternativa. Tra i vantaggi del disegno proposto anche la capacità di riuscire a sciogliere la neve attraverso il calore che andrebbero ad emanare; in più grazie alla presenza di LED verrebbe mostrato chiaramente agli automobilisti di passaggio l'andamento della strada da percorrere, eliminando così la tradizionale segnaletica a cui siamo da tempo abituati.
Intanto veniamo a conoscenza che il progetto "Solar Roadways" ha già ricevuto ben due borse di studio (una da 100.000 e l'altra da 750.000 dollari) dal "Dipartimento dei Trasporti"; ed inoltre sul sito "IndieGoGo" ha ottenuto quasi 2 milioni di dollari.
Strade solari sì...o strade solari no? A questo punto è proprio il caso di dire... ai posteri l'ardua sentenza!

